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Appartenente alla famiglia delle Cactaceae, il fico d'India è una pianta succulenta di antiche origini messicane, ma ormai diffusa in diverse zone del mondo con clima caldo e secco, come il bacino del Mediterraneo, trasformandosi nel tratto distintivo dei paesaggi del Sud Italia, il Medio Oriente e il Nord Africa. Questa pianta, simbolo di resistenza e grande tenacia, è caratterizzata da pale carnose, dette cladodi, e produce frutti ovoidali che vanno dal giallo-arancio al rosso-violaceo.
Grazie a temperatura e terreno ottimali, l’Italia è tra i paesi vocati alla produzione di fichi d’India: non è un caso, infatti, che a spiccare sia il fico d’India dell'Etna, fregiato del marchio Dop nel 2003. Diverse le varietà di questa eccellenza, ciascuna con colori e caratteristiche unici: come la Sanguigna, di colore rosso intenso e dalla polpa dolce e pungente; la Sulfarina, probabilmente la più diffusa e conosciuta, dalla polpa giallo oro e il sapore meno intenso; e infine la più rara e per questo pregiata Muscaredda, con a polpa bianca e sapore incredibilmente delicato.
Ricoperti di piccole spine, celano al loro interno una polpa dolce e succosa, con numerosi semi duri. Vero e proprio concentrato di fibre e micronutrienti, questi meravigliosi frutti si fanno apprezzare per un sapore irresistibile e le ottime proprietà nutritive. Scopriamo a cosa fanno bene e esistono, al contrario, delle controindicazioni.
Proprietà e benefici del fico d'India
Se le pale, ugualmente commestibili, sono apprezzate fin dall'antichità per il loro potere lenitivo e antinfiammatorio, i frutti interni possono considerarsi degli elisir di benessere. Sono composti principalmente da acqua (83 per cento) e apportano circa 63 calorie per 100 grammi di polpa edibile. Contengono un alto quantitativo di zuccheri semplici, tra cui fruttosio e glucosio, circa 13 grammi, e un buon contenuto di fibre vegetali, utili per favorire la regolarità intestinale e ridurre l'assorbimento degli zuccheri nel sangue.
Fonte preziosissima di micronutrienti, sono soprattutto ricchi di vitamina C e vitamina A, e sali minerali come potassio, calcio e fosforo, ottimi alleati per contrastare stanchezza e astenia, malesseri di cui si può soffrire durante la calda stagione estiva. La ricchezza di vitamina C li rende dei potenti antiossidanti e antinfiammatori naturali, in grado di supportare il sistema immunitario e contrastare i radicali liberi.
La polpa, così come la buccia, è ricchissima di carotenoidi e flavonoidi, antiossidanti dall'azione protettiva nei confronti del sistema cardiovascolare. Apportano anche un discreto quantitativo di vitamine del gruppo B, la cui carenza può provocare affaticamento, problemi di concentrazione, scarsi livelli di energia e alterazione del sonno e dell'umore.
Il potassio, elettrolita coinvolto in numerose funzioni biologiche, unito al buon contenuto di acqua, li rende un ottimo diuretico, mentre le fibre, rallentando lo svuotamento gastrico, ci mantengono sazi e appaganti: per questo i fichi d'India sono ottimi anche per chi è a dieta o è semplicemente attento alla linea. Anche la buccia contiene calcio, potassio e ferro, mentre i semi fosforo e zinco, confermandosi altrettanto preziosi.
Infine, una piccola curiosità: il colore della polpa del frutto che può andare dal giallo-arancio al rosso-violaceo dipende dalla maggiore o minore concentrazione di composti fenolici: la betanina, per esempio, le conferirà una tonalità rosso-porpora, mentre l'indicaxantina gialla.

Controindicazioni dei fichi d'India
Nonostante i numerosi e indiscutibili benefici dei fichi d'India, il loro consumo non è privo di controindicazioni. Per questo, in generale, il consiglio è di non esagerare con le quantità e limitarsi a massimo un paio di frutti al giorno, preferibilmente lontano dai pasti. Un loro consumo eccessivo potrebbe causare problemi digestivi, diarrea o blocchi intestinali e peggiorare dei pregressi disturbi gastrici.
L'alto contenuto di fibre e la presenza di molti semi potrebbero essere mal tollerati, soprattutto da persone particolarmente sensibili o che soffrono della sindrome del colon irritabile o di diverticolosi. Ricchi di zuccheri semplici, a rapido assorbimento, possono favorire – sempre se mangiati in quantità eccessive – sbalzi glicemici: è importante, quindi, inserirli nel modo opportuno e bilanciarli con una piccola quota proteica e/o lipidica che se abbasserà il carico.
Sembrerebbero interagire con alcuni farmaci per il diabete e, per tale ragione, se si soffre di questa patologia, è preferibile consumarli con moderazione oppure consultare il proprio medico prima della loro assunzione (sempre se elevata): tuttavia, al momento, non esistono delle evidenze scientifiche che attestino l'assoluta veridicità di queste informazioni.

Usi in cucina
Oltre al suo consumo fresco, da solo o in abbinamento ad altri frutti, il fico d'India si rivela anche un ingrediente versatile in cucina. Dal sapore zuccherino e dalla consistenza succosa e croccante, viene utilizzato per la produzione di succhi, liquori, gelatine e confetture. Come il miel de tuna, uno sciroppo tipico della tradizione messicana, ottenuto dall'ebollizione del succo e utilizzato nei dolci oppure spalmato su pane e tortillas.
Sempre originario del Messico, il queso de tuna, una pasta dolce realizzata sempre portando il succo del frutto a solidificazione, fino a conferirgli forma e texture simili a quelle del formaggio. In Sicilia, invece, la polpa viene concentrata per creare uno sciroppo simile a quello d'acero, utilizzato per confezionare dolci rustici o come base per digestivi. Una volta puliti attentamente, i frutti possono essere utilizzati anche per arricchire insalatone di verdure, condire risotti e paste originali e preparare gelati, granite e torte irresistibili.
Meno conosciute rispetto ai frutti, anche le pale possono essere usate in varie ricette, con risultati sorprendenti e riuscitissimi. Dopo averle sbucciate e private delle spine, possono essere lessate in acqua, grigliate o ancora saltate velocemente in padella. Perfette per cotolette vegetariane, frittelle o parmigiane, in cui sostituiscono egregiamente le melanzane, come suggerisce la tradizione gastronomica pontina, possono essere servite come contorno da accompagnare a qualunque secondo di carne e di pesce.
Puoi anche tagliarle a tocchetti, lasciarle leggermente marinare con olio extravergine di oliva e succo di limone, quindi unirle ad altri vegetali e consumarle in una fresca e croccante insalata; anche insieme a pomodorini, cipolle e ravanelli, come nella tipica insalata di nopales. Si prestano bene anche per le preparazioni in salamoia, sottaceto e sottolio, e, al pari dei frutti, possono essere candite o utilizzate per preparare marmellate e confetture genuine. Da gustare a colazione, su fette di pane tostato insieme a un velo di burro, sembrerà di essere ancora in estate.