
Siamo ormai a un passo dalla semifinale di questa quindicesima stagione di MasterChef 15, una produzione Sky Original prodotta da Endemol Shine Italy in esclusiva su Sky Uno e in streaming solo su NOW, sempre disponibile on demand. La gara entra nella sua fase più delicata, in cui anche il più piccolo errore può fare la differenza. I concorrenti ancora in gara hanno dovuto confrontarsi con l'ultima Green mystery box, guidata dalla chef Chiara Pavan, che ha portato nella masterclass alcuni ingredienti antichi. Un modo di porre l'attenzione, ancora una volta, sulla sostenibilità e soprattutto sulla biodiversità, mettendo in luce anche lo spreco energetico oltre che alimentare. Per l'Invention test, invece, i protagonisti sono stati sei ingredienti tra i più estremi al mondo, dall'umami più profondo fino a uno dei formaggi più pungenti in assoluto, mettendo alla prova la capacità degli aspiranti chef di bilanciare sapientemente ingredienti molto forti.
Spazio poi all'ultima prova in esterna, la più attesa, che ha portato i concorrenti nelle cucine di "Casa Perbellini 12 Apostoli", il ristorante tre Stelle Michelin nel cuore di Verona guidato dallo chef Giancarlo Perbellini. Qui la difficoltà ha raggiunto i massimi livelli: i concorrenti hanno dovuto misurarsi con l'alta ristorazione, gestendo i ritmi super serrati di un vero servizio stellato. Al termine della prova, decretato il primo semifinalista della stagione, gli aspiranti chef sono tornati nella masterclass per affrontare l'ultimo terribile Pressure test, dove uno dei concorrenti è stato eliminato, a un passo dalla serata finale.
Scopriamo chi tra loro è riuscito ad accedere all'ultima decisiva serata che andrà in onda giovedì 5 marzo, in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW, in cui scopriremo chi sarà il prossimo MasterChef italiano. Giovedì 26 febbraio, invece, puoi conoscere tutte le curiosità sui quattro concorrenti arrivati in semifinale con "MasterChef Italia: 4 storie per la finale" su Sky e NOW e sempre disponibile on demand.
Ingredienti antichi protagonisti della Green mystery box
La puntata inizia con l'ultima Green mystery box di questa edizione, presieduta come sempre dalla chef Chiara Pavan. Sotto le box i concorrenti trovano alcuni ingredienti "antichi", come li ha definiti la stessa Pavan: Paccasassi del Conero – un finocchio di mare -, zucchina patisson, cece nero della Murgia, formaggio di capra Girgentana, ramassin della Valle Bronda – susine piemontesi -, cicoria all'acqua, patate cuore rosso dell'Alta Tuscia, pomodoro Nasone, cipolla di Acquaviva delle Fonti, farina di farro integrale monococco, derivata dal grano più antico che esista. L'idea della Pavan è tanto semplice quanto eccezionale: recuperare gran parte degli ingredienti che oggi stanno piano piano scomparendo. Come spiega la chef, nell'ultimo secolo "abbiamo perso il 75% delle varietà in favore di poche specie selezionate". Utilizzare grani antichi e ingredienti selezionati significa quindi proteggere la biodiversità della cucina italiana.
Per questa ultima Green mystery box c'è ancora la possibilità di ottenere la Green pin, che darà 10 minuti in più in una delle successive sfide, a scelta del vincitore, e potrà essere usata fino all'ultima prova prima della finalissima. Per questa sfida i giudici vogliono testare non solo l'attenzione allo spreco alimentare, ma anche a quello energetico. Per questo motivo, accanto a ogni box è presente un timer, che verrà azionato ogni volta che saranno utilizzati piastre, forno o elettrodomestici. Chi riuscirà a consumare meno energia avrà la possibilità di portare il proprio piatto all'assaggio, oltre ai migliori della prova: un'occasione imperdibile, soprattutto a questo punto della competizione.

I concorrenti hanno 45 minuti di tempo per cucinare e possono decidere se usare tutti gli ingredienti a loro disposizione oppure solo una parte. Già durante la cucinata, appare chiaro che chi risparmierà più energia è Teo, che decide di preparare un piatto che non necessita cotture: il suo tempo segnato sul timer alla fine della prova, infatti, è di 1 minuto e 06. È proprio lui ad andare per primo all'assaggio con "Timballino": un pomodoro ripieno di susine, zucchina e formaggio marinati su crema di pomodoro, con cicoria e cipolla sott'aceto. Il piatto piace ai giudici, risultando fresco e con un sapore mediterraneo, secondo Cannavacciuolo. La seconda chiamata tra i migliori è Carlotta che presenta il suo "Estate green" composto da cipolla all'aceto, zucchine marinate con paccasassi, susine caramellate e formaggio in acqua di pomodoro con polvere di buccia di cipolla. Un piatto elegante, semplice nell'impiattamento, che si rivela fresco e ben equilibrato, con un'armonia riuscita tra dolcezza e acidità.

Il terzo e ultimo è Alessandro con "Che gnocco!" con gnocchi di farina di farro e patate rosa al formaggio di capra con sugo di pomodoro, zucchina gialla, cipolla marinata e paccasassi. Anche questa proposta riesce a convincere i giudici, soprattutto per gli gnocchi ben eseguiti. Tra di loro, la vincitrice dell'ultima Green mystery box è Carlotta, aggiudicandosi la Green pin e alcuni vantaggi da usare nel prossimo Invention test. Ma Carlotta ha anche un'altra opportunità da poter sfruttare subito: parlare con la chef Pavan riguardo le prossime sfide, chiedendole consigli sulla finale, sulle idee per un eventuale menu da presentare nell'ultima sfida ma soprattutto come riuscire a raggiungere la finale. Tutti i concorrenti, inoltre, vengono invitati a uscire dalla masterclass per dare modo ai giudici di preparare la classe per la prossima sfida.

L'Invention test più "estremo" al mondo
All'inizio di questa prova, i concorrenti, una volta rientrati nella masterclass, trovano sei colonnine su cui levitano sei piatti, proprio come se volassero. Sopra di essi si trovano i sei ingredienti "più estremi del mondo": il miso akadashi, l'ingrediente più umami che esista, realizzato con riso e soia, fermentati fino a sei anni. Si passa poi al più aspro, le prugne umeboshi, prugne-albicocche lasciate fermentare con sale marino e foglie di shiso rosse. Segue il bitter melon o zucca amara, annoverato come uno degli ortaggi più amaramente intensi che si possano mangiare. I giudici passano poi all'ingrediente più dolce, il concentrato di monk fruit, un dolcificante naturale, 250 volte più dolce dello zucchero semolato. Si continua con il più piccante, il Carolina reaper, 20 volte più piccante dell'habanero, e si finisce con il più pungente, L'Époisses, formaggio francese che viene stagionato e lavato con acqua salata e Marc de Bourgogne, una sorta di acquavite francese. Ad assegnare ogni ingrediente ai vari concorrenti è Carlotta: per sé sceglie il miso; a Dounia assegna le prugne; ad Alessandro la zucca amara; a Teo il concentrato di monk fruit; il Carolina reaper va a Niccolò e, infine, a Matteo R. il formaggio francese.

Gli aspiranti chef hanno un'ora di tempo per realizzare il proprio piatto. Il primo piatto ad andare all'assaggio è quello di Carlotta: il suo "Miso miglia" con pancia di maiale e patata Hasselback piace molto ai giudici, per Cannavacciuolo è addirittura "da ristorante fatto e finito". La seconda è Dounia con "Doma prugne", un piatto a base di pollo che convince all'unanimità tutti e tre gli chef. Si passa ad Alessandro che presenta "Chi di verde colpisce, di verde perisce" dove il baccalà viene servito con una decorazione di buccia di bitter melon: un piatto in cui, purtroppo, l'amaro dell'ingrediente non è stato ben bilanciato, risultando quindi poco piacevole all'assaggio.
Arriva poi Niccolò con "A tutto fuoco" in cui la piccantezza del suo Carolina reaper viene attenuata grazie all'uso sapiente del miele, senza però perdere il suo sapore: un dettaglio particolarmente apprezzato dai tre giudici. È quindi il turno di Matteo R., che porta il suo risotto "Riz au fromage d’Époisses avec pêches": la spolverizzata finale di caffè sopra il piatto non convince per niente gli chef, infastiditi soprattutto dal fatto che il piatto non sia stato assaggiato dallo stesso Matteo. Si termina con Teo e il suo "Squagliami" un piatto salato a base di petto di quaglia: il sapore dei vari elementi piace ai giudici, ma il piatto presenta diversi errori sia tecnici sia di impiattamento. I tre migliori della prova risultano Dounia, Carlotta e Niccolò, ma a vincere è Dounia. L'eliminato della puntata, a un passo dalla prova in esterna più ambita del programma, è Alessandro che ha, purtroppo, presentato un piatto definito "immangiabile". Anche Matteo R., però, non parteciperà alla prova in esterna: affronterà i peggiori nell'ultimo Pressure test.

Prova in esterna a "Casa Perbellini"
È finalmente arrivato per i quattro concorrenti il momento della prova in esterna più emozionante e impegnativa di questa quindicesima edizione: cucinare in uno dei ristoranti tristellati d'Italia, ossia "Casa Perbellini 12 Apostoli", capitanato dallo chef Giancarlo Perbellini. Situato nel pieno centro di Verona, il ristorante riflette appieno la filosofia dello chef, ossia portare la tradizione della cucina italiana nel futuro: "Una cucina classica ma contemporanea e, per questo, sempre in evoluzione" così lo stesso Perbellini definisce la sua proposta gastronomica.

Lo chef mostra ai concorrenti quali sono i piatti che devono replicare in questa sfida. Il menu si apre con un antipasto composto da wafer al sesamo, tartare di branzino, caprino all'erba cipollina e sensazione di liquirizia, uno dei piatti più rappresentativi del ristorante. Il secondo antipasto è scampo fritto, tortino di pera e salvia, fonduta di taleggio con qualche goccia di caramello di aceto e vicino una tartelletta con una tartare di scampo, pere e profumo di senape. Si prosegue con il primo piatto, composto da un raviolo con all'interno un risotto mantecato al fondente di cipolla, accompagnato da una grattugiata di tartufo nero e un jus di vitello. Si finisce con il secondo: agnello, crumble di animelle, aglio orsino, spuma di kefir e salsa al Marsala.

Dounia, in quanto vincitrice dell'Invention test, può scegliere quale piatto affidare a ogni concorrente: per sé tiene il wafer; a Niccolò assegna lo scampo; a Carlotta l'agnello; a Teo i ravioli. Ognuno di loro lavorerà con un sous chef del ristorante, mentre lo chef patron supervisionerà il servizio. L'obiettivo è portare a termine un vero e proprio servizio per nove ospiti, ognuno dei quali ordinerà due piatti tra i quattro proposti. Gli aspiranti chef hanno un'ora di tempo a disposizione per mettersi in linea prima del servizio. La prova è particolarmente complicata, soprattutto per la gestione dei tempi: i concorrenti devono sostenere i ritmi molto serrati di una vera e propria brigata.

Tutti incontrano delle difficoltà, soprattutto Dounia con la realizzazione dei wafer e Niccolò con il caramello. Teo e Carlotta, invece, secondo lo chef Perbellini, sono quelli che hanno lavorato meglio, rispettando i tempi giusti senza rallentare il servizio. Al termine della prova è il padrone di casa a scegliere il vincitore: per Giancarlo Perbellini, la prima semifinalista di MasterChef 15 è Carlotta.
L'ultimo Pressure test
Tornati nella masterclass, i concorrenti sono pronti ad affrontare l'ultimo Pressure test della stagione, insieme a Matteo R. che non ha potuto partecipare alla prova in esterna. Sulla cucina gli aspiranti chef trovano due cloche: sotto la prima, la più grande, si nasconde un timer che segna 45 minuti di tempo, tranne per Matteo R., il cui timer segna 35 minuti. Protagonista della prova è quindi il tempo, ma soprattutto la capacità di gestirlo: i concorrenti, infatti, dovranno cucinare in due step e in ognuno realizzare una portata. A stabilire quanto tempo dedicare alla prima fase e quanto alla seconda sono gli stessi concorrenti. Al termine del primo piatto, il timer viene fermato e il tempo rimanente servirà per la preparazione successiva, a meno che la prima prova non mandi il concorrente direttamente in balconata. I protagonisti delle due preparazioni, invece, sono sotto la seconda cloche: piè d'asino e bovoletti, che sono, rispettivamente, mandorle di mare e lumachine di terra. Proprio queste ultime sono l'ingrediente principale del primo step.

Teo è il primo a presentare il piatto con "Lumacone" con bovoletti marinati con prezzemolo e aglio rosa, crumble di pane, lardo e aceto balsamico su brodo di peperone. Il piatto è buono ma presenta qualche difetto. Il secondo piatto è "Bruschetta lenta" di Matteo R. con crostone di pane di segale tostato con lardo, tarassaco saltato con aglio orsino e bovoletti marinati con scorza di arancio e salsa di soia. La nota agrumata copre troppo gli altri sapori e il pane risulta eccessivamente dominante. La terza è Dounia con "Lumache in agrodolce" con bovoletti cotti con burro, aglio e spezie, crema di peperone, crema di piselli con salicornia e pane di segale con aglio rosa e olio. Anche il suo piatto presenta qualche imprecisione, ma i giudici lo trovano molto interessante e con "un'idea quasi geniale", per Barbieri. Termina Niccolò con "Il mio orto" con bovoletti rosolati con lardo e funghi avvolti in una foglia di borragine sbianchita sopra una salsa di tarassaco con punte di limone e arancia. Nonostante si sia preso più tempo degli altri, il suo piatto non convince del tutto, in quanto l'amaro sovrasta gli altri elementi. Tra loro quattro, solo Dounia riesce a salire subito in balconata, accedendo alla serata finale.

Gli altri tre, invece, devono affrontare il secondo step, ognuno con tempi diversi: Teo ha a disposizione ancora 22:23, Niccolò ha 14:49 mentre Matteo R. ha 10:54. Gli assaggi iniziano con Niccolò e il suo "Edoardo": piè d'asino cotti e carpaccio di piè d'asino con purea di piselli cotta nell'acqua dei piè d'asino e brunoise di pesche. L'idea è interessante ma la purea di piselli non convince Cannavacciuolo. Matteo R. arriva con "Every second counts" composto da una zuppa di piè d'asino con rapanello e salsa di piselli e panna, che però non viene particolarmente apprezzata da Barbieri. Termina Teo con "Mandorla pescata" in cui i piè d'asino aperti con aglio e gambi di prezzemolo con beurre monté di peperoni, con brodo di peperoni e fiori di borragine. Piatto esteticamente molto bello, con abbinamenti riusciti, tanto da fargli guadagnare subito la balconata.
Alla fine degli assaggi a rimanere giù è la coppia che mai nessuno avrebbe voluto vedere: Niccolò e Matteo R. aspettano l'esito dei giudici per sapere chi potrà accedere alla serata finale. A dover abbandonare per sempre la cucina di MasterChef è Niccolò, mentre Matteo R. può salire in balconata e affrontare l'ultima serata insieme agli altri tre aspiranti chef.
