11 Febbraio 2022 15:00

Il vino a San Valentino: dimmi che coppia siete e vi diremo che uva scegliere

Nessuna coppia è uguale: ci sono quelle giovani, quelle ancora incerte, quelle che amano le sorprese e quelle stabilissime. Per ognuna di loro c'è un vino più o meno adatto: diteci che coppia siete e vi diremo che uva scegliere a San Valentino.

A cura di Francesca Ciancio
56
Immagine

Quanti generi di appuntamenti romantici esistono? Tanti sono quelli conosciuti, altri se ne potrebbero inventare. Insieme raggiungerebbero il numero dei vitigni nel mondo. Chi non è esperto di vino, potrebbe credere che sia un numero irrisorio, ma non è così. Al contrario, se esistesse un’ampelografia dell’amore, potremmo abbinare ogni singola pianta d’uva a ciascun  appuntamento amoroso. Ovviamente parliamo di sentimenti per l’avvicinarsi di San Valentino che è in gran parte celebrata in tavola con una cena a due: una bottiglia nel mezzo non guasta mai. Che vino scegliere? Cosa piacerà al partner? Effetto sorpresa o qualcosa di rassicurante?

“Dimmi che tipo di coppia siete e vi diremo che vitigno scegliere” così suona più o meno il senso di quello che state per leggere: e, al netto delle generalizzazioni e dell’ironia, non abbiamo regole d’oro da dispensare. Piuttosto un consiglio: bevete con gioia quella sera, soprattutto se siete a un primo appuntamento.

Merlot per una coppia alle prime armi 

Vi conoscete da poco, siete ancora incerti sulla possibilità di uno sviluppo, vi piacete ma non è da farfalle nello stomaco. Poi per carattere siete ponderati, anche per questo vi siete scelti. Avete un buon carattere e vi va di offrire a voi stessi e all’altro una chance: il Merlot, è un vino quasi mai spigoloso, anzi, fa delle sue “curve” un punto di forza. Può piacere un po’ a tutti perché è morbido, fruttato, appagante e va d’accordo con moltissimi piatti. Insomma, ha un approccio amichevole e distensivo.

Un duo a tutto pepe brinda con il Syrah 

Si chiama rotundone ed è la molecola che conferisce al vino fatto con uva Syrah il caratteristico sapore pepato. È  talmente tipico che un bravo assaggiatore può riconoscerlo alla cieca. Per una coppia che ha voglia di stuzzicarsi è il vino perfetto, speziato il giusto, presente ma non invadente, dal sorso solleticante.

Immagine

La coppia storica con il Cabernet Sauvignon

State insieme da sempre, una coppia inossidabile, una relazione invidiabile per costanza e con pochi colpi di testa. Certezze granitiche che trovano nel Cabernet Sauvignon, l’accoppiamento ideale per questo tipo di storia. Buccia spessa, che resiste alle intemperie, tannino importante, sorso potente e solido, insomma un vino ben piantato e che migliora con il tempo.

La coppia solida ma fresca e lo Chardonnay

Anche la cena a due è l’occasione per far crescere i rispettivi profili social e raccontare a tutti quanto ci si ama e quanto questo amore sia meritato. Belli, sorridenti, innamorati, “noi che facemmo invidia al mondo”, con un calice di Chardonnay da postare. Non a caso è l’uva più piantata sul Pianeta, perché non troppo rognosa dal punto di vista agronomico e  dà risultati soddisfacenti sia in veste spumante sia ferma. Lo Chardonnay è solare, profumato il giusto, sa  destreggiarsi con i legni che gli conferiscono un tono burroso, insomma è piacione ma con eleganza.

Immagine

L’amore ai tempi del Pinot Noir

Difficile, a volte scostante, con continui alti e bassi, alterna momenti meditativi a vere esplosioni di gioia  (e magari anche di collera). Una relazione  – e un vino – sulle montagne russe. Molto cerebrale l’intesa tra due persone così e quindi stimolante, talvolta faticosa. Ma il bello sta anche nella sfida, nella perenne ricerca d conquista di ciò che appare sfuggente. Il Pinot Noir ha un po’ queste sembianze di vino impalpabile, apparentemente delicato, ma in realtà ha una struttura solida e anche un po’ selvatica.

Gli avventurieri e il Riesling

C’è da tener conto anche degli amori clandestini: di quelle cene fugaci organizzate in maniera rocambolesca affinché il segreto non venga svelato. Anche perché gran parte del divertimento sta nell’essere coppia a intermittenza. Questa dimensione “avventuriera” ben si sposa con il Riesling, vitigno tedesco, il cui profilo aromatico va dal dolce al molto secco e che ha tanto successo con i cibi piccanti. Un vino ramingo che ama gironzolare tra le cucine del mondo e che alla fedeltà  preferisce esperienze diverse.

Innamoriamoci, ma con calma a calici di Aglianico

Le buone intenzioni ci sono, ma la regola è non avere fretta. Si sta insieme ma si rimane guardinghi, si conoscono le virtù, ma anche i difetti dell’altro. E non si perde occasione per farli notare. Consapevoli della buona accoppiata, non significa non sapere che lì fuori potrebbe esserci qualcuno di più adatto. Si investe in prospettiva, in qualcosa che regga nel tempo. Proprio come fa l’Aglianico che non a caso è un’uva a maturazione tardiva, che si prende tutto il tempo necessario e che presenta un vino non facilissimo in gioventù. Le soddisfazioni arriveranno con il tempo.

Immagine

La friend-zone e i Moscato 

Ci si vede spesso ma non si definisce mai la qualità del rapporto: perché etichettarsi? Si va d’accordo, si hanno in comune tanti interessi e magari ci si ritrova a parlare delle rispettive delusioni d’amore, ma senza fare un passo avanti. Eppure c’è quel certo non so che attrae reciprocamente e che scatena sfuriate di gelosia. Di solito c’è sempre un anello debole, quello che soffre di più ma tace per non battere in ritirata dinanzi all’evidenza. La confusione regna sovrana anche nell’ampia famiglia dei Moscato: diverse origini e provenienze, diverse colorazioni, da bere dolce, secco, fermo, spumante. Si inizia con l’aperitivo e si finisce con il dessert, ma attenzione all’eccesso di appassimento, perché alla lunga la friend-zone stanca.

Due cuori, una capanna e il Sangiovese 

Macché ristorante, vuoi mettere un rendez-vous in tenda sotto un cielo stellato? Niente calici ma bicchieri infrangibili e un San Valentino wild. La regola è improvvisare, farsi bastare l’amore e il resto verrà da sé. Una relazione imprevedibile che ha nella novità il suo pane quotidiano, che rifugge dai cliché e scansa la noia come la peste. Proprio come il Sangiovese, l’uva rossa più piantata in Italia, ma che dà espressioni diverse a seconda di dove si trovi, cameleontica per natura e per storicità, che trovi in trattoria e nei ristoranti tristellati, che è rude e sanguigna oppure raffinata ed elegante, un vino da tavola e una blasonata Docg.

Immagine

La coppia understatement e il Nebbiolo 

Il basso profilo si confà anche nell’amore e, per carità, che cattivo gusto scambiarsi moine in pubblico. Più che una coppia pare un team, due persone che si supportano vicendevolmente e che credono nella divisione più che nella condivisione dei beni. Abbastanza ascetici, amano le cose preziose a patto che siano minimaliste: perché il vero "ricco" è quello che non dà nell’occhio. E forse è così anche l’amore. Un atteggiamento potremmo dire sabaudo. Come la terra dove si coltiva il Nebbiolo, uva che racconta al meglio l’austerità e l’eleganza alla piemontese. Già nel nome – Nebbiolo/Nebbia – quest’uva esprime il suo modo non sfacciato, non diretto di farsi conoscere e apprezzare. Richiede tempo e conoscenza, ma nella sua trasparenza è più facile intuire la verità. Anche quella dell’amore? Chissà.

56
Immagine
Quello che i piatti non dicono
Segui i canali social di Cookist
56