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5 Maggio 2022
15:00

A Singapore hanno inventato il vino alla soia: è ricavato dagli scarti del tofu

A Singapore hanno ideato e messo a punto il primo vino di soia al mondo. Un'azienda locale, partendo dai liquidi di scarto della lavorazione del tofu, ha ottenuto una bevanda alcolica e dalle note fruttate. Le opinioni di chi l'ha provato.

A cura di Alessandro Creta
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Dalla pagina Facebook Sachi

Definirlo vino, probabilmente, è un po’ azzardato. Stando almeno a chi l’ha provato. Se l'obiettivo era far parlare di sé, però, questo prodotto ha fatto centro: sta facendo il giro del mondo la notizia del primo vino ricavato dalla soia, precisamente dal liquido di scarto della lavorazione del tofu, messo a fermentare in speciali serbatoi con l’aggiunta di zucchero e lieviti. Tutto per merito di un'azienda di Singapore, la quale ha impiegato 5 anni per mettere a punto il suo speciale prodotto.

Dolce e con tonalità di frutta bianca, capace di sposarsi al meglio con un tagliere di formaggi o un dessert, gradazione alcolica vicina ai 6 gradi. Apparentemente, leggendo questa fugace descrizione, sembrerebbe un normalissimo vino, nonostante il basso tenore alcolico. Ciò che lo caratterizza maggiormente però è tutto il processo di lavorazione che c'è dietro alla sua realizzazione. Niente uve, solamente liquidi derivati dalla soia.

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È la nuova trovata di un’azienda di Singapore: la SinFooTech ha deciso di produrre un vino a dir poco non convenzionale. Si chiama Sachi, letteralmente significa “felicità” e si tratta a tutti gli effetti di un unicum nel suo genere. Una sorta di versione liquida del tofu, direbbe qualcuno: e in effetti con il caglio di semi di soia ha decisamente molto in comune. Il vino, infatti, viene prodotto dai suoi stessi liquidi di scarto.

Come si fa il vino di soia

A Singapore hanno messo a punto un sistema ingegnoso per recuperare e rivalorizzare le acque reflue di un vicino centro di produzione di tofu per realizzare, appunto, il Sachi. I rifiuti vengono raccolti e portati in una distilleria, dove sono lavorati velocemente per evitare che il siero del tofu si deteriori.

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Al liquido i brewers aggiungono zucchero e lievito, poi la fermentazione avviene in un serbatoio dove il tutto viene lasciato tra le due e le sei settimane prima dell’imbottigliamento, previo filtraggio per eliminare le impurità. Ne esce una bevanda alcolica che non supera i 6 gradi, ma probabilmente definirla vino è un po’ azzardato. Stando almeno alle parole di chi l’ha assaggiato, come il giornalista di Spill Magazine Dannor Har, il quale ha affermato come: “Se la gente dovesse berlo aspettandosi del vino rimarrebbe delusa. Credo sia qualcosa a sé stante e la gente dovrebbe berlo pensandolo in questo modo”. Allo stesso tempo, per le sue note fruttate e dolci, potrebbe essere ottimo per accompagnare i dessert.

Curiosi di sapere quanto costa il vino di soia? Una bottiglia da mezzo litro viene proposta al pubblico a 35 euro circa, mentre quella da 187 ml a 15 euro. L'azienda propone il Sachi anche in differenti gusti: da poco in commercio si possono trovare quelle al lychee e rosa, pesca e oolong, yuzu e bergamotto.

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A cura di
Alessandro Creta
Laureato in Scienze della Comunicazione prima, Pubblicità e Marketing poi. Giornalista gastronomico per professione e mangiatore seriale per passione, mi piace navigare tra le pieghe del cibo, perché il food non è solamente cucina, ristoranti e chef. Appassionato di olio evo ma anche di viaggi, sono particolarmente incuriosito da cibi strani e sconosciuti. Mi fate felice con un Verdicchio. Mi trovate su Instagram: @cretalex
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