
Da ingrediente prezioso riservato alle tavole più ricche a presenza fissa nei frigoriferi di milioni di famiglie: la funzione del burro è cambiata profondamente nel corso dei secoli. Nel tempo, potremmo dire, che ha quasi perso la sua percezione di prodotto d'élite e, con la commercializzazione frenetica, è sempre più difficile riconoscere un burro di qualità. Fortunatamente, continuano a esistere modelli di produzione che garantiscono prodotti importanti: tra le declinazioni più pregiate di questo alimento c'è il burro piemontese, che potrebbe compiere un importantissimo passo in avanti nella gastronomia europea. È infatti partito l'iter per il riconoscimento del marchio Dop al burro di Piemonte: con l'obiettivo di valorizzare le produzioni di latte esclusivamente regionali, si è costituito il 3 giugno il Comitato promotore per la Dop. Il Consorzio Burro del Piemonte si è, invece, già costituito il 16 settembre 2025. Ora l'iter è ufficialmente avviato, con il deposito in Regione della documentazione necessaria.
Cos'è il marchio Dop e cosa significa
Più che un certificato di qualità, il marchio Dop garantisce che un prodotto sia stato coltivato, prodotto e trasformato in una determinata area geografica. Gli standard di qualità e le sue caratteristiche, infatti, sono strettamente legati all'ambiente naturale e alle tradizioni locali. Un alimento con il marchio Dop, quindi, deve rispettare regole molto rigide: tra i vari marchi, la Dop è quella con regole più restrittive. Riconoscere una Dop è molto semplice: sulla confezione viene applicato un bollino rotondo, una specie di sole giallo o rosso con la scritta Denominazione di Origine Protetta.
Burro di Piemonte, cos'ha di speciale e perché è stato chiesto il marchio
Il burro può essere lavorato in due modi diversi: tramite scrematura meccanica per centrifuga, oppure per affioramento, una tecnica tradizionalmente utilizzata soprattutto nelle aree a forte vocazione casearia. Nonostante questo, come sostengono esperti di settore, sarebbe il primo modello a garantire maggiore qualità e conservazione del sapore. Infatti, il burro di Piemonte viene prodotto "esclusivamente con latte vaccino proveniente dal territorio regionale, ottenuto da panna ricavata tramite scrematura meccanica per centrifuga", come ha affermato Marcello Pellegrino, vicepresidente del Consorzio del Burro del Piemonte. Questa lavorazione, secondo i promotori dell'iniziativa, contribuisce a preservare nel tempo le caratteristiche organolettiche e nutrizionali del burro. Stando alle parole di Pellegrino: "È un prodotto eccellente, grazie al processo che dona una dolce e profumata cremosità. Il clima del territorio, inoltre, contribuisce a conferire all'alimento una consistenza omogenea e un inimitabile gusto delicato e vellutato. Un burro tecnico – conclude – e pulito, con una texture ideale per la sfogliatura e una resa che ha convinto della sua bontà numerosi addetti del settore".

Il riconoscimento della Dop rappresenterà "un valore aggiunto per le imprese lattiero casearie e un'adeguata remunerazione del lavoro degli allevatori, che è la condizione imprescindibile per mettere al sicuro tutta la filiera e continuare a garantire ai consumatori prodotti di qualità che sostengono l'economia, il lavoro e il territorio". Quanto alle caratteristiche di questo burro, si evidenzia una colorazione bianca/giallo paglierina con l'82% di massa grassa. Un'eccellenza che viene riconosciuta dai maestri pasticceri per la preparazione di alcuni prodotti quali panettoni e colombe, ma che può essere ben sfruttato anche dai cugini d'oltralpe.
Altri prodotti Dop in Piemonte
Il Piemonte vanta una tradizione gastronomica ampia e variegata. Sotto il marchio Dop, rispondono presente diversi formaggi, tra cui il Bra Dop, il Castelmagno, la Raschera o la Robiola di Roccaverano. Altri prodotti degni di nota sono la Castagna e il Crudo di Cuneo, il Riso di Baraggia biellese e vercellese, ma anche la Tinca gobba dorata del Pianalto di Poirino. Tutti questi alimenti contribuiscono ad arricchire la miniera d'oro alimentare del made in Italy: a seguito delle aggiunte tra il 2020 e il 2021, l'Italia si è assestata tra i paesi con più riconoscimenti. E, dovesse aggiungersi alla famiglia anche il burro piemontese, il paniere continuerebbe ad allargarsi.