In origine fu una mug con l'immagine di un mulo: sì, proprio una tazza di rame con la silhouette del simpatico animale che qualcuno aveva pensato fosse perfetta per tenere alla giusta temperatura il cocktail appena inventato. Quasi ogni Paese ha la sua variante – sempre fortemente legata al territorio – forse perché la base di questo long drink è semplice ed essenziale e ben si presta alle varianti: Vodka, succo di lime e Ginger Beer, una bevanda dalle note speziate di zenzero.

La storia del Moscow Mule (letteralmente “mulo di Mosca”) ha poco a che fare con la Russia, ma le leggende che vi ruotano intorno sono troppe per sapere quale sia quella vera. Pare sia nato tutto in un locale frequentatissimo di Hollywood e forse per meri scopi commerciali. Tant'è, il drink ha spopolato… fino ad oggi. Ma cosa c'entra l'ex città sovietica nell'origine di questo cocktail? A quanto pare non molto – a parte la vodka, s'intende – ma come in (quasi) tutte le storie avvincenti, c'entra una donna. Secondo l'azienda produttrice fu proprio una signora russa che aveva portato con sé una fornitura di tazze di rame per rivenderle a proporle, e decisamente è riuscita ad imporsi!

Spostandoci per il globo troviamo diverse varianti a seconda della lingua che il cocktail vuole parlare: nei pub di Londra c'è il Gin Gin Mule, dove il focus è ovviamente diretto al tipo di Gin preferito. Un Mule decisamente british, il London Mule è diventato velocemente un diretto competitor del suo fratello “russo”, anche se non se ne discosta troppo. Gin, Ginger Beer, una
fettina di cetriolo ed è facile immaginarsi nell'atmosfera multietnica tipica dei quartieri più colorati dell'Inghilterra.

E se vi diciamo Kentucky? Forse il nome vi farà venire immediatamente in mente il pollo fritto, patria di questa pietanza amatissima in America e ormai diventata celebre in tutto il mondo per l'omonima catena di ristoranti. In realtà questo Stato ha dato origine anche al suo Mule, in cui la vodka lascia lo spazio a un whiskey Bourbon che lo rende molto aromatico insieme alla
Ginger Beer e al succo di lime. Un cocktail molto americano, deciso e forse anche un po' irruento ma che rispecchia pienamente le vibes degli States. Un po' più a sud troviamo anche il Mexican Mule: qui il Mule è accompagnato piuttosto da nachos e tortillas e ci disseta con una Tequila giovane, sempre in compagnia della Ginger Beer e di un tocco di sciroppo d'agave. Questa variante ci parla un po' di Frida Kahlo e ci porta a territori selvaggi e caldi, come solo il Messico sa essere.

Insomma, i Mule sono decisamente amati ma forse un po'… inflazionati? A sovvertire il trend ci ha pensato la Sambuca esageratamente italiana: il Molinari Mule è infatti la versione nostrana e ancor più beverina del cocktail a cui siamo stati abituati dagli anni 2000 in poi, quando hanno iniziato a spopolare le tazze di rame. Si prepara riempiendo una tazza mule
con del ghiaccio, si versano 25 ml di Molinari Extra e 25 ml di Vodka Tovaritch, si completa con 15 ml di succo di lime e si versa la Ginger Beer fino a riempire il resto della mug. Con un ciuffo di menta e dell'anice stellato, il nostro cocktail dell'estate è facilissimo da preparare anche in casa, per regalare un tocco glamour a qualsiasi aperitivo.

Tazza di rame sì, ma facciamoci riconoscere: mica possiamo bere un Mule qualsiasi!