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14 Maggio 2026 13:38

La tavoletta di cioccolato si restringe, il prezzo aumenta: la Germania “dichiara guerra” alla shrinkflation

Una tavoletta di cioccolato è stata ridotta di peso da 100 a 90 grammi mantenendo confezione quasi identica e prezzo più alto: per il Tribunale di Brema serviranno avvisi chiari.

A cura di lorenzonapolitano
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Il cioccolato Milka finisce sotto la lente d'ingrandimento della giustizia tedesca, segnando un precedente importante che potrebbe rivelarsi molto importante nella lotta contro la shrinkflation, ossia quella strategia di marketing che consiste nel ridurre la quantità di un prodotto mantenendo il prezzo di vendita inalterato (in questo caso addirittura aumentato). La causa contro la proprietaria del marchio, la Mondelēz International, è stata intentata dal Centro dei consumatori di Amburgo per concorrenza sleale: la nuova tavoletta "Alpine Milk", infatti, è più sottile di un millimetro e la riduzione di peso (da 100 grammi a 90 grammi) è impercettibile, ma il design è praticamente identico.

La decisione del Tribunale di Brema

Nonostante queste variazioni, che possono essere anche impercettibili alla vista o al tatto, il prezzo è addirittura aumentato, da 1,49 euro a 1,99 euro. Per i giudici tedeschi, questa strategia ha violato le leggi della concorrenza. A poco è servita la difesa della società statunitense, che ha sostenuto di aver informato i consumatori tedeschi del cambiamento tramite il proprio sito web e i canali social. Il Tribunale, dal canto suo, ha affermato che sulla confezione ci sarebbe dovuto essere un avviso chiaro e, inoltre, sarebbe stato necessario mantenerlo per almeno quattro mesi per consentire a tutti di recepire il cambiamento. Dunque, il problema risiede nella discrepanza tra il contenuto reale e l'aspettativa visiva consolidata in anni di acquisti.

Accogliendo la causa, i giudici tedeschi hanno stabilito che chiunque decida di rimpicciolire i propri prodotti dovrà inserire un avviso chiaro e comprensibile sull'involucro, per evitare di confondere i consumatori. Nonostante la sentenza non abbia conseguenze concrete contro Milka o Mondelēz, dato che non impone il ritiro o la modifica dei prodotti già distribuiti, è significativa per i casi futuri, dato che sussiste il rischio di recidiva. Non solo, crea anche un importante precedente legale nella battaglia contro la shrinkflation. Il Centro dei consumatori di Amburgo ha accolto con favore la decisione: "Rafforza i diritti dei consumatori in caso di aumenti di prezzo occulti", ha dichiarato l'esponente dell'associazione Armin Valet. Adesso, Mondelēz ha un mese di tempo per presentare ricorso: l'azienda ha già dichiarato di star esaminando i dettagli della sentenza prima di decidere come procedere.

Il caso Milka è solo la punta dell'iceberg: altri casi di shrinkflation

La shrinkflation è diventata fin troppo comune, dato che i produttori cercano di compensare l'aumento dei costi e delle materie prime. Questo fenomeno è evidente specialmente per quanto riguarda il cioccolato, diventato sempre più costoso a causa dei cattivi raccolti in Ghana e Costa d'Avorio, dove viene prodotta oltre la metà delle fave di cacao mondiali. Nei mesi precedenti, il Guardian aveva già notato una diffusa tendenza verso la riduzione delle dimensioni dei prodotti dolciari. Tra le diverse aziende sotto la lente d'ingrandimento c'è anche Toblerone, altro marchio Mondelēz, la cui barretta ha subito una riduzione di peso da 360 grammi a 340 grammi. Non solo la shrinkflation, per provare a "combattere" l'aumento dei costi di produzione, altra strategia discutibile utilizzata dalle aziende è la skimpflation, cioè il peggioramento della ricetta sostituendo ingredienti costosi con alternative più economiche.

In un mercato dove il millimetro e il grammo sono impercettibili strumenti di profitto, la sentenza di Brema traccia una linea di confine necessaria. La sfida ora passa al legislatore, affinché la trasparenza sulle variazioni del prodotto sia legge e non più frutto di una battaglia legale.

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