
Il suo nome scientifico è Laurus nobilis ed è una delle piante aromatiche più usate in cucina. Stiamo parlando dell’alloro, che con il suo inconfondibile profumo arricchisce soprattutto arrosti di carne e pesce al forno. Si caratterizza per avere foglie lanceolate, con bordi lisci e a volte ondulati, coriacee e di color verde scuro: le vediamo in cucina, certo, ma in passato adornavano le teste di sovrani, poeti e letterati, e ancora oggi si usano per realizzare le ghirlande dei neolaureati. L’alloro per gli antichi Romani era simbolo di gloria, di vittoria e di immortalità, che celebrava le gesta dei condottieri nelle tante campagne militari, e tra i Greci riportava al mito di Dafne e Apollo, con la ninfa che si trasforma in una pianta di lauro per sfuggire al dio del Sole innamorato di lei, dopo che Eros, per vendetta, aveva scoccato due frecce che ne rendevano impossibile l’unione: proprio per la perdita dell’amata, Apollo è raffigurato con una corona di alloro sul capo. Già in passato al Laurus nobilis venivano attribuite proprietà curative, in particolare nei confronti di problemi respiratori, dolori articolari e muscolari: durante le pestilenze veniva bruciato per purificare l’aria contro i miasmi, che si ritenevano (erroneamente) i responsabili della malattia. E oggi? A cosa fa bene bere una tisana o un infuso all’alloro? Scopriamo quali sono i suoi benefici, le controindicazioni e come usarlo in cucina.
Proprietà e benefici dell’alloro
L’alloro è probabilmente originario dell’Asia Minore, ma grazie a condizioni climatiche favorevoli, è diventato una pianta tipica delle regioni del Mediterraneo: cresce spontaneamente o è coltivato a scopo ornamentale, culinario e fitoterapico, e lo ritroviamo in piatti che provengono da paesi con tradizioni gastronomiche diverse, ma tutte riconducibili a quest’area, dall’Italia alla Grecia, passando per Spagna e Marocco. Le sue foglie sono molto profumate e contengono oli essenziali, polifenoli e flavonoidi, sostanze che possono portare benefici al nostro organismo: tra i composti più importanti ci sono il cineolo, l’eugenolo e il linalolo, che sono le molecole responsabili del caratteristico aroma. E non solo: gli studi le associano a svariate proprietà, tra cui quelle antiossidanti, digestive, antibatteriche che aiutano a spiegare perché l’alloro sia stato utilizzato per secoli non solo per insaporire le ricette, ma anche a scopo terapeutico. Passiamole in rassegna.
1. Amico della digestione
Tra le virtù più note dell’alloro c’è quella legata alla digestione: la sua assunzione stimola i succhi gastrici e contribuisce a ridurre la sensazione di pesantezza e di gonfiore addominale grazie alle sue proprietà carminative, che riducono la formazione di gas nell’intestino.
2. Alleato contro lo stress ossidativo
Uno degli aspetti più interessanti dell’alloro riguarda la sua azione antiossidante e antinfiammatoria. Le foglie, infatti, contengono diversi composti vegetali capaci di contrastare i radicali liberi, che contribuiscono allo stress ossidativo, un processo che nel tempo è associato all’invecchiamento cellulare. Gli estratti di alloro sono in grado di neutralizzare parte di questi radicali liberi, grazie soprattutto alla presenza di polifenoli, così da avere un ruolo di protezione generale dell’organismo.
3. Azione antimicrobica e antibatterica
Storicamente l’alloro è stato usato anche conservante naturale per gli alimenti: i suoi oli essenziali hanno dimostrato di essere efficaci contro diversi batteri che sono responsabili del deterioramento dei cibi e di infezioni: si tratta in particolare delle molecole aromatiche cineolo, linalolo ed eugenolo, che possono interferire con la proliferazione di microrganismi potenzialmente dannosi per la salute.

4. Lenitivo naturale
Nella tradizione popolare, con l’alloro venivano preparati decotti e unguenti per il corpo: alcuni composti presenti nella pianta sembrano contribuire a limitare la produzione di sostanze coinvolte nei processi infiammatori. L’olio essenziale ricavato dalle foglie di alloro può svolgere un’azione analgesica e decongestionante, con una riduzione di gonfiore e dolore ai muscoli e alle articolazioni.
5. Effetto balsamico
Le foglie di alloro contengono sostanze aromatiche con un effetto balsamico, una su tutte il cineolo (eucaliptolo), presente in diversi oli essenziali estratti da piante tipiche del Mediterraneo, per esempio il mirto. Questo composto è noto per la sua azione mucolitica ed espettorante: in altre parole può aiutare a fluidificare il muco e a liberare le vie respiratorie, come rimedio a raffreddore, tosse e congestione.
6. Favorisce l’equilibrio intestinale
Negli ultimi anni, alcune ricerche hanno indagato anche il rapporto tra alloro e intestino, con quest’ultimo che è diventato sempre più importante in termini di benessere complessivo dell’organismo. I polifenoli presenti nelle foglie potrebbero favorire la salute del microbiota, limitando la crescita dei batteri nocivi e favorendo lo sviluppo di quelli utili.
Controindicazioni
Quando viene utilizzato in cucina, per esempio per aromatizzare brodi, legumi o arrosti, l’alloro è generalmente considerato sicuro e il suo consumo non presenta particolari rischi. È comunque consigliato non ingerire le foglie intere, perché sono dure, difficili da digerire e il sapore non è gradevole. Il discorso cambia quando l’alloro viene impiegato come rimedio erboristico, sotto forma di oli essenziali o estratti: in questi casi è bene usare prudenza, perché potrebbero interagire con alcuni farmaci, in particolare sedativi e causare irritazioni cutanee. Certe preparazioni fitoterapiche a base di alloro sono indicate come potenzialmente emmenagoghe, ovvero capaci di stimolare le mestruazioni ed è per questo che la pianta viene spesso attenzionata durante la gravidanza.

Come usare l’alloro in cucina, tra piatti profumati, liquori e tisane digestive
Sappiamo bene che l’alloro è una delle erbe aromatiche più versatili: le sue foglie, fresche o essiccate, intere o tritate, vengono aggiunte soprattutto nelle preparazioni a lunga cottura, dove rilasciano lentamente il loro profumo. Essendo molto intenso, bastano un paio di foglie per dare quel tocco caratteristico a brodi, stufati, brasati e ragù, ma anche nelle zuppe e nei contorni a base di legumi, come fagioli e lenticchie. Si abbina bene agli arrosti di carne, alla selvaggina, alle patate al forno, oltre a essere un perfetto ingrediente nelle marinature e nelle conserve sott’olio o sott’aceto. Molto popolare è il suo utilizzo in infusi e tisane, tradizionalmente consumate dopo i pasti visto il potere digestivo dell’alloro. A proposito, con le foglie si preparano anche liquori tradizionali, tipo l’allorino, ottenuto lasciando macerare l’alloro nell’alcol insieme a zucchero e, a volte, scorze di agrumi.

Grazie al suo aroma penetrante, l’alloro trova spazio anche in usi alternativi in casa. Può rivelarsi utile come repellente naturale per insetti e parassiti: un classico rimedio della nonna era quello di chiudere le foglie in barattoli o sacchetti di tela da mettere in dispensa e nei cassetti, così da scoraggiare tarme, formiche e mosche, che mal sopportano l’odore.