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21 Agosto 2020 15:00

I vini di montagna: etichette in alta quota che vale la pena bere

Vigne che salgono fino a quota mille e vanno oltre. Da qui nascono i vini di montagna, etichette di alta quota che beneficiano delle caratteristiche dei luoghi: escursioni termiche, neve e insolazione, aria limpida. C'è anche tanta fatica da parte di quei vignaioli che hanno scelto di lavorare in altura. La chiamano infatti viticoltura eroica.

A cura di Francesca Ciancio
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Li chiamano vini estremi o eroici. Sono i vini di montagna che nascono ad altezze importanti, su pendii assai scoscesi e in condizioni climatiche a volte estreme. I vignaioli che coltivano viti sopra i 700 – 800 metri sono anche custodi di territori che altrimenti potrebbero scomparire.

Non pensate a grandi estensioni, a filari a perdita d'occhio: piuttosto immaginate fazzoletti di roccia ricoperti da sottili strati di terra, file strette di vigneti, muretti a secco che fanno da contenimento, panorami mozzafiato. Questa particolare estate italiana ha voglia di tanta montagna: per stare all'aperto, fare escursioni, godere di aria e cieli limpidi. E perché no, di vini che raccontano le vette, la neve d'inverno e i pianori assolati d'estate. C'è più montagna di quanto si immagini in Italia e, di conseguenza, più vini d'altura di quanto si pensi. In più sono di tendenza grazie a scelte enologiche sempre più indirizzate su vini meno alcolici e più eleganti, più freschi che di struttura, etichette facili da abbinare a tavola. Eccone una selezione.

Ostreghèta, azienda Togni Rebaioli

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Piccolissimo comune, quello di Erbanno che si trova a Darfo Boario Terme in Val Camonica, la montagna bresciana. Qui c'è il regno vitivinicolo di Enrico Togni, vignaiolo quarantenne che ha scelto giovanissimo il vino e ha messo nel cassetto una laurea in Giurisprudenza. Coltiva tutto da solo, con l'aiuto della mamma e delle pecore e delle oche che tengono pulito il vigneto. Troviamo Merlot, Marzemino, Erbanno e Barbera. Proprio quest'ultima uva è stata vinificata in bianco dando vita all'Ostrègheta, un vino che nasce dalla casualità: Enrico raccoglie l'uva troppo matura per farne uno spumante e allora vira su un bianco particolare che fa sosta sulle fecce fini e affinamento in cemento. Un'espressione ossidativa che mantiene tutta la sua eleganza.

Via Gioacchino Rossini, 19, Darfo Boario Terme (BS)
Tel. 3394986463
prezzo bottiglia: 20 euro circa

Rosso di Valtellina Doc, azienda Ar.Pe.Pe

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Rimaniamo in Lombardia, ma spostandoci in Valtellina, dove domina la Chiavennasca, che è una delle tante versioni del Nebbiolo che qui parla la lingua della montagna. Un rapporto simbiotico tra quest’uva e i suoi terrazzamenti lo vive la famiglia Pellizzati Perego dell’azienda Ar.Pe.Pe, maestri di quest'uva dal 1984. Quasi un’ossessione la loro per la Chiavennasca, perché viene raccontata in tante etichette e ciascuna ha un’impronta riconoscibile. Ecco perché scegliamo il vino “di entrata”, una sorta di apripista al mondo di Ar.Pe.Pe: calice di grande godibilità, fresco, genuino, meno impegnativo di altre bottiglie ma con lo stesso grado di soddisfazione.

Via del Buon Consiglio, 4, Sondrio SO
Tel 0342214120
arepepe.com
prezzo bottiglia: 19 euro

Petite Arvine Vallée D’Aoste Dop, azienda Rosset Terroir

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In Valle D’Aosta i vigneti possono sfiorare anche i mille metri e non è raro vedere in primavera le gemme ghiacciate. In realtà la neve fa bene all'uva perché diventa una riserva idrica importante. Così è per la Petite Arvine piantata nella zona di Villeuneuve, su pendenze che sfiorano il 50% e su terreni fatti di sabbia e di ardesia. Il vino ha questi sentori di roccia, di mela e di gelsomino.

Località Torrent de Maillod, 1/A, 11020 Quart AO
Tel. 0165774111
rosseterroir.it
prezzo bottiglia: 18 euro

Brut Natur Trentodoc, azienda Moser

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Dire Moser è come usare un sinonimo di bici. In effetti al nome di Francesco Moser sono legate grandi imprese ciclistiche. Da diversi anni però è legato anche alla viticoltura di montagna di qualità. Siamo in Valle Cembra, in Trentino, dove Francesco e tutta la famiglia ha deciso di dedicarsi all’uva e alla sua trasformazione, soprattutto in bollicine come si addice a un territorio compreso nella zona del Trentodoc. Qui non ci sono solo altitudini importanti, ma anche grande luminosità e brezze calde che arrivano dai laghi. Il terreno di porfido e roccia granitica dona il suo contributo in termini di acidità ed eleganza. Per chi ama gli spumanti con zero morbidezze e super asciutti, questo Brut Nature è perfetto: veramente un calice “alpino” che gioca tutto sulla mineralità e la finezza della bollicina dello chardonnay in alta quota.

via Castel di Gardolo, 5, Trento
Tel. 0461 990786
mosertrento.com
prezzo bottiglia: 32 euro

Hora Sylvaner Orange Wine, Abbazia di Novacella

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La Valle Isarco, in Alto Adige, ha un primato: è la zona viticola più a nord d’Italia. Qui i vigneti si spingono oltre i 700 metri senza problemi e l’uva si raccoglie quando tanti hanno già terminato. La tradizione vitivinicola, poi, è antichissima e spesso legata ad ordini monastici. Come Abbazia di Novacella, ad esempio, dell’ordine canonico degli agostiniani, che produceva uva già nel XII secolo: un posto incantevole, non solo per i vigneti che salgono lungo la montagna, ma anche per il convento stesso che ha una ricca biblioteca con volumi pregiati e un bosco intorno che garantisce una biodiversità necessarie alle colture della zona. Vastissima la gamma delle etichette che aiutano a conoscere il vasto panorama dei vitigni autoctoni altoatesini. Noi scegliamo il Sylvaner nella sua interpretazione macerata. L’Hora infatti è un orange wine che fa sosta sulle fecce per un paio di settimane, legno per circa 3 anni e infine un anno di bottiglia. È un vino che sa di cera d’api, di incenso e frutto della passione, ma sa essere anche vivace nella sua sapidità.

Via Abbazia 1 Varna (BZ)
Tel. 0472 836189
kloster-neustift.it
prezzo bottiglia: 17 euro

Ice One, vino del ghiaccio, azienda Casa Ronsil

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Bisogna aspettare di scendere ben al di sotto dello zero per vendemmiare. Sì, avete letto bene, raccogliere uve d’inverno e sotto la neve in Valle Susa si fa e quello che vien fuori è un vino passito, un prodotto nato in condizione estreme. Siamo a Chiomonte in provincia di Torino, dove troviamo alcune delle vigne più alte d’Europa. Anche le uve sono una rarità, autoctone e ormai rare come Avanà, Becuet, Chatus. Casa Ronsil ne produce circa 200 bottiglie e anche la visita alla cantina è un bel salto nella storia della Valle Susa, con il palazzo di famiglia che mostra ai visitatori affreschi e testi sacri del XVI secolo. Un Ice Wine da uve a bacca rossa è cosa abbastanza rara – infatti il colore è aranciato – e il periodo di raccolta è quello della Befana.

Via Vittorio Emanuele 69, Chiomonte (TO)
Tel. 347 988 9189
casaronsil.it
prezzo bottiglia: 38 euro

Lumassina di Bosco Igt Colline Savonesi, azienda Terrazze Singhie

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Non siamo altissimi, ci si ferma intorno a 300 metri, ma se vedeste la vigna di Sara e Mauro capireste perché sembra di stare in montagna. Una piccolo appezzamento, poco più di mezzo ettaro, nascosto tra i boschi di Orco Feglino, sulle alture del Savonese, un'uva bianca dimenticata come la Lumassina, presente in soli tre valli e prodotta da una vigna più che centenaria. I neo-vignaioli scelgono subito la via del biologico e del naturale: e non potrebbe essere altrimenti, con un vigneto circondato da venti ettari di bosco di castagni, pini, lecci e roverelle. Il vino è una summa di tutta questa biodiversità: piacevolissimo da giovane, con note erbacee, fresche, di fiori di campo e di essenze balsamiche, lascia ben sperare per una sua evoluzione complessa.

Via Tommaseo 8 – Carcare (Sv)
Tel. 339 536 4835
terrazzesinghie.it
prezzo bottiglia: 35 euro

deAetna Rosso Doc | Terra Costantino

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Destinazione Etna vuol dire soprattutto montagna, ma con vista mare. Un mix di bellezze paesaggistiche che influenza la bontà dei prodotti della terra. A partire dai vini che sono un trend da diversi anni, etichette siciliane che nascono anche a 1000 metri di altezza. Vini di fuoco non tanto per il caldo, ma per la componente vulcanica che caratterizza i suoli dei vigneti: qui giornate assolate e notti gelide non sono un’eccezione. Sul versante sud-est, in contrada Blandano, dove c’è la cantina Terra Costantino è proprio così: davanti, il mare e un odore di salmastro che ogni tanto lo scirocco porta su; alle spalle, il vulcano che ferma i venti freddi di tramontana. La loro linea deAetna mette in bottiglia queste apparenti contraddizioni. Il loro Etna Rosso Doc è un Nerello Mascalese con una piccola percentuale di Nerello Cappuccio e nasce da viti che hanno più di 40 anni: ha l’intensità e il carattere del vulcano grazie a sentori di frutti rossi vivaci e a una ferrosità spiccata che richiama il profumo che ha la terra da queste parti. Di un rubino brillante colpisce anche per la luminosità. Un sorso davvero succoso.

Via Giuseppe Garibaldi, 417, Viagrande CT
Tel. 3348946713
terracostantino.it
prezzo bottiglia: 18 euro

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