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27 Ottobre 2022 15:00

L’olio extravergine di oliva potrebbe non bastare per tutti. Cosa sta succedendo

La produzione di olio extravergine di oliva quest'anno potrebbe non coprire il fabbisogno nazionale. È l'allarme lanciato da Assitol: cosa sta succedendo.

A cura di Alessandro Creta
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L'olio extravergine di oliva potrebbe non bastare per tutti. È l'allarme lanciato da Assitol, l'Associazione italiana dell’industria olearia aderente a Federalimentare e Confindustria, che avvisa come a seguito di una campagna olearia non così ricca la quantità di olio prodotta rischia di non soddisfare il fabbisogno nazionale. Un altro indizio della crisi che in questi mesi ha colpito gli ulivi e i loro frutti: a causa dell'eccezionale caldo, della siccità e di fenomeni atmosferici estremi la produzione di olio è nettamente inferiore a quella delle degli scorsi anni. Tradotto: secondo le prime stime verranno prodotte almeno 400 mila tonnellate in meno di olio rispetto alla richiesta nazionale della grande distribuzione.

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"La sproporzione tra consumi e produzione è tale che, di qui alla prossima estate, potremmo non avere olio a sufficienza per gli scaffali della grande distribuzione”, ha detto Andrea Carrassi, Direttore Generale dell’Associazione nel preannunciare la realtà che potrebbe profilarsi nei prossimi mesi.

Crisi dell'olio extravergine di oliva: le stime produttive

Le 200mila tonnellate di olio extravergine di oliva previste per la campagna olearia in corso non saranno sufficienti per soddisfare la richiesta nazionale, pari invece a 600mila tonnellate. “Lavorare con quantitativi di olio extra vergine così ridotti – continua il Direttore di Assitol– sarà molto difficile per le aziende, abituate a garantire tutto l’anno i loro prodotti”.

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Si tratta tuttavia di una problematica non solamente italiana. I cambiamenti climatici e la grande siccità registrata negli ultimi mesi (oltre al caldo anomalo attuale) stanno tagliando le quantità dei grandi produttori affacciati sul Mediterraneo. La stessa sorte pare destinata anche alla Spagna (previsto un dimezzamento della produzione totale), tra i maggiori esportatori a livello mondiale, ma anche Portogallo (-30%) e Tunisia (-16%).

La realtà attuale potrebbe spingere la grande distribuzione a evitare il ricorso continuo alle promozioni e ai prodotti in offerta. In una situazione così complessa – continua Assitol nella sua nota – appare controproducente spingere i consumi con intense attività promozionali, come ad esempio le vendite sottocosto, perché ciò potrebbe provocare un esaurimento anticipato dei già scarsi volumi di olio a disposizione. A causa delle scorte limitate, inoltre, a breve potrebbero anche registrarsi rialzi dei prezzi al pubblico di questo alimento.

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