
Due settimane fa sono iniziati i mondiali di calcio negli Stati Uniti, in Messico e in Canada con una grande assente, l'Italia. A compensare questa lacuna, però, ci ha pensato il mondo del vino con una nuova e ambiziosa formazione. In occasione della principale manifestazione sportiva organizzata dalla Fifa, Coldiretti, la maggiore associazione di rappresentanza e assistenza dell'agricoltura italiana, ha presentato a New York City il progetto "Nazionale vini italiana", nella prestigiosa cornice del Summer Fancy Food, tra le più importanti manifestazioni nordamericane dedicate alle specialità e alle eccellenze internazionali.
La "Nazionale vini italiana", il progetto di Coldiretti
In questo momento gli occhi del mondo sono puntati sull'America, dove si sta svolgendo la Coppa del mondo Fifa che ha polarizzato l'attenzione di un'enorme fetta di pubblico. Sfruttando la metafora calcistica, Coldiretti ha voluto raccontare la biodiversità e l'alto valore culturale, economico e territoriale del comparto vitivinicolo italiano. L'obiettivo è promuovere il vino italiano come simbolo del Made in Italy, della Dieta mediterranea, della cultura del territorio e del consumo moderato e consapevole.
Coldiretti ha "schierato" la sua formazione, composta non da calciatori ma dalle più prestigiose denominazioni enologiche italiane, che compongono una tradizione variegata ma soprattutto di qualità. La squadra azzurra racconta l'Italia del vino: dal Barolo, schierato come portiere "monumentale e sicuro", all'Amarone, il "fuoriclasse delle grandi occasioni". I protagonisti della difesa, invece, sono il Sagrantino, il Brunello e l'Aglianico, che entrano sempre con decisione. L'ultima maglia nel reparto arretrato la prende il Greco di Tufo, "la vecchia guardia che non tradisce mai".
La zona nevralgica del campo è occupata dal Chianti Classico, che viene definito da Coldiretti un "regista", colui che detta i tempi di gioco come un perfetto direttore d'orchestra. Al suo fianco c'è l'instancabile e moderno Verdicchio insieme al Franciacorta, "che accende il pubblico con giocate di classe". Imprevedibile, imprendibile e vulcanico non potrebbe che essere l'Etna Rosso.
Il numero 10, infine, lo veste il Prosecco, in grado di conquistare il mercato americano come nessun altro. La forza di questa nazionale, tuttavia, non risiede soltanto nei suoi titolari: infatti, come sottolinea l'associazione, c'è una "panchina" virtualmente infinita, con oltre 500 vitigni autoctoni tra cui Nebbiolo, il Nero d'Avola, il Primitivo, la Barbera e il Montepulciano. Un patrimonio che rende l'Italia il Paese con la maggiore biodiversità vitivinicola al mondo.
La valorizzazione del vino italiano
Il mercato statunitense gioca un ruolo cruciale per quanto riguarda l'export dei prodotti italiani, specialmente il vino, che da anni conquista spazio tra le tavole dei ristoranti oltreoceano ma anche di consumatori che scelgono la qualità del Made in Italy. In questo contesto, scrive Coldiretti presentando la campagna, non basta la tradizione: servono identità, emozione e capacità di raccontare il valore delle produzioni locali. Infatti, il vino non viene scelto soltanto per il suo sapore, ma anche per i valori che esprime: convivialità, legame con il territorio e cultura gastronomica e consumo consapevole.
L'iniziativa della Nazionale dei vini punta anche a contrastare le campagne ideologiche che finiscono per penalizzare un prodotto che rappresenta uno dei pilastri della Dieta Mediterranea, ma che è anche patrimonio dell'Unesco nonché tra i principali ambasciatori dello stile di vita italiano nel mondo. Per tutto ciò che rappresentano i prodotti enologici italiani, anche al di fuori dei confini nazionali, Coldiretti si batte contro ogni tentativo di criminalizzazione del consumo moderato, promuovendo invece un approccio fondato sull'educazione, sulla responsabilità e sulla qualità.
Dunque, la Nazionale dei vini è molto più di una mossa di marketing: è lo specchio di un'Italia agricola che non solo si difende, ma attacca con orgoglio e consapevolezza, forte di una biodiversità unica che può permettere di vincere le grandi sfide nei mercati futuri.