Una puntata tutta dedicata all'integrazione fra culture che avviene spesso grazie al cibo, alle ricette che ci si scambia, all'atto di cucinare insieme. Si parte dal cous cous, pietanza comune fra le sponde del Mediterraneo, che crea un filo conduttore fra i paesi del Maghreb e le coste italiane, ma anche con Israele, Libia, Palestina. Proprio la Sicilia e, in particolare la zona del trapanese, è simbolo vivente di questa integrazione: Benedetta Schifano, trapanese doc e custode dei segreti di questa tradizione narra di come, una volta, le ragazze portassero come dote la mafaradda e la couscoussiera, gli strumenti per incocciare il cous cous. Dopo questo racconto suggestivo, Benedetta mostra i passaggi della lavorazione agli aspiranti chef: dall’incocciamento della semola al fisculiamento, passando per la preparazione della "cuddura" allo scopo di chiudere ermeticamente la couscoussiera, fino ai cuddureddi che servono a controllare i tempi di cottura.

A questo punto i concorrenti devono portare la loro versione del cous cous, cercando di mettere dentro al piatto qualcosa della loro storia personale: a distinguersi sono Davide con "Trapani, Trieste, Tokyo" (città del couscous, la sua e quella asiatica che ha visitato oltre 50 volte); Nicolò, che ha il coraggio di mettere insieme fegato e pesce, dedicando il piatto alla mamma che è venuta a mancare anni prima; e infine, Giada, che si aggiudica la vittoria e il vantaggio all'Invention Test.

L'Invention Test con gli agrumi più strani mai visti

È Niels Rodin, esperto coltivatore di agrumi esotici, il "protagonista", insieme ai suoi prodotti, della prova successiva: porta ai concorrenti prodotti quasi tutti sconosciuti e originalissimi, come finger-lime o limone caviale, limequot, calamansi, mano di Buddha, cedro, combawa, faustrime. Giade decide, a gruppi di due, quali ingredienti assegnare a chi: 45 minuti per una prova di creatività molto complessa, soprattutto per chi ha ricevuto in dono gli agrumi più difficili da trattare come il faustrime.

Al termine degli assaggi il piatto migliore è quello di Milenys che ha avuto la fortuna di ricevere un agrume a lei molto familiare, che l'ha commossa e ispirata: i "lemonciti", come chiama i limequot, con cui suo nonno a Cuba le preparava la limonata da bambina. I tre piatti peggiori sono invece quelli di Giada, Gianna e Vincenzo: è la prima, colpevole di aver presentato un risotto incolore e aver sprecato un agrume tutto sommato facile da trattare, a dover abbandonare Masterchef.

La seconda puntata: il matrimonio induista a Milano e la prova sui piatti della tradizione

Siamo a Milano o a Delhi?  Mario e Aroti, e il loro matrimonio con rito induista, sono infatti al centro della prova in esterna: in cui i cuochi amatoriali dovranno preparare il buffet per la festa che conta 60 invitati. Due i menù, uno onnivoro e uno vegetariano, da scegliere per Milenys, oltre che i componenti della sua brigata e la scelta del capitano della brigata avversaria, che ricade su Antonio. Inoltre, ha ben 20 minuti di tempo per confrontarsi con Ravinder Bhogal, una fra le migliori chef indiane presenti in Italia, mentre la squadra avversaria ne ha solo 10. Milenys sceglie il menù rosso, onnivoro, che prevede chutney di mango, samosa di carne, salmone tandoori, riso basmati con frutta secca, pollo tikka, chapati e barfi al cocco. Quello della squadra blu, vegetariano, è invece composto da raita al pomodoro, samosa vegetariani, melanzane saltate al cocco, pulao di verdure con riso basmati, chana masala, puri e kulfi al mango. Dopo il pranzo il verdetto è netto: vince la brigata rossa capeggiata da Milenys, con 40 voti su 60.

Al Pressure Test si ritrovano quindi i concorrenti della brigata blu, con una buona dose di polemica che si scatena soprattutto fra Antonio, il capitano, Maria Teresa e Luciano. Una prova intensa, malgrado siano i piatti della tradizione italiana i protagonisti assoluti: saltimbocca alla romana, polpette al sugo, pasta alla norma, frittata di cipolle, pasta al pesto e zabaione. In una serie di duelli i concorrenti devono sfidarsi l'un l'altro su tempi serratissimi: inizia Antonio, che sfida Vincenzo sui saltimbocca. Con grande stupore di tutti, è lui a salire in balconata per primo: dopo di che Vincenzo chiama Francesca e la sfida sulla frittata di cipolle. Ma il concorrente campano perde di nuovo, malgrado si tratti di piatti a lui molto familiari: procede dunque con lo sfidare Marisa sulle polpette al sugo. Questa volta però a soccombere è Marisa, che presenta polpette poco compatte e crude.

L'ultima parte della prova vede Marisa sfidare Fabio sulla pasta alla Norma, convincendo i giudici e salendo in balconata. A questo punto sono rimasti in 3: Fabio sfida Luciano sullo zabaione, sottraendolo così Maria Teresa, molto ferrata sui dolci. A vincere, malgrado la poca dimestichezza con i dessert, è Luciano. L'ultimo duello dunque è fra Fabio e Maria Teresa: un piatto di linguine al pesto in 15 minuti. Malgrado i difetti di entrambi i piatti, a spuntarla è Maria Teresa: per Fabio è arrivata l'ora di abbandonare la cucina di Masterchef e tornare al suo studio legale.