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21 Marzo 2023
15:00

Attesa al ristorante: si può lasciare il tavolo senza pagare se l’ordine ci mette troppo?

Sì, in alcuni casi il cliente è legittimato a lasciare il tavolo nell'eventualità in cui il suo ordine ci dovesse impiegare troppo tempo ad arrivare. Vediamo in quali circostanze.

A cura di Alessandro Creta
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Una di quelle situazioni in cui probabilmente tutti, almeno una volta nella vita, ci sarà capitata di vivere. Recarci in un ristorante, effettuare l'ordinazione e attendere, attendere e ancora attendere che il nostro cibo ci venga servito. La fame cresce e contemporaneamente la pazienza viene meno sempre di più col passare dei minuti. Anche il nervosismo monta progressivamente, in particolar modo nel momento in cui magari vediamo che il tavolo di fianco, arrivato dopo di noi, è stato appena servito. In tanti avranno ugualmente atteso del tempo fino a quando, era ora, ci è stata servita la nostra ordinazione. In molti altri avranno sicuramente pensato di andarsene, anche come segno di dissenso verso un servizio non proprio ottimale.

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Ma il cliente è legittimato a lasciare il tavolo e andarsene dal ristorante dopo l'ordinazione per un'attesa troppo lunga? Come ci si può comportare in questi casi? Esiste un tempo limite ‘oggettivo' oltre il quale il cliente può alzarsi senza dover corrispondere nulla?

Ordine troppo lento al ristorante: cosa fare?

Appuriamo quindi di trovarci in un locale, aver appena ordinato (chiudendo quindi un contratto atipico con il ristoratore) ma di attendere in modo eccessivo l'arrivo della nostra portata. La legge ci permette di andarcene senza dover corrispondere nulla all'esercente? Se quindi l'attesa è troppo lunga una volta effettuato l'ordine il cliente è in qualche modo tutelato sotto questo aspetto?

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Va detto prima di tutto come non sia automatico servire chi ha occupato prima un tavolo rispetto a un gruppo di clienti che sono arrivati dopo. L'ordine di uscita delle portate infatti dipende pure dalle eventuali differenti preparazioni, quindi di base non ci si può appigliare al fatto che degli avventori entrati qualche minuto dopo di noi, e con un'ordinazione successiva, siano stati serviti prima.

Come specificato, nel momento in cui si effettua la comanda si stringe un accordo tra le parti (cliente e ristoratore): un contratto atipico che vincola le due forze in causa. Un contratto che, in questo specifico caso, può decadere nel momento in cui "… sia decorso un congruo spazio di tempo dalla conclusione del contratto (cioè l'ordinazione, ndr), per il quale possa ritenersi in concreto superato ogni limite di normale tolleranza". Per fare un esempio pratico: qualora il cliente dovesse informare il ristoratore di avere un determinato lasso di tempo per mangiare (magari la classica ora di pausa pranzo) e questi dovesse garantire un servizio adeguato e tempestivo, nel caso in cui l'ordinazione invece dovesse impiegare troppo ad arrivare allora l'avventore sarebbe legittimato a lasciare il tavolo senza dover corrispondere nulla.

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In linea generale, pur essendo chiamate entrambe le parti al buon senso e alla massima correttezza (nonché trasparenza) possibile, nel caso in cui il cliente dovesse perdere interesse nel servizio della prestazione richiesta, in questa circostanza può legittimamente abbandonare il ristorante senza alcun ulteriore obbligo nei confronti del ristoratore.

Per quale motivo abbiamo citato il buon senso? Perché se un avventore dovesse arrivare in un locale già particolarmente affollato, in questo caso non può certo pretendere che il suo ordine possa essere soddisfatto nel giro di pochi minuti. In tale eventualità, per evitare sorprese, meglio sempre chiedere quali siano, orientativamente, le tempistiche di servizio e farsi le proprie valutazioni.

Nel caso in cui, invece, dovessimo attendere oltre misura dopo aver già fruito di una portata? In tale eventualità dovremmo comunque pagare ciò che è già stato consumato, e non l'intera ordinazione.

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A cura di
Alessandro Creta
Laureato in Scienze della Comunicazione prima, Pubblicità e Marketing poi. Giornalista gastronomico per professione e mangiatore seriale per passione, mi piace navigare tra le pieghe del cibo, perché il food non è solamente cucina, ristoranti e chef. Appassionato di olio evo ma anche di viaggi, sono particolarmente incuriosito da cibi strani e sconosciuti. Mi fate felice con un Verdicchio. Mi trovate su Instagram: @cretalex
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