
La carta Dedicata a te vale 500 euro adesso come nel 2023, ma facendo un confronto tra i prezzi di allora e quelli correnti, registriamo un preoccupante aumento del 10,9%. L'accredito della nuova annualità sulle carte di oltre un milione di famiglie avverrà il 4 novembre, con una seconda quota prevista per la primavera del 2027. Il contributo copre soltanto i generi alimentari di prima necessità, ma con quella cifra, oggi, il carrello si riempie molto meno di tre anni fa.
Chi ha diritto alla carta Dedicata a te 2026
Il sostegno spetta ai nuclei familiari residenti in Italia con tutti i componenti iscritti all'anagrafe del Comune e un Isee ordinario in corso di validità non superiore a 15.000 euro. Non serve presentare domanda, perché l'Inps individua i beneficiari incrociando i dati già in suo possesso e trasmette gli elenchi ai Comuni, che effettuano poi le verifiche finali.
I requisiti economici però non bastano, dato che le carte disponibili sono meno delle famiglie potenzialmente interessate. La precedenza spetta ai nuclei di almeno tre persone con un componente nato entro la fine del 2012, poi a quelli con un componente nato entro la fine del 2008 e infine agli altri nuclei di almeno tre persone. All'interno di ciascun gruppo passa avanti chi presenta l'Isee più basso.

Non rientrano fra i destinatari le famiglie che già percepiscono l'assegno di inclusione, la carta acquisti o un'altra misura di contrasto alla povertà, nazionale o locale. L'esclusione riguarda anche i nuclei in cui qualcuno riceve la Naspi, la Dis-Coll, la cassa integrazione o un altro ammortizzatore sociale legato alla perdita del lavoro.
Quando vengono accreditati i 500 euro e le scadenze da rispettare
La prima ricarica da 500 euro è disponibile dal 4 novembre, e chi possiede già la carta di un'annualità precedente, se compare nelle nuove liste, se la vede ricaricare automaticamente. I nuovi beneficiari ritireranno invece la tessera prepagata negli uffici postali abilitati dopo la comunicazione del Comune di residenza.
La scadenza da segnare sul calendario riguarda il primo acquisto, che va effettuato entro il 16 dicembre 2026 (altrimenti il diritto al contributo decade per quell'annualità), mentre l'intera somma va spesa entro il 10 ottobre 2027. Il rifinanziamento copre tutto il biennio, quindi da aprile del 2027 è prevista una seconda quota di 500 euro, con un importo che il governo potrà rideterminare in base alle risorse.
Cosa si può comprare con la carta
Il contributo copre i generi alimentari di prima necessità secondo un elenco fissato dal decreto che esclude qualunque tipo di bevanda alcolica e comprende questi prodotti:
- carni fresche di suino, bovino, pollame, ovino, caprino e coniglio
- pesce fresco, tonno e carne in scatola
- latte e derivati, uova
- oli di oliva e di semi
- pane, prodotti da forno, pasticceria e biscotteria, pizza e surgelati da forno
- pasta, riso, altri cereali e farine
- ortaggi freschi, lavorati, surgelati o pronti al consumo
- pomodori pelati, conserve di pomodoro e legumi
- semi, frutta oleosa e frutta di ogni tipo
- alimenti per l'infanzia, compreso il latte in formula
- lieviti naturali, miele, zuccheri, cacao in polvere e cioccolato
- acque minerali, aceto di vino, caffè, tè e camomilla
- prodotti Dop e Igp
Negli esercizi convenzionati della grande distribuzione, il titolare della carta ottiene inoltre uno sconto del 15%, cumulabile con le promozioni già attive nel punto vendita, mentre il saldo residuo si controlla agli sportelli automatici degli uffici postali.
Come controllare se si è fra i beneficiari
Gli elenchi vengono pubblicati sui siti dei singoli Comuni, nella sezione dedicata ai servizi sociali o alle comunicazioni istituzionali, e i tempi cambiano da un'amministrazione all'altra. Per ragioni di riservatezza le graduatorie non riportano i nomi delle famiglie selezionate, quindi il riconoscimento passa dal numero di protocollo della Dichiarazione sostitutiva unica presentata per ottenere l'Isee, che va confrontato con quello pubblicato nella lista.

Quanto cibo si compra oggi con 500 euro
Il nodo della misura riguarda il potere d'acquisto, perché l'importo è identico a quello del 2023 mentre i prezzi alimentari nel frattempo sono cresciuti sensibilmente. Per acquistare oggi gli stessi prodotti che tre anni fa costavano 500 euro ne servono circa 555, quindi il valore reale del contributo si è ridotto di un decimo a parità di somma accreditata.
I rincari intanto proseguono, visto che a settembre l'Istat ha rilevato un'inflazione generale del 4,2%, con i prodotti alimentari e le bevande analcoliche in rialzo del 2,1% su base annua. Il fenomeno, che pesa soprattutto sulla spesa al supermercato, riguarda anche altri sostegni, perché le soglie di numerose agevolazioni fiscali sono ferme da anni e soltanto poche misure, come l'assegno unico ad esempio, si adeguano automaticamente al costo della vita.
Per chi riceve la carta la differenza si misura in prodotti lasciati sullo scaffale: il modo più concreto per risparmiare, quindi, passa dalla scelta del punto vendita.