4 Marzo 2022 10:59

Finale Masterchef: la caduta dei predestinati e il trionfo di Tracy. Cronaca semiseria

Due grandi ospiti nella serata finale dell'undicesima edizione di Masterchef Italia: prima Enrico Crippa poi Andreas Caminada, per un totale di sei Stelle Michelin. Nella finalissima i concorrenti rimasti alle prese con il menu di 4 portate: il racconto della vittoria di Tracey.

A cura di Alessandro Creta
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Dopo quasi tre mesi, siamo giunti alla conclusione dell'edizione numero 11 di Masterchef. E, assieme a lei, di questa serie di cronache non necessarie e assolutamente non richieste, se non dalla nostra cara direttrice di Cookist. Dalla prossima settimana su Sky Uno sarà tempo di Pechino Express, ma almeno su quello noi non metteremo bocca e se tutto andrà bene ci ritroveremo su questi canali il prossimo dicembre. Più cinici che mai.

Concluso il nostro sentito commiato è tempo di parlare della puntata di ieri, aperta con un veloce recap (lacrime-free, immaginiamo sia stato molto complicato realizzare il montaggio) di tutta questa edizione dello show. I concorrenti entrano nella masterclass e si ritrovano in un mondo total white: varcate le porte del Paradiso per alcuni, dell'Inferno per uno di loro. Ad attendere Tracy, Lia, Chris e Carmine ci sono, oltre alle giacche da chef con i loro nomi, anche i piatti di Enrico Crippa, delle vere e proprie opere d'arte realizzate dallo chef del tre stelle Michelin Piazza Duomo di Alba. "Io forse li avrei fatti meglio", avrebbe detto Federico, "Questi piatti si ispirano ai miei", la potenziale uscita di Mery, "Tutto bello, ma do' sta la griglia?", la possibile osservazione di Polone, se fossero stati in finale.

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Prima di cucinare c'è il tempo per la solita rassegna emozionale, ma stavolta i concorrenti sono in 4 quindi per fortuna tutto si esaurisce in pochissimi minuti. Addirittura però si commuove Lia: proprio sul traguardo, mannaggia. E mentre Tracy e Barbieri si ritrovano praticamente sulla stessa tonalità di outfit, Cannavacciuolo accompagna l'ingresso di Crippa dicendo come lo chef sia nella classifica dei "Fifity Best" con il suo ristorante.

Mistery Box made in Crippa: tutti vegetali

Sarà la tonalità di bianco predominante nella stanza, sarà l'entusiasmo di partecipare alla finale, sarà l'effetto collaterale non previsto di qualche erba utilizzata in cucina ma noi un Crippa così euforico non l'avevamo mai visto.

Dopo lo show dello chef è finalmente ora di cucinare. Sotto alla Mistery Box è un festival di ortaggi scelti personalmente dal grande ospite e con i quali i concorrenti dovranno creare un piatto ispirato a quelli dello chef. Piatto degno del palato di un tre stelle. Tutto bellissimo, tutto potenzialmente complicato, se non fosse che il quarto giudice passa per le postazioni a consigliare e aggiustare le preparazioni dei concorrenti. Questa prova forse avremmo potuto farla anche noi, concentrandoci su una pasta aglio e olio e lasciando il lavoro sporco a Crippa.

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Si arriva al momento dell'assaggio: Tracy vuole essere coerente con sé stessa e, dopo aver trascorso l'intera edizione spiegando come lei non si fidi di nessuno, decide di non dare ascolto nemmeno ai consigli dello chef su come aggiustare il suo piatto. Meglio le ricette di Lia e Chris, il quale dimentica per un attimo di essere un illustre matematico e si cala nei panni del filosofo. "Il segreto è non pensare alla giacca", "Meglio una critica al piatto che una critica all'idea"; le perle del ragazzo torinese davanti ai quattro giudici.

È però Carmine a conquistare il palato degli chef: il suo piatto è il migliore e il diciottenne di Battipaglia vola per primo in balconata e, quindi, in finale.

Invention Test, arriva Caminada

In tre quindi all'Invention Test guidato dallo chef svizzero Andreas Caminada, tre stelle Michelin, il quale si presenta in studio con un "Grazie per l'invitazione". Comunque un italiano migliore dell'inglese di Cannavacciuolo. Il cuoco elvetico assegna la replica dei suoi piatti ai concorrenti in base ai loro ingredienti preferiti: una preparazione a base di cervo per Christian, di trota per Lia e verdure per Tracy. Ci mancava intanto l'ultimo scontro concorrente-giudice, e stavolta è Lia a voler dire la sua in faccia a un tristellato. "Secondo me questa trota è troppo cotta", "Per me la cottura della trota va bene": Federico, togli la maschera e palesati.

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A vincere la prova e raggiungere la finale è Tracy, mentre lo show down tra Lia e Chris viene vinto da quest'ultimo. La bancaria veronese, nonostante la sua convinzione, paga l'errore in cottura del pesce e deve abbandonare Masterchef a un passo dalla finalissima. La resa dei conti, insomma, sarà tra Tracy, Carmine e Christian, protagonista nelle ultime puntate di una crescita esponenziale e probabilmente autentica mina vagante della serata conclusiva.

Finale di Masterchef: il trionfo di Tracy

La finalissima di Masterchef si apre con l'ingresso in class room dei tre concorrenti rimasti, chiamati ora a dover proporre i loro personali menu composti da quattro portate. Non si può però iniziare la puntata senza il puntuale momento Barbara D'Urso: ecco quindi il ritorno di tutti i partecipanti di quest'anno (alcuni di loro ce li eravamo proprio dimenticati) e l'arrivo dei parenti dei protagonisti in gioco. Si piange probabilmente come mai lo si era fatto prima, e lo si è fatto molto in tre mesi.

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Asciugate le lacrime, quando ormai a casa sono le passate le 23, partono le due ore e mezza di tempo in cui i finalisti dovranno preparare e presentare i loro piatti. Si gioca tutto in quattro portate: in palio un assegno da 100.000 euro, la pubblicazione di un libro di ricette e un corso di cucina professionale all'Alma. La prova non parte, però, prima del leggero rosicamento di Lia: stavolta la balconata, inseguita e sognata per tutte le 20 puntate, va stretta alla quarta classificata dello show e lei non fa nulla per nascondere il suo disappunto.

Le due ore e mezza proseguono spedite: c'è tempo per vedere Carmine tagliarsi un dito, Locatelli salvargli le cipolle lasciate sul fuoco, i commenti sempre fuori luogo di Polone e le ansie del padre del ragazzo salernitano, probabilmente più in agitazione di suo figlio. Il quale, giusto per non smentirsi in finale, si conferma amante delle preparazioni semplici e veloci: 8 padelle sul fuoco contemporaneamente.

Dalla balconata, intanto, è bello sentire le osservazioni degli ex concorrenti e i consigli ai tre finalisti di chi è uscito (spesso malamente) in corso d'opera. Come i vecchietti che a ridosso dei cantieri osservano i lavori, elargendo commenti e suggerimenti assolutamente superflui (e probabilmente anche sbagliati) agli operai. Fortunatamente però Tracy, Chris e Carmine non sembrano ascoltare nessuno: ci sarà pur un motivo per cui loro sono lì, e gli altri sono in balconata.

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Concluso il tempo necessario per preparare i menu è finalmente tempo del verdetto. Dopotutto la mezzanotte è passata solamente da 10 minuti, e noi non avevamo assolutamente sonno. Il grido "Tracy" di Locatelli elegge l'undicesimo Masterchef: è la ragazza italo-nigeriana a convincere tutti con la sua cucina fusion, permettendole di avere la meglio sui suoi rivali. Una vittoria, percorso alla mano, assolutamente meritata per chi in tutta la trasmissione è parsa in difficoltà appena un paio di volte. Brava, è lei la seconda Masterchef che ci apre nuovamente gli occhi sul grande impatto del multiculturalismo nel nostro Paese, anni dopo il trionfo di Spyros nella prima edizione dello show.

Un rammarico, però, quest'anno ce l'abbiamo e non è di poco conto: Bruno Barbieri, in 20 puntate, non ha mai pronunciato "mappazzone". E questo, francamente, ci è mancato.

Per chi volesse provare a inseguire le orme di Tracy, sono intanto aperti i casting per la prossima edizione: tutte le informazioni sul sito ufficiale.

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Quello che i piatti non dicono
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