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29 Agosto 2025 16:00

Cheddar: la star dei formaggi inglesi, dalla campagna del Somerset alle cucine del mondo

Il cheddar non è soltanto un formaggio: è un pezzo di storia gastronomica, un ambasciatore della tradizione britannica e, allo stesso tempo, un simbolo di come un prodotto locale possa diventare universale. Che tu lo assaggi fresco in una fattoria del Somerset o fuso sopra un cheeseburger in una metropoli americana, la sua personalità rimane intatta: ricca, confortante, decisa.

A cura di Francesca Fiore
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Pochi formaggi hanno una storia e una personalità così forti da attraversare secoli e continenti senza perdere fascino: il cheddar è uno di questi. Nato in un piccolo villaggio dell’Inghilterra sud-occidentale, ha percorso un viaggio sorprendente: dalle grotte fresche del Somerset alle tavole di pub e case popolari, fino a diventare ingrediente protagonista di hamburger americani, ricette gourmet e comfort food globali.

La sua consistenza compatta, il colore dorato o aranciato e il sapore che evolve da dolce e cremoso a deciso e piccante lo rendono irresistibile per chiunque ami i formaggi con carattere. Ma dietro a questa icona del gusto si nasconde una storia affascinante fatta di tradizione, sperimentazione e, soprattutto, passione per la qualità.

Un’origine tra leggende e grotte

Il cheddar deve il suo nome al villaggio di Cheddar, nel Somerset, dove la produzione è documentata sin dal XII secolo. La leggenda vuole che la sua nascita sia frutto di un caso fortunato: un secchio di latte dimenticato in una grotta si sarebbe trasformato in un formaggio dal gusto straordinario grazie alla temperatura costante e all’umidità naturale.

Nei secoli successivi, le grotte di Cheddar Gorge divennero il cuore della sua stagionatura e ancora oggi alcuni produttori continuano a usarle per conferire al formaggio un aroma inconfondibile. Durante l’Epoca vittoriana, grazie all’abilità di maestri come Joseph Harding — considerato il padre del cheddar moderno — la produzione si standardizzò, garantendo qualità costante e aprendo la strada all’esportazione verso tutto l’Impero britannico. Fu proprio in questo periodo che il cheddar iniziò la sua ascesa internazionale, trovando terreno fertile in America, Australia e Nuova Zelanda.

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Il segreto sta nel “cheddaring”

A differenza di altri formaggi, il cheddar deve la sua consistenza e il suo gusto a un processo unico, detto cheddaring. Dopo la coagulazione e il taglio della cagliata, questa viene impilata e rigirata più volte per eliminare il siero in eccesso. Il risultato è una pasta compatta, pronta a essere salata, pressata e stagionata per periodi che vanno da pochi mesi a diversi anni.

Il colore naturale è bianco crema, ma spesso viene arricchito con annatto, un colorante naturale estratto dai semi di achiote, che gli conferisce la tipica tonalità arancione. Il gusto evolve con il tempo: da giovane, è burroso e delicato; una volta stagionato, diventa friabile, intenso e con note leggermente piccanti.

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Le mille varietà di cheddar

Non tutti i cheddar sono uguali: l’unico a godere della Denominazione di origine protetta è il West Country Farmhouse Cheddar, prodotto esclusivamente nelle contee di Somerset, Dorset, Devon e Cornovaglia. Deve essere realizzato con latte intero locale, lavorato a mano con il metodo tradizionale del cheddaring e stagionato per almeno nove mesi. È la versione più autentica e fedele alle origini di questo formaggio leggendario.

Nel panorama caseario, in realtà, il cheddar non è un’unica entità ma una vera e propria famiglia di formaggi, che si distingue per intensità di sapore, texture e persino provenienza. Le differenze nascono principalmente dal tempo di stagionatura, dal tipo di latte utilizzato e dalle tecniche adottate nelle diverse regioni del mondo. Accanto alle versioni più classiche, ne esistono altre che giocano con colori, aromi e ingredienti aggiuntivi, regalando interpretazioni inedite di un formaggio nato secoli fa ma sempre capace di reinventarsi. Ecco quali sono le tipologie principali di cheddar:

Per stagionatura:

  • Mild cheddar: stagionatura breve (3–6 mesi), gusto dolce e cremoso.
  • Medium cheddar: più saporito, intorno ai 6–9 mesi.
  • Mature cheddar: dai 9 ai 18 mesi, gusto intenso e leggermente piccante.
  • Vintage o extra mature cheddar: oltre 18 mesi, molto friabile e dal sapore deciso.

Per provenienza:

  • Tradizionale britannico (incluso il West Country Farmhouse Cheddar Dop).
  • Cheddar americano, spesso più morbido e dal colore arancione acceso.
  • Cheddar di altri Paesi (Canada, Australia, Nuova Zelanda) con stili e sapori leggermente diversi.

Per particolarità produttiva:

  • Latte crudo o pastorizzato.
  • Colore naturale bianco o colorato con annatto.
  • Aromatizzati (es. con erbe, peperoncino, aglio, birra).
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Usi e abbinamenti: dal tagliere alla cucina creativa

Il cheddar è uno di quei formaggi che sanno adattarsi a qualsiasi tavola. In un panino semplice con pane rustico, rivela tutta la sua cremosità se giovane; in un toast croccante, fonde perfettamente regalando quella sensazione filante che fa venire voglia di un altro morso. Nei piatti caldi diventa un vero asso nella manica: sciolto su hamburger o hot dog aggiunge profondità, nei mac & cheese si trasforma nella colata dorata che ha reso famoso questo comfort food, mentre in un gratin di patate o verdure porta una nota sapida e avvolgente.

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Gli abbinamenti con le bevande sono altrettanto interessanti: un cheddar giovane si sposa bene con sidro secco o birre leggere, mentre uno stagionato trova la sua anima gemella in birre ambrate, stout e vini rossi morbidi come un Merlot o un Cabernet Sauvignon non troppo tannico. Per un’esperienza più rustica, si può accompagnare con chutney di mele o pere, che ne esaltano le note piccanti e burrose. E se vuoi sorprenderlo, mettilo accanto a salumi affumicati o senape inglese: il contrasto sarà indimenticabile.

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