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29 Luglio 2026 16:24

Capsule e cialde del caffè: dal 12 agosto cambia la raccolta differenziata, ecco cosa fare

Dal 12 agosto cambiano le regole per smaltire capsule e cialde del caffè. Unione Italiana Food spiega dove buttarle, cosa leggere sull’etichetta e quali indicazioni seguire.

A cura di Francesca Fiore
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Una piccola rivoluzione è in arrivo per uno dei gesti più abituali degli italiani: buttare la capsula o la cialda dopo il caffè. Dal 12 agosto 2026, con l'applicazione del Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR), questi prodotti saranno ufficialmente classificati come imballaggi, entrando così a pieno titolo nelle regole europee che disciplinano raccolta, riciclo ed etichettatura.

Per milioni di consumatori non cambierà il rito del caffè, ma cambieranno le modalità con cui capsule e cialde dovranno essere conferite una volta utilizzate: l'obiettivo della nuova disciplina è rendere più uniforme la gestione di questi prodotti e migliorare il recupero dei materiali, attraverso indicazioni più chiare e una maggiore armonizzazione delle regole.

A spiegare che cosa cambierà concretamente per imprese e cittadini è il Comitato Italiano del Caffè di Unione Italiana Food, che ha illustrato le principali novità introdotte dal regolamento europeo e le informazioni pratiche da conoscere per effettuare correttamente la raccolta differenziata.

Cosa cambia per chi usa capsule e cialde

La principale indicazione pratica è che non sarà necessario svuotare la capsula dal caffè residuo prima di buttarla. Il nuovo regolamento riconosce infatti che questi prodotti arrivano normalmente a fine vita con il caffè ancora all’interno. Per smaltirli correttamente bisognerà controllare l’etichetta e seguire le regole del proprio Comune:

  • Capsule in alluminio o plastica: dovranno essere conferite nella raccolta indicata dal produttore, nel rispetto delle modalità previste localmente.
  • Cialde e capsule certificate compostabili: potranno essere gettate nell’organico, ma solo dove il servizio comunale lo consente.
  • Componenti separabili, come linguette, coperchi o involucri: potrebbero dover essere staccati e conferiti separatamente, secondo le istruzioni presenti sulla confezione.

In pratica, non ci sarà necessariamente una regola identica per tutti i prodotti: la prima cosa da fare sarà leggere l’etichetta ambientale e verificare le disposizioni del proprio comune.

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Arrivano etichette più chiare

Con l’applicazione delle nuove norme, le confezioni dovranno fornire informazioni più precise sul materiale utilizzato e sul corretto conferimento: lo scopo è rendere le indicazioni più uniformi e facilmente riconoscibili a livello europeo, riducendo i dubbi dei consumatori e le differenze tra i diversi sistemi locali di raccolta.

La novità deriva dal Regolamento UE 2025/40, che include capsule e cialde tra gli imballaggi anche quando, al momento dello smaltimento, contengono ancora residui di prodotto. Il nuovo sistema prevede una responsabilità condivisa: le imprese dovranno progettare prodotti più facilmente riciclabili e fornire istruzioni chiare, mentre i consumatori dovranno rispettare le indicazioni riportate sulle confezioni.

Il settore si prepara alle nuove regole

Secondo il Comitato Italiano del Caffè di Unione Italiana Food, le aziende del comparto stanno già lavorando con CONAI e con la filiera del riciclo per semplificare i materiali, migliorare l’etichettatura e sperimentare sistemi di raccolta più efficaci.

Il lavoro riguarda anche la progettazione delle capsule e delle cialde, con l’obiettivo di ridurre la complessità dei componenti e renderli più facilmente riconoscibili dagli impianti di selezione. Parallelamente, sono in corso test sul territorio e analisi sui flussi di raccolta, utili a capire come intercettare meglio questi prodotti una volta conferiti dai consumatori.

L’obiettivo è facilitare il corretto conferimento da parte dei cittadini e aumentare la quantità di capsule e cialde effettivamente recuperate e avviate al riciclo. La transizione, quindi, non riguarderà soltanto le nuove indicazioni sulle confezioni, ma anche l’organizzazione dell’intera filiera, dalla progettazione del prodotto fino al trattamento del rifiuto.

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