7 Febbraio 2024 13:00

Giovedì e martedì di Carnevale: perché sono “grassi”?

Se l’Epifania porta via le festività natalizie, giovedì e martedì grasso segnano il termine delle celebrazioni di Carnevale. Ma da dove viene questo nome singolare e cosa si festeggia in questi particolari giorni?

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A cura di Martina De Angelis
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Il Carnevale, una festa che coinvolge tutte le età, un’occasione di divertirsi tra maschere e colori, sfilate e allegria, e ovviamente di assaggiare tantissime specialità gastronomiche che contraddistinguono il panorama delle cucine locali tra Nord, Centro e Sud Italia. Da sempre siamo abituati a chiamare il giovedì e il martedì prima di Carnevale con l’appellativo di “grassi”, un termine che di solito non si associa ai giorni della settimana. Ti sei mai domandato il perché di questo nome curioso?

Tutto è legato alla tradizione cristiana della Quaresima, un periodo di restrizioni che segue il Carnevale e che ha portato nel tempo ad associare il periodo di festeggiamenti precedenti con una grande abbondanza, in particolare di cibo.

Cosa sono il giovedì e il martedì grasso

Il giovedì grasso è la giornata in cui iniziano ufficialmente le grandi celebrazioni di Carnevale, una festa antica e storica in cui grandi e piccoli possono mascherarsi e dedicarsi al divertimento in ogni sua sfaccettatura. È il periodo in cui in tante città d’Italia vanno in scena meravigliose sfilate (è il caso di Ivrea, Venezia e Viareggio) e si mangiano grandi quantità di prelibatezze che per la maggior parte sono dolci e fritte.

Così come il giovedì grasso apre i festeggiamenti, arriva poi il martedì grasso a chiuderli: è l’ultimo giorno di Carnevale e l’ultimo giorno per darsi agli eccessi. Secondo il calendario cristiano, infatti, il giorno dopo è il Mercoledì delle Ceneri, che segna l'inizio ufficiale della Quaresima, quaranta giorni in cui i più credenti dovrebbero iniziare l’astinenza da carne e cibi grassi in vista della Pasqua.

Il martedì grasso può anche variare in base a quale zona d’Italia in cui ti trovi. A Milano, per esempio, il famoso Carnevale Ambrosiano o Carnevalone segue il calendario ambrosiano e non quello romano, e quindi la fine del periodo di festa cade alla fine della settimana invece che il martedì.

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Perché si chiamano giovedì e martedì grasso?

Per capire l’associazione di questi particolari giorni con il termine “grasso” bisogna risalire all’origine stessa della festa. La  parola Carnevale è un indizio: viene dall’espressione latina carnem levare che simboleggia la rinuncia cristiana a una serie di piaceri durante il periodo che precede la Pasqua.

Proprio in questa ottica il giovedì e il martedì che indicano inizio e fine del Carnevale si definiscono “grassi”: nel periodo temporale che racchiudono si fa il pieno di cibi grassi, ma anche di divertimento e leggerezza, in previsione del lungo periodo di "magro" della Quaresima.

Il termine grasso indica quindi i giorni di abbondanza, caratterizzati da bagordi e banchetti che un tempo prevedevano anche il consumo di carne e che oggi si concentrano invece più che altro su dolci tradizionali del Carnevale, tra cui le castagnole e le mitiche chiacchiere, uno dei dolci più antichi d'Italia, dai mille nomi e dalle origini antiche. Ed è lo stesso in tutto il mondo: ogni nazione, infatti, ha delle gustose prelibatezze carnevalesche tutte sue.

Al giorno d’oggi si tratta comunque più di un’usanza relativa al retaggio della tradizione che di veri e propri comportamenti osservati. Sono pochi infatti i fedeli che ancora seguono le regole rigide della Quaresima, ma nonostante questo cambiamento il giovedì e il martedì grasso sono rimasti simbolo di un periodo di divertimento e golosità.

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Quando cadono il giovedì e il martedì grasso

Le date del giovedì e del martedì grasso sono variabili e sono legate alle celebrazioni pasquali, che a loro volta non sono fisse. Tutto dipende dal decreto del Concilio di Nicea nel 325 d.C., quando si decise che la Pasqua fosse festeggiata la domenica successiva alla prima Luna piena, dopo l’equinozio di primavera.

Il plenilunio di primavera cade tra il 21 e il 23 marzo e quindi la Pasqua può capitare in un periodo compreso tra il 22 marzo e il 25 aprile a seconda della relativa fase lunare. Proprio per questo si usa definire la Pasqua “alta”, se ricorre ad aprile inoltrato, e “bassa” se cade subito dopo l’equinozio.

In base al giorno in cui capita la Pasqua si contano 46 giorni indietro e si risale al giovedì grasso, primo giorno di Carnevale. Ecco perché il giovedì e il martedì grasso non sono feste fisse, e possono capitare in un arco temporale che va da circa metà febbraio agli inizi di marzo.

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