
In un mondo che parla solo di successi, chi racconta i fallimenti? Parigi ha deciso di farlo: al "Musée des Arts et Métiers" della Capitale francese, la mostra "Flops?!" cambia il paradigma di alcuni prodotti, trasformandoli da fallimenti commerciali in tappe necessarie per il processo creativo. "Il fallimento può rivelarsi fondamentale per lo sviluppo delle idee, perché è una fase intrinseca del processo di innovazione in quasi il 90% dei prodotti", ha spiegato la direttrice del MuAM Michèle Antoine. Sebbene alcune trovate oggi possano sembrare grottesche, la mostra – aperta fino al 17 maggio 2026 – mostra una prospettiva diversa, dimostrando che fallire è un modo per prepararsi alle innovazioni.
Tra i "cimeli" esposti in questa mostra ci sono dei bizzarri preservativi spray, il celebre Bi-Bop, un telefono cellulare dei primi anni '90 che funzionava solo da fermo e richiedeva due abbonamenti separati per effettuare e ricevere chiamate; ancora, la crema Tho-Radia, praticamente radioattiva, bandita nel 1937 quando ci si rese conto che non era esattamente sicura per la pelle. Anche il settore alimentare ha contribuito a riempire questa mostra, con alcune trovate che hanno fatto scalpore: tra queste il ketchup green – ma non solo verde – di Heinz, le lasagne surgelate Colgate e la Crystal Pepsi. Ricordi questi prodotti? Ripercorriamo la loro (breve) storia, da trovate geniali ad autentici buchi nell'acqua.
La Crystal Pepsi: il sogno trasparente di David Novak
Tra la fine degli anni '80 e l'inizio dei 2000, una tendenza molto in voga negli Stati Uniti era quella che prendeva il nome di "Clear Craze", mania del trasparente. La trasparenza, in breve, era sinonimo di prodotto sano e di qualità. Il sapone Ivory spopolava, il Game Boy mostrava addirittura i suoi circuiti interni e, in questo contesto, il Vicepresidente di Pepsi, David Novak, decise di creare una bibita trasparente. L'impresa era titanica: inventare una cola trasparente che non perdesse il suo gusto tradizionale. Grazie anche a Surinder Kumar, scienziato dietro il gusto dei Doritos, l'idea divenne progetto e nel 1992 ci furono i primi lanci del prodotto. Sebbene le vendite iniziali fossero promettenti, con circa 470 milioni di dollari incassati nel primo anno, i consumatori non erano soddisfatti del sapore. Infatti, la maggior parte acquistava probabilmente più per la curiosità che per altro. Coca-Cola rispose con la sua "TaB Clear", confondendo il mercato con due prodotti molto simili. Nel giro di poco tempo, l'idea delle bibite trasparenti venne abbandonata, confermandosi una semplice moda passeggera.
"Probabilmente è stata l'idea migliore che abbia mai avuto, ma anche la peggio realizzata", ha affermato David Novak, ex dirigente di Pepsi. Questo perché: "Dato che abbiamo fatto tutto di fretta, abbiamo avuto problemi con la qualità del prodotto: aveva un retrogusto più persistente di quanto avrebbe dovuto avere". Oggi, Novak ha ancora una bottiglia di Crystal Pepsi nel suo ufficio, per ricordarsi dell'importanza di correre dei rischi ed essere creativi.
La leggenda delle lasagne Colgate, sono davvero esistite?
Continuando a camminare per la mostra parigina, ti imbatterai anche in una scatola di lasagne surgelate Colgate: proprio loro, il marchio di igiene orale che tutti conosciamo. Colgate ha tentato negli anni '60 una brand extension, ossia una tattica di marketing che ha l'obiettivo di estendere il marchio di un'azienda andando oltre i suoi prodotti o servizi principali. In questo caso, però, è finita davvero male.
Per anni i manuali di marketing hanno citato queste lasagne come un flop degli ultimi decenni, tuttavia la stessa Colgate ha smentito che questo prodotto sia stato venduto in larga scala. Negli anni '60, infatti, l'innovativa linea "Colgate Kitchens" morì sul nascere. La scatola che puoi vedere alla mostra, pertanto, potrebbe essere una ricostruzione creativa come quella del Museum of Failure. Una sorta di "falso storico" così impattante da essere diventato più potente del prodotto stesso.
Ketchup colorato: verde, viola e non solo
Con l'arrivo del 2000 la Heinz ha provato a rivoluzionare le tavole di tutto il mondo, dando un tocco di colore in più. In concomitanza dell'uscita del film "Shrek", l'azienda alimentare americana ha lanciato le bottiglie di Ketchup Ez Squirt, riempite di una salsa verde. Il suo nome era "Blastin Green" ed ebbe grandissimo successo. Sopratutto i più piccoli apprezzavano parecchio questo prodotto, dato che era anche dotato di un beccuccio sottile per permettere loro di "disegnare" sugli hamburger o sulle patatine. Heinz ha cavalcato l'onda dell'entusiasmo lanciando anche altre edizioni tra cui "Stellar Blue", "Funky Purple" e "Awesome Orange", arrivando a vendere oltre 25 milioni di bottiglie. Ci fu persino il "Mystery Color", confezionato in modo tale da poter scoprire il colore della salsa soltanto una volta spremuta la bottiglia.

Il fenomeno è durato soltanto qualche anno. La seconda metà degli anni 2000 fu caratterizzata da una forte attenzione agli ingredienti degli alimenti, e la massiccia presenza di colorante finì per diminuire drasticamente le vendite. Inoltre, il mix di varie salse diverse spesso produceva colori poco invitanti, come ad esempio il grigio o il marrone, che toglieva l'appetito. L'entusiasmo iniziale, quindi, si spense, e le bottiglie EZ Squirt furono tolte dal mercato.
Oggi si rischia di meno: il fenomeno delle limited edition
Rispetto a vent’anni fa, oggi la maggior parte delle aziende preferisce puntare su limited edition e collaborazioni temporanee, strategie che riducono i rischi di campagne fallimentari e contengono i costi di produzione. Visitando la mostra "Flops?!", però, si scoprono anche le storie di quegli ultimi inventori e brand che hanno avuto il coraggio di osare davvero, lanciando sul mercato idee fuori dagli schemi. Probabilmente, non avrebbero mai immaginato che, anni dopo, i loro esperimenti più bizzarri sarebbero finiti al centro di una mostra a Parigi.