
Quella dell’italiano che non può rinunciare a una tazzina di caffè non è solo un’immagine convenzionale che supera i confini nazionali, ma un’abitudine che diventa un vero e proprio rito giornaliero confermata dai dati: secondo una ricerca di YouGov, infatti, l’86% delle famiglie italiane lo ha comprato almeno una volta lo scorso anno, con una frequenza di acquisto che sale da 10,5 volte a 11 tra il 2021 e il 2025. Significa che il caffè è stabilmente presente, per di più con un trend positivo all’interno delle mura domestiche. A quale caffè ci riferiamo? Anche qui sono i numeri a parlare: l’amatissima moka sembra progressivamente lasciare spazio alle macchine, con quelle a capsule che nel 2024 raggiungevano le case del 56% delle famiglie, mentre il 26,4% possiede ormai una versione a cialde. A dare qualche parametro in più sui volumi di vendita ci pensa una ricerca elaborata da Circana per NESCAFÉ Dolce Gusto: nel 2022 il caffè macinato rappresentava il 67,5% dei consumi complessivi, mentre nel 2026 la quota scende al 54,4%. Non significa che la tradizionale caffettiera sia destinata a scomparire, ma che gli strumenti alternativi per preparare da sé un buon caffè come al bar (cappuccino compreso) sono diventati parte integrante della quotidianità.
Tecnologie e sostenibilità: lo scenario attuale
Da questo punto di vista, non è un caso che il termine innovazione faccia rima con tecnologie che non solo guardano alla qualità del prodotto, alla personalizzazione e alla facilità di ottenerlo, ma che l’attenzione sia puntata anche sulla sostenibilità. Proprio dallo scorso 12 agosto, infatti, è entrato in vigore il Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR) che detta le nuove modalità di smaltimento di capsule e cialde a seconda dei materiali con cui sono composte con l’obiettivo di migliorarne il recupero. Tra le novità, non servirà più separare il caffè dal suo involucro, e i supporti certificati compostabili potranno essere buttati nell’organico una volta utilizzati, secondo le disposizioni del Comune in cui si risiede.

Le capsule a base carta compostabili
In questo scenario si inserisce NESCAFÉ Dolce Gusto NEO, il nuovo sistema del brand per la preparazione del caffè a casa, composto da macchine e capsule progettate per funzionare insieme. Una delle principali novità riguarda proprio queste ultime e, in particolare, i materiali utilizzati e il loro fine vita.
Le capsule NEO sono infatti a base carta e certificate compostabili sia a livello domestico sia industriale: una volta utilizzate possono essere conferite nell’organico, secondo le disposizioni del Comune in cui si risiede, oppure nella compostiera domestica. Come spiega Marta Schiraldi, Head of Sustainability Nestlé Italia e Malta, per ogni capsula viene utilizzato circa 1 grammo di carta proveniente da fornitori certificati FSC, a cui si aggiungono un sottile rivestimento interno in biopolimero compostabile e una membrana superiore in cellulosa, che contribuiscono a proteggere il caffè contenuto all’interno.

Come funzionano le nuove macchine
Il sistema NEO comprende anche due nuove macchine per il caffè, entrambe in grado di riconoscere automaticamente la capsula inserita e selezionare il metodo di estrazione previsto per la bevanda scelta. Tramite l’App è inoltre possibile personalizzare alcuni parametri, tra cui lunghezza, temperatura e intensità del caffè.
Alla base del funzionamento ci sono due tecnologie proprietarie, pensate per preparazioni differenti. SmartBrew™ 3-in-1 permette di ottenere espresso, caffè americano e caffè filtro, adattando il metodo di estrazione alla tipologia di bevanda; AirFoam™ è invece dedicata alle bevande a base latte e alla preparazione della schiuma. In questo caso il latte è contenuto in bustine di carta, che dopo l’utilizzo possono essere conferite nella raccolta differenziata secondo le indicazioni riportate sulla confezione.