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11 Agosto 2026 17:19

Brooklyn Beckham cuoce la pasta nell’acqua di mare: non imitatelo perché è pericoloso

Il primogenito di David e Victoria Beckham finisce nella bufera per aver cucinato un piatto di spaghetti prelevando l'acqua dalla costa. Vi spieghiamo perché è una pratica rischiosa per la salute.

A cura di Rossella Neiadin
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Brooklyn Beckham desidera così tanto affermarsi come cuoco, che decide di rischiare l'intossicazione alimentare. Il primogenito dell'ex capitano della nazionale inglese pubblica sui propri canali social un video in cui cala una porzione di spaghetti in una pentola riempita con spumeggiante acqua di mare.

L'intenzione è con ogni probabilità quella di restituire un'estetica cruda e selvaggia cucinando a bordo di una barca, ovviamente pubblicizzando la sua salsa piccante (la Cloud23), eppure il siparietto si infrange nel giro di tre minuti netti contro il buon senso di chi guarda.

I follower inondano il post di commenti che spaziano dall'allarme sanitario allo sconcerto puro, ricordando al giovane aspirante chef che la bollitura non possiede poteri magici contro l'inquinamento marino.

I pericoli dell’acqua di mare per la salute intestinale

Se l'alta temperatura del fornello riesce effettivamente a sterminare i microrganismi vivi, tutte le impurità fisiche e chimiche restano intrappolate sul fondo del tegame senza alcuna via di fuga.

L'ecosistema costiero contemporaneo somiglia sempre meno a un'idilliaca saliera naturale e molto più a un ricettacolo di sostanze inquietanti, ospitando placidamente tracce di olio motore fuoribordo, residui fognari e alghe in decomposizione. Il quadro diventa squisitamente clinico quando si analizza la biologia di un campione d’acqua, capace di fornire un comodo habitat a ceppi batterici parecchio ostinati. In cima alla lista dei potenziali ospiti figura l'Escherichia coli, scortato dai patogeni del genere Vibrio e da un assortimento variabile di virus enterici.

Perché la porosità della pasta moltiplica i rischi di infezione

L'aggravante della ricetta incriminata risiede nel formato di carboidrato scelto per la dimostrazione online, dal momento che la pasta durante la fase di cottura assorbe i liquidi fino al cuore.

La dinamica è identica a quella che subisce spesso la frisella, il noto biscotto di grano duro pugliese: come abbiamo già spiegato in maniera approfondita sulle nostre pagine, elencando i danni legati all'abitudine di bagnare la frisella in mare, la porosità di certi cibi fornisce ai patogeni un nascondiglio strutturale eccellente per aggirare l’azione dei succhi gastrici e colpire direttamente le pareti intestinali.

Ingerire un piatto preparato con queste premesse spalanca le porte a infezioni che nelle casistiche più severe possono terminare al Pronto Soccorso.

Come si utilizza correttamente l'acqua marina in alta cucina

L'intuizione di rubare la sapidità al mare per portarla sui fornelli affonda in realtà le radici in una tradizione codificata da tanti chef fuoriclasse, come ad esempio Ferran Adrià e René Redzepi.

Ma la differenza abissale tra un locale stellato e la performance guascona del giovane britannico la fa il rigore dell'approvvigionamento. I professionisti del settore e i consumatori scrupolosi utilizzano esclusivamente bottiglie di acqua marina microfiltrata e decantata in laboratorio, un ingrediente legalmente tracciabile e destinato all'utilizzo in cucina.

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Calare un secchio dalla poppa di uno yacht per salare il pranzo equivale invece a ignorare le direttive fondamentali per cucinare con l'acqua di mare, regole ferree che non lasciano spazio all'improvvisazione. Il prelievo artigianale a uso domestico si scontra frontalmente con il Codice della Navigazione (che vieta e sanziona l'asporto non autorizzato di acqua marina) e con l'intero impianto europeo sulla sicurezza alimentare.

Il liquido salino idoneo al consumo deve essere estratto al largo, lontano dalle coste e a profondità specifiche, per poi affrontare un processo meccanico di decantazione a freddo e successiva microfiltrazione. Questa procedura è l'unica capace di trattenere microplastiche e idrocarburi, abbattendo del tutto la carica batterica senza utilizzare additivi chimici e mantenendo intatto il profilo minerale originale.

Solo l'acqua trattata in laboratorio è legalmente idonea a finire in pentola, il secchio calato dalla barca lasciatelo pure a Brooklyn Beckham: mamma Victoria cantava Spice Up Your Life, ma l'Escherichia coli non è di certo la spezia che aveva in mente.

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