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30 Gennaio 2026 12:21

Grolet, Niederkofler, Vongerichten e Nobu: quattro colossi della cucina sbarcano a Venezia

Venezia si prepara ad accogliere quattro star della cucina: Cédric Grolet, Norbert Niederkofler, Nobu Matsuhisa e Jean-Georges Vongerichten aprono i loro locali nel nuovo esclusivo Airelles Palladio alla Giudecca.

A cura di Enrico Esente
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C'è un Venezia che non smette mai di sorprendere, anche quando sembra aver già detto tutto. Parliamo di una città unica al mondo, che ogni anno attrae magneticamente milioni e milioni di visitatori. Se poi alle bellezze storiche ci aggiungiamo l'eccellenza, le prospettive diventano ancora più irripetibili. È infatti proprio qui, in uno degli angoli più esclusivi della Laguna, sull'isola della Giudecca, che sta per aprirsi un nuovo capitolo destinato a far parlare a lungo gli appassionati di hotellerie e gastronomia. Ad aprile, infatti, Venezia diventerà la "casa" italiana di quattro giganti della cucina internazionale: Cédric Grolet, Norbert Niederkofler, Nobu Matsuhisa e Jean-Georges Vongerichten. Tre sono stranieri, uno italiano, ma il risultato è lo stesso: un poker di firme pregiatissime della gastronomia che ha scelto la Serenissima per un debutto di altissimo profilo. Il tutto in un contesto le cui promesse sembrano essere molto alte: parliamo del nuovo Airelles Palladio, destinato a diventare uno degli indirizzi più ambiti d'Italia.

Chi sono i quattro chef e cosa porteranno alla Laguna

Diciamoci la verità, la vera notizia è la scuderia di chef che metterà le radici nel nostro Paese. Se pensiamo che tutti e quattro apriranno il loro locale all'interno della stessa struttura, questo basta a definire l’identità dell’intero progetto di Airelles Venezia. Il francese Cédric Grolet non ha bisogno di tante presentazioni: è tra i pastry chef più importanti al mondo e ha scelto proprio la Laguna come prima base italiana. "The Creative World of Cédric Grolet": sarà questo il nome del locale che ha scelto per il Belpaese. Parliamo di un pastry chef che ha letteralmente cambiato l'immaginario contemporaneo della pasticceria: creazioni che sembrano vere opere d'arte, le iconiche fruits e fleurs, la viennoiserie elevata a oggetto di culto e un'estetica che ha fatto scuola ben oltre i confini della Francia. A Venezia proporrà i suoi grandi classici ma anche nuove idee pensate per l’Italia.

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Foto: profilo Facebook Cédric Grolet

Poi c'è Norbert Niederkofler e nemmeno lui avrebbe bisogno di tante presentazioni. Lo chef italiano del quartetto sarà una figura di riferimento assoluta, soprattutto per la cucina sostenibile di altissimo livello. Tre Stelle Michelin, una visione riconoscibile e un lavoro "rivoluzionario" sul rapporto tra territorio e cucina. La sua insegna all'Airelles sarà "Villa Frollo by Norbert Niederkofler", con un concept che sembra già un marchio di fabbrica: "Cook the Lagoon", evoluzione naturale del suo celebre "Cook the Mountain". Sarà un adattamento della sua filosofia al contesto veneziano: la Laguna come ecosistema, come dispensa e gastronomia legata fortemente al territorio ospitante. Il resident chef sarà Nicolò Rubinato che già da cinque anni lavora con Niederkofler ed è stato sous chef del tristellato Michelin e stella verde Atelier Moessmer a Brunico.

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Lo chef Norbert Niederkofler – dalla sua pagina Facebook

Il terzo nome è Jean-Georges Vongerichten, uno dei grandi protagonisti della ristorazione mondiale, con un percorso internazionale che passa per città come New York, Tokyo e Londra. A Venezia aprirà abc kitchens Palladio”, portando una cucina contemporanea, cosmopolita, spesso vegetale e creativa, con quella cifra stilistica che lo ha reso uno degli chef più riconoscibili e influenti degli ultimi decenni.

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Foto: Forbes

Infine, Nobu Matsuhisa: una vera leggenda vivente della cucina giapponese. Nobu non è soltanto uno chef, è un marchio globale, un'idea di cucina che ha conquistato il mondo unendo il rigore nipponico e le intuizioni contaminanti. A Venezia aprirà "Matsuhisa by Nobu", dove anche qui porterà il suo stile inconfondibile grazie all'esperienza "omakase", la formula più esclusiva del suo menu dove il commensale si affida completamente alle mani dello chef. Quattro mondi diversi, quattro linguaggi gastronomici distinti, ma un unico fil rouge: livello altissimo di gastronomia.

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Foto: The Guardian

Cos'è il progetto Airelles e quanto costerà

Airelles non è una semplice catena alberghiera di lusso: è un marchio francese che negli anni ha saputo costruire un'identità e un credo ben preciso: ospitalità, estetica e lifestyle d'alta gamma. Chi conosce già Airelles sa bene che questa catena significa saper intendere il lusso "alla francese", quindi non ostentato, ma curato in tutti i dettagli e con esperienze gastronomiche di livello superiore. La location scelta a Venezia è già di per sé un biglietto da visita: l'isola della Giudecca, con una vista privilegiata su San Marco e una distanza perfetta dal caos turistico.

L'hotel occuperà tre edifici storici del XVI secolo, immersi in quasi un ettaro di giardini restaurati. Il progetto è parecchio ambizioso: oltre ai ristoranti stellati, ci saranno 45 camere, di cui 28 suite, una villa privata con piscina e giardino appartato, oltre alla suite presidenziale da 450 metri quadrati con viste esclusive sui monumenti simbolo della Serenissima. A completare il quadro ci sarà anche un elemento destinato a diventare un altro riferimento per la città: il più grande centro benessere e spa di Venezia, con oltre 1700 metri quadrati, tre piscine e un miniclub.

C'è però l'ultimo piccolo dettaglio da non tralasciare, forse quello più importante: il prezzo. Pernottare in questa struttura è chiaramente un'esperienza fuori scala per un viaggiatore medio. Basti pensare che per una camera standard si superano i 2000 euro a notte, e da lì si sale rapidamente seguendo la logica del lusso estremo. Il punto massimo è rappresentato dalla suite più iconica: "La Stanza del Doge", dove per una notte si può arrivare a spendere anche 55 mila euro.

I ristoranti della struttura, così come la spa e i bar, saranno però accessibili (previa prenotazione) anche senza pernottare obbligatoriamente. Insomma, non un semplice hotel, ma una piccola “cittadella” del lusso. E in questo contesto, la scelta di puntare su quattro insegne gastronomiche d’autore non è un dettaglio: è proprio una dichiarazione d’intenti.

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