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28 Settembre 2026 11:08

Ci sono piatti che raccontano una vita: le storie di cibo e memoria premiate da Coop

Quasi 700 storie di cibo, famiglia e memoria hanno partecipato al concorso “Storie a tavola” di Coop: ecco i tre racconti scelti e premiati dalla giuria.

A cura di Redazione Cucina
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Un ragù turco arrivato fino in Emilia, una torta di riso preparata grazie al contributo di un intero paese e un semplice uovo fritto capace di custodire il ricordo dell’amore di un nonno. Sono le tre storie vincitrici di “Storie a tavola”, il concorso promosso da Coop che ha invitato soci e consumatori di tutta Italia a raccontare un alimento, un piatto o una ricetta legati a un momento significativo della propria vita.

Quasi 700 i racconti arrivati da tutta Italia: a essere premiate sono state le storie di Orkide Izci, Federico Barli e Annapaola Tondo, scelte dalla giuria per la capacità di raccontare attraverso il cibo non soltanto ricordi personali, ma anche famiglia, comunità, integrazione e cura.

Le storie premiate

Tra quasi 700 racconti arrivati da tutta Italia, la giuria ha selezionato tre storie capaci di raccontare attraverso il cibo ricordi, legami familiari e incontri tra culture diverse. Tre piatti molto lontani tra loro, accomunati però dalla capacità di trasformare un sapore in un pezzo importante della propria vita.

Un ragù turco che incontra l’Emilia

La prima storia premiata è quella di Orkide Izci e della kıymalı makarna, un piatto di pasta condito con un ragù speziato della tradizione turca. Una ricetta che, nel racconto di Orkide, diventa soprattutto un punto d'incontro tra due culture gastronomiche: il ragù proveniente dalla Turchia arriva infatti in Emilia, una terra in cui il ragù è a sua volta uno dei simboli più forti della cucina familiare e della convivialità.

Due tradizioni diverse che si incontrano intorno allo stesso gesto: preparare un sugo di carne e condividerlo a tavola. Una storia che mostra così come il cibo possa diventare uno strumento di integrazione, capace di conservare le proprie origini e, allo stesso tempo, costruire nuove appartenenze.

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La torta di riso preparata da un intero paese

La seconda storia è quella del ligure Federico Barli e ruota intorno a una torta di riso molto particolare: più che la ricetta in sé, infatti, a renderla speciale è il modo in cui viene preparata, ovvero grazie al contributo di un'intera comunità. Il piatto diventa così il racconto di un paese e dei suoi abitanti, dimostrando quanto alcune preparazioni possano superare la dimensione familiare e trasformarsi in un vero patrimonio collettivo: ingredienti, gesti e tradizioni tramandati nel tempo diventano parte dell'identità di una comunità, ricordando che dietro una ricetta può nascondersi molto più di ciò che arriva nel piatto.

Un semplice uovo fritto che racconta l'amore di un nonno

Non servono necessariamente ricette elaborate per costruire un ricordo destinato a durare: lo dimostra la terza storia premiata, quella di Annapaola Tondo, di Brindisi. Al centro c'è un alimento quotidiano e apparentemente semplicissimo: un uovo fritto. Nel suo racconto, però, quel piatto diventa il simbolo del rapporto tra un nonno e un nipote e di un gesto di cura rimasto impresso nella memoria. È forse l'esempio più immediato dello spirito del concorso: un alimento comune può assumere un significato completamente diverso quando viene associato a una persona, a un momento della propria vita o a un legame familiare.

Le tre menzioni speciali

Accanto ai tre vincitori, la giuria – composta dallo scrittore, divulgatore e agronomo Antonio Pascale, dalla direttrice Comunicazione Coop Italia Sara Taschera e dalla responsabile Relazioni esterne e partnership di Slow Food Carla Coccolo – ha assegnato anche tre menzioni speciali.

I riconoscimenti sono andati a Karim Hachani, dall'Emilia-Romagna, Simonetta Baldo, dal Trentino, con un racconto dedicato al padre Gino, e Maria Albertina Salazar Suarez, dall'Emilia-Romagna. Anche in questo caso il cibo diventa il punto di partenza per raccontare esperienze molto più grandi: un bambino con poche possibilità economiche che durante una gita scolastica assaggia per la prima volta il ragù di carne; una persona che trova il coraggio di uscire da una relazione tossica; una nonna che non riesce più a distinguere pienamente la realtà e un pasto inesistente che viene comunque condiviso con lei.

Le ricette diventano piatti al Salone del Gusto

La premiazione dei vincitori si è tenuta il 26 settembre a Fiorfood, nella Galleria San Federico di Torino, in occasione della partecipazione di Coop al Salone del Gusto – Terra Madre. Per l'occasione le ricette protagoniste dei racconti vincitori sono diventate anche piatti veri e propri: Alessandro Uccheddu e Piero Pulli, chef di Fiorfood, le hanno reinterpretate e preparate in diretta per farle assaggiare ai presenti.

L'obiettivo di “Storie a tavola”, però, non si esaurisce con la premiazione. I racconti raccolti rappresentano il punto di partenza per la costruzione di un archivio storico e “sentimentale” dedicato alla cultura gastronomica e ai piatti degli italiani, mettendo insieme memorie familiari, trasformazioni sociali e cambiamenti nelle abitudini alimentari.

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“La tavola del tempo”: la storia d'Italia raccontata attraverso il cibo

Il concorso fa parte di un progetto più ampio promosso da Coop, “La tavola del tempo”, nato per riflettere sul rapporto degli italiani con il cibo e su come questo sia cambiato nel corso dei decenni. Il progetto comprende anche un vodcast di sei puntate che ripercorre la storia italiana dal secondo dopoguerra a oggi attraverso ciò che è cambiato sulle nostre tavole. A guidare le conversazioni è la giornalista radiofonica Chiara Galeazzi, insieme a ospiti provenienti dal mondo della cultura, del giornalismo e della gastronomia: Antonio Pascale, Camilla Baresani, Tessa Gelisio, la chef Chiara Pavan, Paolo Vizzari e l'antropologo Marino Niola.

Dal ruolo di alimenti essenziali come pasta e olio nel dopoguerra alla crescente attenzione per tracciabilità, salute e sostenibilità, il cibo diventa così una lente attraverso cui osservare l'evoluzione della società italiana. E le quasi 700 storie arrivate con il concorso mostrano qualcosa di ancora più personale: dietro ciò che mangiamo non ci sono soltanto ingredienti e ricette. Spesso ci sono persone, luoghi e momenti della nostra vita che un semplice profumo o un sapore riescono a far riaffiorare anche dopo molti anni.

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