
L'aumento improvviso dei prezzi di frutta e verdura a causa del maltempo causato dal passaggio del ciclone Harry sul Sud Italia: i più colpiti sono caricofi, che hanno visto un'impennata del 30%, e le coltivazioni in serra di zucchine, melanzane e peperoni. È la situazione segnalata dall'analisi di Bmti per l'ANSA, nei mercati all'ingrosso della Rete Italmercati: ma il quadro potrebbe addirittura aggravarsi per gli effetti del ciclone Harry non ancora conteggiati.
Negli ultimi anni il meteo è diventato un fattore capace di incidere direttamente sui prezzi, sulla disponibilità dei prodotti e, di riflesso, sulle scelte dei consumatori. L’ondata di maltempo che ha colpito l’Italia nelle ultime settimane, tra piogge persistenti, gelate e temperature rigide, ha già prodotto effetti visibili sui mercati ortofrutticoli. E il passaggio del ciclone Harry sul Mezzogiorno rischia ora di aggravare una situazione già compromessa. La Borsa merci telematica italiana (Bmti) segnala un aumento generalizzato dei prezzi all’ingrosso, con rialzi a doppia cifra concentrati soprattutto nelle regioni meridionali. Un trend che potrebbe riflettersi lungo tutta la filiera, dal campo alla distribuzione.
Produzioni sotto pressione tra campi e serre
Le coltivazioni di ortaggi risultano danneggiate sia in pieno campo sia in serra. Le piogge intense e l’elevata umidità hanno favorito lo sviluppo di patologie, mentre le gelate hanno rallentato la crescita delle piante, riducendo rese e qualità. La conseguenza diretta è una minore disponibilità di prodotto sul mercato.
Il caso più evidente riguarda i carciofi, che registrano il maggiore aumento settimanale: +30%. In particolare, il carciofo violetto senza spine attraversa una fase critica: le gelate hanno colpito le produzioni delle regioni adriatiche, mentre in Sardegna l’eccesso di umidità ha favorito l’insorgenza di malattie fungine. Il prezzo all’ingrosso arriva così fino a 0,55 euro al pezzo. Più stabile il carciofo romanesco, con quotazioni comprese tra 1,10 e 1,30 euro, anche grazie alla presenza di prodotto di importazione dal Nord Africa.

Il maltempo incide anche sulle colture dell’inverno mediterraneo prodotte in serra: le melanzane tonde siciliane coltivate in serra segnano un aumento del 45,2% rispetto alla settimana precedente, con prezzi tra 3,50 e 3,60 euro al chilo. Forte rialzo anche per le zucchine, la cui produzione in serra non riscaldata resta limitata: le quotazioni crescono del 28% e la zucchina romanesca diventa difficilmente reperibile, con prezzi ben superiori alla media stagionale. Seguono la stessa tendenza i peperoni siciliani, con rincari intorno al 15%, e i cavolfiori, che registrano un +14,2%. Un quadro che delinea un paniere orticolo sempre più costoso per operatori della ristorazione e consumatori finali.
Pomodori e lattughe frenano l’aumento
Non tutti i prodotti, tuttavia, mostrano la stessa dinamica: la debolezza della domanda contribuisce a contenere i prezzi di alcuni ortaggi. È il caso dei pomodori: il tondo rosso a grappolo cala di 0,10 euro al chilo, nonostante una disponibilità limitata. Ciliegino e Piccadilly si mantengono tra 2 e 2,50 euro al chilo, mentre il datterino resta sotto i 3,50 euro. Anche le lattughe di origine nazionale registrano quotazioni stabili, tra 1,20 e 1,40 euro al chilo. Una stabilità che, secondo gli operatori, potrebbe però essere solo temporanea.
L’incognita ciclone Harry
Secondo Bmti, gli effetti del ciclone Harry non sono ancora stati pienamente quantificati. I danni alle colture del Mezzogiorno potrebbero tradursi in ulteriori riduzioni dell’offerta e in nuovi rialzi dei prezzi nei prossimi giorni. Un’incertezza che pesa su una filiera già messa alla prova da eventi climatici sempre più frequenti e intensi.
Il quadro che emerge conferma la crescente vulnerabilità dell’agricoltura italiana di fronte alla variabilità climatica. E mostra come, sempre più spesso, le condizioni del cielo finiscano per riflettersi direttamente sul contenuto del carrello e sul costo della spesa quotidiana.