
Se negli ultimi anni il settore della gastronomia è cresciuto a dismisura e ha raggiunto vette inesplorate, tanto merito lo dobbiamo anche ai social network. In un mondo in cui lo "scrolling" dei reels è diventata un'azione anti-noia (e forse anche una schiavitù che ci auto-infliggiamo), sono tantissime le tendenze culinarie che appaiono su questi celebri e controversi contenuti verticali. Da qualche tempo, infatti, tutto ciò che concerne l'enorme campo semantico della gastronomia, non si limita più a quello che accade dentro la cucina o nel piatto. Oggi chef, produttori e persone comuni sono in contatto costante grazie alle piattaforme social.
Un reel può dare nuova linfa a una salsa dimenticata trasformandola in un ingrediente in trend, così come un hashtag può dare risalto a un'abitudine alimentare in voga. In questo articolo parleremo di quelli che saranno i nuovi trend alimentari del 2026 e lo faremo grazie all'aiuto della Bbc, che con un articolo, ha individuato quelle che potrebbero essere sei nuove tendenze a tavola.
Quali saranno i nuovi stili alimentari del 2026
Prima di entrare nei trend specifici, vale la pena ricordare che queste tendenze non sono frutto di studi o previsioni di laboratorio. La celebre emittente britannica ha spiegato che tutte e sei derivano dalle ricerche di utenti che provano a reinterpretare il cibo nella vita quotidiana: dai piatti condivisi sui social, alle discussioni su salute e sostenibilità che travalicano piattaforme e culture. Questo nuovo ecosistema rende il cibo non solo più creativo, ma anche più vicino a chi lo vive ogni giorno.
1. Sapori "Fricy"

Fricy è una nuova parola che si aggiunge all'immenso vocabolario gastronomico, che nasce da una tendenza che ha conquistato i social. Si tratta della fusione tra fruity e spicy, ovvero un alimento dal sapore vivace, fruttato e anche piccante, un po' come succede con lo sweecy. Secondo la Bbc questa tendenza è destinata a crescere ancora di più tra prodotti da ristoranti e persino nei cocktail. Gli esempi concreti arrivano da Paesi come il Messico dove è sbocciato l'amore per il lime e sale al peperoncino abbinati alla frutta, oppure dalle insalate thailandesi, super piccanti e ricche di note fruttate. A confermare questa tendenza ci sono anche i numeri: tra i rivenditori online specializzati, prodotti come il chamoy messicano – una salsa a base di frutta in salamoia, lime e peperoncino – segna un aumento del 64% in tre mesi. Stesso discorso per lo yuzu koshō giapponese – fermentato di yuzu e spezie piccanti – che ha visto una crescita delle vendite del 28%.
Anche il mondo delle bevande si sta accendendo: nei menu dei bar e nelle lattine ready-to-drink compaiono cocktail “spour” (spicy + sour – piccanti e acide), con interpretazioni fresche e contemporanee dei classici margarita piccanti. Per chi vuole portare i sapori fricy nella propria cucina, la Bbc consiglia di puntare su peperoncini dal profilo fruttato, come l’ají amarillo peruviano o gli scotch bonnet caraibici, e lasciarsi ispirare dalle tradizioni che uniscono frutta e piccante, tipiche di molte zone dell’America Latina e del Sud-Est asiatico.
2. Snackification: quando le porzioni diventano minuscole

Il 2025 è stato un anno caratterizzato dagli "Ozempic menu", ovvero un'attitudine partita dagli Usa che prevede l'utilizzo di farmaci GLP-1 (Ozempic, Wegovy e Mounjaro) i quali riducono drasticamente il senso di fame. Ideati per le persone che vogliono perdere peso molto velocemente, secondo una stima: è utilizzato dal 10% degli americani con una percentuale che potrebbe arrivare al 35%. Una delle novità di questo particolare modo di fare era quello di "miniaturizzare il piatto", quindi ridurre drasticamente le porzioni per una relazione più consapevole con il cibo. Tendenza che verrà confermata anche nel 2026 come ribadito da Jen Creevy, direttrice di food & drink di WGSN. "Le versioni ridotte di piatti, bevande e dolci stanno accelerando per due ragioni ben precise – ha detto alla Bbc – da un lato la loro natura giocosa, dall'altro l'attenzione alle quantità in base alla diffusione dei farmaci per il controllo del peso". La snackification si afferma come un vero fenomeno strutturale, basato su formati ridotti ma studiati nei minimi dettagli, capaci di unire funzionalità e gratificazione. Il cibo perde l’idea di porzione gigantesca e si frammenta in tante unità pensate per essere scelte, combinate e adattate ai diversi momenti della giornata.
3. Cibo e bevande funzionali

Non sarà minimamente in discussione il fatto che anche per il 2026 verrà confermato l'enorme interesse verso alimenti healthy come quelli proteici e ricchi di fibre, per altro molto ricercati sui siti anche sotto forma di barrette e snack. Quest'anno il cibo non servirà più "solo" a saziarci, ma a farci stare meglio. L'idea deve essere quella di aggiungere ingredienti "buoni" ai pasti quotidiani. Approccio che si può adottare non solo per quello che c'è nel piatto, ma anche nel bicchiere/tazza dove, bevande pensate per il benessere, hanno attirato di molto le attenzioni. Mushroom coffee (caffè ai funghi), soda probiotiche, drink con elettroliti, bevande energetiche naturali e matcha sempre più dominanti. Ora l’attenzione si è spostata su nuove tendenze virali segno di un pubblico sempre più curioso e attento a ciò che beve.
4. La versione "brunita" del burro

Nel 2026, accanto ai trend legati al benessere, secondo la Bbc tornerà protagonista il puro piacere con la riscoperta del burro nocciola o brunito. La tecnica del beurre noisette, rilanciata anche dai social e dallo chef Thomas Straker, riporta al centro un ingrediente semplice ma ricco di aromi tostati e nocciolati. Si tratta di una preparazione di origine francese a base di burro fuso e leggermente brunito. Si ottiene sciogliendo il burro a fuoco dolce finché l’acqua evapora e i solidi del latte si tostano, assumendo un colore ambrato e sprigionando un profumo che ricorda la nocciola, da cui il nome. Il risultato è una salsa più intensa e aromatica, usato per dare profondità a piatti semplici e raffinati. Secondo Waitrose (marchio inglese di supermercati) in patria viene considerato come "il nuovo pistacchio" della cucina contemporanea.
5. Jacket potatoes: il nuovo modo social di cucinare le patate

Il 2026 sarà l'anno anche della jacket potato che, secondo la Bbc, ritornerà protagonista: complice una "instagrammabilità" da dieci su dieci, oltre al fatto che le patate rappresentino il comfort food per eccellenza. Con la diffusione capillare delle friggitrici ad aria e la spinta social, il 94% degli adulti nel Regno Unito dichiara di mangiare una jacket potato almeno una volta a settimana. Si tratta di una patata incisa, farcita di olio, un rametto di rosmarino, prosciutto o pancetta, formaggio e poi poi cotta in forno o friggitrice per diversi minuti. Creators e celebrity come Kim Kardashian, ne stanno ultimamente amplificando il successo, trasformandolo un piatto domestico in tendenza.
6. Il ritorno in auge del cavolo

I social network sono in grado anche di questo: far ritornare sotto i riflettore alcuni ingredienti considerati umili o poco attraenti. È il caso del cavolo che secondo la Bbc si afferma come emblema di versatilità e autenticità, capace di attraversare tecniche e culture diverse. Lo ritroviamo protagonista di fermentazioni moderne, zuppe, paste, ripieni per dumpling, insalate tiepide e contorni croccanti, sempre più presenti anche nell’alta ristorazione. La sua riscoperta racconta un cambio di prospettiva: una cucina che valorizza ciò che è semplice, stagionale e sostenibile, rileggendo la tradizione con sensibilità contemporanea e attenzione al gusto.