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Il mondo è orfano dell'arguzia e della cultura di Anthony Bourdain da ormai tre anni, da quella notte dell'8 giugno 2018 in cui il cuoco e divulgatore ha deciso di togliersi la vita. Lo chef americano ha consacrato tutta la sua esistenza alla cucina e agli eccessi, vivendo avventure straordinarie che ha raccontato nelle sue trasmissioni e nei suoi libri. Una vita al massimo che Morgan Neville, regista Premio Oscar 2014, ha deciso di raccontare in un film documentario, Roadrunner, che uscirà il prossimo 16 luglio, prima negli Stati Uniti e poi in tutto il mondo.

Chi è Anthony Bourdain

Nato a New York nel 1956 da una famiglia benestante di origini francesi, è cresciuto nel New Jersey con frequenti incursioni estive proprio in Francia. Anthony Bourdain fin da piccolo è affascinato dal cibo in ogni sua forma e decide di diventare un cuoco iscrivendosi al Culinary Istitute of America, uno dei corsi di cucina più prestigiosi al mondo. Il diploma gli apre le porte dei ristoranti più famosi di New York ma purtroppo "Tony" non è famoso per la sua professionalità e spesso si ritrova in bettole da quattro soldi. La svolta avviene nel 1998 quando la proprietà della Brasserie Les Halles, ristorante nel cuore di Manhattan, gli affida la guida della cucina. In questo periodo Bourdain si disintossica da alcol e droghe, e dopo due anni al nuovo locale pubblica Kitchen Confidential, il libro che lo ha reso famoso e che ha cambiato per sempre la storia della gastronomia scritta.

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in foto: Foto da Facebook

La fama di Anthony Bourdain con l'uscita del libro fa sì che tutto il gruppo Les Halles ne tragga benefici e così apre altri due ristoranti, uno a Miami e uno a Tokyo. Questo non deve trarre in inganno però; non parliamo di un cuoco showman, non solo almeno: lo chef ci sa fare alla grande e infatti la Guida Zagat, la più importante guida gastronomica degli Stati Uniti, assegna un punteggio di 21/30 all'indirizzo newyorkese fino al 2013, un risultato che solo i migliori cuochi del Paese ottengono.

Nel frattempo comincia a scrivere su importanti riviste e pubblica altri libri fino a lasciare l'attività "pratica" della cucina per dedicarsi alla divulgazione della gastronomia. Il libro Viaggio di un cuoco, seconda opera di successo di Bourdain, riprende proprio gli articoli pubblicati sul New Yorker e da questo libro saranno poi tratte le puntate della sua più celebre serie televisiva in cui si lancia alla scoperta delle più famose tradizioni culinarie al mondo, risalendo alle origini della cultura gastronomica di ogni Paese.

Il film su Anthony Bourdain

Nel trailer pubblicato qualche giorno fa si intravedono le frasi più celebri del cuoco, su tutte la bellissima "sii un viaggiatore, non un turista". Il film di Morgan Neville, atteso nelle sale americane per il prossimo 16 luglio, userà delle perle nascoste e ritrovate grazie alla collaborazione di familiari e amici di Anthony Bourdain: dai backstage a foto e interviste con cantanti, attori e colleghi che hanno avuto il piacere di conoscere lo chef quando era in vita. Molto attesa la testimonianza di Eric Ripert, amico di vecchia data di Tony, chef 3 Stelle Michelin a New York, che spesso abbiamo visto in giro per il mondo con il cuoco protagonista di Roadrunner.