
Negli Stati Uniti è stato recentemente ampliato un richiamo volontario di prodotti a base di cioccolato dopo che analisi di routine hanno rilevato la possibile presenza del batterio salmonella nelle confezioni. Il richiamo è stato annunciato dalla Food and Drug Administration (FDA), l’autorità governativa statunitense che vigila sulla sicurezza alimentare e dei farmaci.
Sebbene finora non siano stati segnalati casi di malattia legati a questo allarme, le autorità hanno deciso di agire con prudenza, ritirando dal mercato gli alimenti potenzialmente contaminati per proteggere la salute pubblica. Ma perchè sono stati ritirati proprio prodotti a base di cioccolato e cosa c'entra con la Salmonella?
Il caso americano: perché anche il cioccolato può essere coinvolto
Secondo quanto riportato dal ministero della Salute, la salmonella è un batterio responsabile di una delle principali infezioni alimentari nel mondo. La sua presenza negli alimenti può causare salmonellosi, una condizione caratterizzata da febbre, diarrea, nausea, vomito e dolori addominali, con sintomi che possono comparire tra 6 e 72 ore dopo l’esposizione. Nei soggetti più fragili- come bambini, anziani o persone immunocompromesse – l’infezione può essere più grave.
Può sembrare sorprendente, ma la salmonella può contaminare anche alimenti a bassa umidità come il cioccolato. In condizioni di ridotta attività dell’acqua, questo batterio non si moltiplica, ma può sopravvivere a lungo: studi hanno dimostrato che può persistere anche per mesi o anni in prodotti secchi o grassi.
Il problema non è dunque il cacao in sé, ma la possibilità che la contaminazione avvenga durante la lavorazione o attraverso ingredienti aggiunti. Una volta presente, la salmonella resiste grazie alla sua capacità di adattarsi a condizioni difficili e alla protezione offerta da componenti grassi del prodotto.

Un rischio invisibile e i controlli di sicurezza
Una delle caratteristiche più insidiose della salmonella è che non modifica né il sapore, né l’odore, né l’aspetto dell’alimento: quindi un prodotto contaminato può sembrare perfettamente normale. Per questo motivo, le autorità sanitarie attuano controlli microbiologici di laboratorio per individuare la presenza del batterio, anche in assenza di sintomi o casi clinici.
Organismi come l’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) e il CDC (Centers for Disease Control and Prevention) sottolineano l’importanza di un approccio integrato alla sicurezza alimentare per prevenire contaminazioni da Salmonella in tutta la filiera, dal campo alla tavola. L’EFSA, ad esempio, raccoglie e analizza datisulla prevalenza di salmonella negli animali e negli alimenti e fornisce consulenza scientifica sui rischi e sulle opzioni di controllo che i gestori del rischio utilizzano per definire strategie e obiettivi di riduzione del batterio negli alimenti.
Anche se incidenti come questo richiamo non implicano sempre la presenza di casi di malattia, rappresentano un importante promemoria: la sicurezza alimentare è un processo continuo, che richiede rigidi controlli da parte delle autorità e una corretta gestione da parte dei produttori. Il fatto che alimenti insospettabili come il cioccolato possano, in casi rari, essere associati a Salmonella mostra quanto sia complessa e articolata la prevenzione delle infezioni alimentari.