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1 Febbraio 2026 11:00

Cavolo rapa, se lo conosci non lo eviti: tutti i benefici e come usarlo in cucina

Un ortaggio meno popolare di altri, ma che è ricco di vitamina C, fibre e antiossidanti. Appartiene alla preziosa famiglia delle crucifere e si può cucinare in tanti modi diversi, crudo e cotto.

A cura di Federica Palladini
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Ortaggio (ancora) poco conosciuto, il cavolo rapa ha in realtà un ottimo biglietto da visita: fa parte, infatti, della grande famiglia delle crucifere o brassicaceae, insieme ai più noti cavolfiore, broccolo e cavoletti di Bruxelles. Rispetto ai suoi simili ha un sapore delicato, che tende al dolciastro, rendendolo particolarmente versatile in cucina, da consumare crudo, in carpaccio e insalate, e cotto, per esempio in vellutate o al forno. Come le altre crucifere, invece, è un campione di benefici, ricco di vitamine (una su tutte la vitamina C), minerali e antiossidanti. Andiamo alla scoperta delle sue proprietà e di come valorizzarlo in qualche piatto sfizioso.

Cavolo rapa: che cos’è

Il suo nome scientifico è Brassica oleracea var. gongylodes ed è originario dell’Asia: è noto con il nome di kohlrabi o rapa tedesca, in quanto molto diffuso come coltura in Germania e in Austria. Di questo vegetale si mangia soprattutto il fusto bulboso ingrossato che ricorda per forma e consistenza quella di una rapa, soda e croccante, con i poli leggermente appiattiti: si può presentare in natura con tre tonalità, bianco, verde chiaro e viola. Da non confondere con il sedano rapa (Apium graveolens var. rapaceum) che è a tutti gli effetti una varietà di sedano e appartiene a un’altra famiglia botanica, quella delle apiaceae o ombrellifere.

Proprietà e benefici

Analogamente alla maggior parte delle brassicaceae, il cavolo rapa è caratterizzato da un interessante valore nutritivo grazie all’alto contenuto di fibre, vitamina C e altre vitamine (A, B1, B2, B5, B6 ed E), minerali (in particolare potassio, calcio, magnesio, zinco e ferro) e antiossidanti, soprattutto nella tipologia viola, data la presenza maggiore di antociani. Inoltre, la polpa è ricca di amido, saccarosio, fruttosio e glucosio. In un recente studio vengono sintetizzati i principali benefici riconosciuti a questo ortaggio, che sono i seguenti:

Sostiene il sistema immunitario

La vitamina C (acido ascorbico) si trova in quantità significativa nel cavolo rapa. Contribuisce alla difesa e al funzionamento del sistema immunitario e svolge un’azione antiossidante, proteggendo le cellule dai danni causati dai radicali liberi.

Aiuta la regolarità intestinale e ha un potere saziante

Altro elemento di cui è ricco il cavolo rapa sono le fibre: presenti nella polpa, favoriscono la digestione e la regolarità intestinale e aiutano a mantenere il senso di sazietà. Per questo si tratta di un ortaggio utile nelle diete ipocaloriche, comprese quelle che puntano al controllo del peso.

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Fonte di aminoacidi essenziali

Il cavolo rapa contiene una quantità interessante di aminoacidi essenziali, cioè quelli che il nostro organismo non è in grado di produrre da solo e deve assumere con l’alimentazione.

Amico di cuore, ossa, denti e muscoli

Merito dei sali minerali come potassio, calcio e magnesio, il cavolo rapa è un alleato del cuore perché contribuisce al mantenimento della normale pressione sanguigna, sostiene ossa e denti e favorisce la corretta funzione muscolare e del sistema nervoso. Inoltre da non sottovalutare lo zinco, che ha un ruolo antiossidante.

Sapore delicato

Inseriamo questa caratteristica come una virtù da prendere in considerazione. A differenza dei suoi cugini dal sapore amarognolo, il cavolo rapa ha un gusto tenue e piacevole, probabilmente dovuto al più alto contenuto di amminoacidi idrofili (ovvero solubili in acqua), che lo rende più appetibile.

Controindicazioni

Il cavolo rapa ha tutti i vantaggi delle crucifere – se non di più – ma allo stesso tempo non è estraneo ad alcuni “difetti” tipici di questi ortaggi. Chi dovrebbe moderarne l’assunzione o rivolgersi al proprio medico? Coloro che soffrono di colon irritabile e disturbi gastrointestinali, in quanto può provocare meteorismo e gonfiore addominale, dato che contiene fibre e quei composti solforati tipici dei cavoli, che potrebbero portare a fermentazioni a livello intestinale. Attenzione anche per coloro che hanno problemi di tiroide: i goitrogeni naturalmente presenti nelle brassicaceae – solo quando consumate in quantità eccessive, insieme a una carenza di iodio – possono favorire l’ipotiroidismo. Da sapere che la cottura e porzioni equilibrate all’interno di una dieta sana non destano preoccupazioni in tal senso, ma è sempre meglio consultare uno specialista.

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Come cucinare il cavolo rapa

Il cavolo rapa al supermercato o dal fruttivendolo è meno comune delle altre crucifere, ma se lo trovi, non lasciartelo sfuggire e provalo in diverse ricette molto semplici e gustose, spesso dal tocco gourmet. La raccomandazione è quella di non cuocerlo troppo, in questo modo mantiene la sua sodezza e le qualità nutritive. Si può quindi fare lesso o al vapore per un contorno leggero e aromatico, condito con semplice olio e sale. Ridotto a fette, tagliato in sezioni circolari dopo essere stato privato della parte esterna più coriacea è perfetto da fare al forno: in modo goloso con la besciamella, oppure gratinato con un pangrattato insaporito da mandorle, capperi e prezzemolo. Il kohlrabi è una base ideale per creme e vellutate, frullandolo con le patate per dare cremosità, e guarnendo a piacere con frutta secca, tipo le nocciole, per esaltarne la dolcezza o panna acida, oppure in piatti crudi, tra carpacci e insalate, insieme a formaggi erborinati come il gorgonzola, le pere, le mele verdi, le noci, o da affiancare a pesci d’acqua dolce, come per esempio salmerino e trota: l’abbinamento è particolarmente azzeccato perché dona freschezza.

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