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17 Novembre 2025 16:03

La Commissione europea vuole introdurre una tassa sui cibi ultra processati 

La misura rientra in un programma più ampio che mira alla prevenzione delle malattie cardiovascolari, in parte causate proprio dal cosiddetto cibo spazzatura. Se dovesse essere approvata nei tempi previsti, la nuova tassazione entrerebbe in vigore già nel 2026.

A cura di Arianna Ramaglia
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Sembrerebbe proprio che studi e ricerche non bastino, da sole, a far diminuire il consumo dei cibi ultra processati. Per questo la Commissione europea sta valutando l'introduzione di una tassa sul cosiddetto cibo spazzatura e sugli alcopops, ossia bevande a basso contenuto alcolico. La nuova imposta potrebbe entrare in vigore già nel 2026.

Da dove nasce la decisione

La notizia, resa pubblica da Euractiv, riguarda una prima bozza del Piano per la salute cardiovascolare che prevede un intervento mirato per tassare tutti quegli alimenti considerati dannosi per la salute – come cibi ricchi di grassi, zuccheri e sale, ma anche bevande dal ridotto contenuto alcolico ma con elevate quantità di zucchero. La misura si inserisce in un programma più ampio di lotta contro l'aumento di alcune patologie cardiovascolari: il Commissario per la Salute, Olivér Várhelyi, secondo quanto riportato da Euractiv, ha messo a punto un piano che si base su tre pilastri – prevenzione, diagnosi precoce e screening, e trattamento e assistenza. Sotto accusa in particolare alcol, tabacco e il cosiddetto junk food, indicati come fattori che aumentano il rischio di insorgenza di alcune malattie cardiache.

Uno degli obiettivi principali, quindi, è proprio quello di introdurre una tassa sui cibi ultra processati, con un duplice obiettivo: prima di tutto scoraggiare i consumatori ad acquistare questi prodotti e, al contempo, incentivare le industrie produttrici a ripensare processi e formulazioni, riducendo la trasformazione di questi alimenti.

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Tasse su junk food e restrizioni sulle pubblicità

Il piano è già sostenuto da diversi Paesi dell'Unione Europea, come Austria, Belgio, Spagna, Francia, Lettonia e Slovenia che si sono già mossi chiedendo un aumento delle tasse sulle bevande alcoliche e una maggiore rigidità sulle pubblicità. Una direzione molto simile ad alcuni provvedimenti già adottati nel Regno Unito, dove sono state vietate nei supermercati le offerte "prendi due, paghi uno" – che incentiverebbero l'acquisto di cibo spazzatura – e dove, il prossimo gennaio, dovrebbe entrare in vigore il piano che prevede il divieto delle pubblicità di junk food in televisione prima delle 21 e online in qualsiasi momento.

Secondo i sostenitori, la misura comunque andrebbe a disincentivare l'acquisto di determinati prodotti, alleggerendo, di conseguenza, la pressione sugli ospedali che rischiano di diventare sempre più (tristemente) affollati. Riuscire, quindi, a virare verso uno stile di vita più salubre che parte, tra le altre cose, da un'alimentazione sana ed equilibrata, creando campagne informative ad hoc, etichette nutrizionali più chiare e introducendo possibili incentivi per l'acquisto di alimenti salutari.

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Quando entrerà in vigore

Una data precisa non c'è ancora, ma se dovesse essere approvato, il nuovo regime fiscale potrebbe attuarsi già dal prossimo anno. Ovviamente non mancano criticità e voci contrarie: la prima riguarda il problema di definire con precisione cosa si intende con "cibo ultra processato" in modo da poter stabilire con chiarezza quali alimenti debbano essere tassati e quali no. Inoltre, alcune industrie alimentari sostengono che il rischio è quello di spingere le persone con un reddito più basso a puntare su alternative più economiche e meno controllate.

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