In cucina, spesso, i piatti migliori derivano direttamente da errori di cuochi, di pasticcieri, o di produttori: dalla tarte tatin, al negroni sbagliato, passando per la torta caprese, sono molti gli esempi di piatti diventati famosi ma nati per degli sbagli sulle procedure, incidenti, mancanza d'ingredienti o semplice improvvisazione. Così è anche questa storia, quella delle castagne del prete: una delizia nata, in questo caso, a causa di uno sfortunato incidente. Ecco tutto quello che dovete sapere sulle castagne del prete, perché si chiamano così e come si preparano in casa.

Cosa sono le castagne del prete e perché si chiamano così

Le castagne del prete sono una preparazione tipica dell'Irpinia, diffusa in particolar modo a Montella, in provincia di Avellino. La leggenda narra che un prete, dopo aver caricato con un elevato quantitativo di castagne il suo mulo, si stesse incamminando per tornare al convento. Ma il mulo, non potendo più reggere il peso delle castagne, inciampò e fece rotolare tutte le castagne in un fiume. Il prete, per niente abbattuto, iniziò a raccogliere le castagne una a una dall'acqua, fra le risa e lo scherno della popolazione locale. Rientrato, il prete decise di mettere in forno le castagne, in modo da asciugarle: ne nacque una autentica delizia, con le castagne che diventarono croccanti fuori, ma morbidissime all'interno. La ricetta, neanche a dirlo, prese proprio il nome di castagne del prete.

Probabilmente, la storia vera vuole che queste castagne fossero preparate solo dai preti e la leggenda è anche un modo per spiegare in poche frasi il procedimento di cottura così particolare. Ancora oggi, infatti, le castagne del prete sono fatte allo stesso modo.

Le castagne appena raccolte, infatti, sono decisamente umide: non a caso la prima fase di questa preparazione prevede la loro essiccazione. Questa si fa all'interno di "gratai", ovvero delle strutture riscaldate per dieci giorni in modo costante, ideali a seccarle: subito dopo, le castagne vengono tostate in forni dal calore molto elevato. Ed è qui che entra in gioco il "metodo del prete": per evitare che le castagne risultino secche, si immergono nell'acqua (a volte anche in acqua e vino) fino a reidratarle e farle tornare morbide. In questo modo si ottiene una consistenza unica, ma non si cambia il sapore al prodotto.

Esistono due versioni delle castagne del prete:

  • Si chiamano infornate, nvornate nel dialetto locale, quando vengono sgusciate prima di essere messe sul fuoco;
  • quando, invece, le castagne, nonostante la permanenza sui graticci, rimangono umide e quindi "mosce", vengono tolte dal fuoco e infilate, a mo' di corona, in uno spago, un po' come si fa con i pomodorini; questa tipologia, chiamata anche tenerella, viene venduta molto perché particolarmente dolce e conservabile fino a 3-4 mesi.

Come preparare le castagne del prete a casa

Preparare le castagne del prete a casa è abbastanza facile, a patto di avere gli strumenti giusti. Per farlo vi serviranno:

  • 1 kg di castagne;
  • 1 l di acqua;
  • 200 ml di vino rosso (facoltativo).

La prima fase prevede che le castagne siano arrostite su una grata con un fuoco sotto: il barbecue o il camino andranno benissimo. Le castagne, incise o meno, dovranno infatti essere anche un po' "affumicate" oltre che arrostite. Una volta arrostite le castagne, si fanno raffreddare e si tostano in forno, per 50-60 minuti a una temperatura non superiore ai 120 °C: le castagne, alla fine, dovranno risultare secche e croccanti.

La terza fase prevede che le castagne, dopo averle fatte nuovamente raffreddare, vadano immerse in acqua e vino, solo vino oppure sola acqua, per una settimana. Finita questa fase le castagne devono essere sgocciolate bene e lasciate su una grata, per 15-20 minuti, ad asciugare del tutto. Fatto questo potete gustarle.

Come conservare le castagne del prete

Una volta preparate, però, le castagne messe in ammollo dovranno essere consumate  in giornata: se volete evitare di doverle consumare tutte, procedete con le fasi 1 e 2, senza metterle in ammollo. Conservatele da essiccate e poi procedete con l'ammollo solo una settimana prima di servirle.