Spegnere il pc e aprire un libro. D'estate è molto più semplice e che sia in versione cartacea o digitale, un testo è sempre un'ottima compagnia per i pomeriggi in spiaggia, per il fresco in pineta o dopo un sentiero in montagna. È anche il momento prezioso per approfondire passioni in fatto di vino e cibo leggendo qualche ultima uscita o andando a rispolverare alcuni classici del settore editoriale enogastronomico; anche Cookist ha voglia di dare un po' di consigli per gli acquisti tra romanzi, saggi e biografie.

Il vino perfetto di Jamie Goode, edizione Ampelos

Un titolo che di per sé è già una provocazione, perché tutti sanno che il vino perfetto non esiste. Qui l'autore però, forte della sua preparazione, cerca di far capire quanto il confine tra ciò che consideriamo un difetto e ciò che riteniamo un pregio non sia poi tanto netto. Jamie Goode è un noto giornalista e critico enologico londinese che sa come demistificare la scienza che sta dietro la differenza tra una buona bottiglia e una poco apprezzabile. In rassegna vengono passati tutti i classici difetti del mondo del vino, dall’odore di tappo all'acidità volatile fino agli aromi e ai sapori sgradevoli, ma il punto è: davvero è da considerare tutto negativo o vi sono dei particolari in grado di rendere un calice più intrigante? Questione piuttosto spinosa e contemporanea che qui viene affrontata avvalendosi di ricerche scientifiche, di testimonianze dirette di enologi e produttori e del know-how dello stesso autore.

Le divoratrici di Lara Williams, Blackie Edizioni

Occupare un posto nel mondo e occuparlo anche con il proprio peso. L'idea fondante del Supper Club è questa, mangiare, anzi ingozzarsi, per conquistare spazio e affermare la propria fame di vivere. Al centro di tutto ci sono Roberta, la protagonista non ancora trent'enne e fortemente frustrata sul lavoro e nelle relazioni sentimentali, e Stevie, l'amica del cuore che porta scompiglio. Da loro nasce il collettivo di donne stanche di dover dire o fare tutto quello che gli altri si aspettano e la liberazione si afferma innanzitutto attraverso il cibo. Le riflessioni che il libro lancia sono diverse, tra tutte c'è quella di un paradosso duro a morire, ovvero quello che più lo spazio fisico di un corpo è ridotto e più lo spazio sociale si amplia. Se sei magra sei meglio accolta, se occupi troppo spazio fisico il tuo orizzonte sociale si riduce. La scrittrice britannica al suo esordio dedica il romanzo agli appetiti delle donne e a quanto è complicato rivendicarli senza essere giudicate.

Il cibo come cultura di Massimo Montanari, Editori Laterza

Tre decadi per questo testo che possiamo senza dubbio annoverare nella lista della saggistica di valore dedicata al cibo. Montanari è un medioevalista di fama mondiale e un colto storico della gastronomia che parte dalla dicotomia Natura/Cultura. Il volume prende infatti spunto dalla contrapposizione tra cibo e natura e si pone il problema di come l'uomo sia l'unico animale in natura che non consuma il cibo come gli si presenta davanti in natura, ma al contrario lo modifica, lo trasforma a seconda delle sue esigenze, delle sue preferenze, della sua identità. Ecco che allora il cibo da elemento della natura diventa elemento della cultura in quanto inventa e trasforma il mondo. Un piatto di spaghetti al pomodoro non è solo un cibo, ma è il simbolo dell'identità culturale di un paese.

Un corpo nuovo. Conosci il tuo grasso sano e vivi in salute (e a lungo) di Pier Luigi Rossi, Aboca edizioni

No, non è un colpo basso proporre un libro del genere durante l'estate quando siamo decisamente più svestiti che vestiti. Non pensate a un testo che raccoglie diete miracolose o sessioni di workout estenuanti. L'autore esordisce così: "La Natura ci ha donato il grasso corporeo, ma il nostro comportamento errato ha trasformato il dono in malattia. Sta a noi vivere il nostro grasso corporeo come sorgente di salute e di longevità; il futuro è dentro di noi". Ecco cos'è questo testo, un libro che ci accompagna in un percorso di consapevolezza e conoscenza per riuscire ad evitare un eccesso di grasso, così come una sua dannosa riduzione, per vivere in salute metabolica, ormonale e immunitaria. Tramite il metodo molecolare di alimentazione consapevole riusciamo a compiere una riprogrammazione metabolica, perdere peso ed esaltare il nostro grasso sano, per vivere in salute e raggiungere una longevità sia estetica che funzionale, evitando il decadimento cognitivo-cerebrale.

Il linguaggio del vino di Francesco Annibali, Edizioni Ampelos

Questo è innanzitutto un atto d'amore che Francesco Annibali dedica al suo mestiere, che è quello di degustatore e critico enologico nonché giornalista del mondo del vino. Forte dei suoi studi di semiotica – è stato allievo di Umberto Eco – riflette e indaga sul senso delle parole e dei costrutti che usiamo per descrivere un vino. È un pezzo del linguaggio ordinario o è una forma di comunicazione a sé stante? Lo scrittore sembra propendere per la seconda ipotesi e paragona il mondo enologico scritto e parlato a quello del cinema e del teatro, mondi che hanno in comune un'affascinante dimensione onirica, anche indicibile talvolta, ma che va comunque espressa e resa comprensibile. Ecco allora che la necessità di rigore incontra anche la leggerezza e la fantasia, ma sempre partendo dal presupposto che un vino è, a tutti gli effetti, un testo, "alla pari dell’XII Canto dell’“Inferno” e che quindi fa capo ai processi di significazione che le comunità parlanti danno al linguaggio che usano.

Kitchen Confidential di Anthony Bourdain, Feltrinelli

Di Anthony Bourdain non si finirà mai di parlare. Le ragioni sono tante, non ultima la prematura scomparsa per suicidio qualche anno fa e il film documentario sulla sua vita che uscirà a breve nelle sale. Insomma un personaggio che, malgrado tutto, sa essere sempre attuale, anche in assenza. Ecco perché leggere o rileggere Kitchen Confidential può essere anche utile, soprattutto alla luce di quanto è accaduto nel mondo della ristorazione a causa della pandemia. Argomenti quali la durezza, la discriminazione, le vessazioni economiche e umane all'interno delle cucine erano già tutti ampiamenti descritti dal famoso cuoco di New York. Il suo è il racconto di un vero viaggio all'inferno, ma in questo caso tra i fuochi delle cucine che bruciano e stritolano ogni cosa se non si ha la tempra giusta per resistere o andar via. C'è tuttavia sempre un inno al cibo e al corpo che lo ospita che deve saper godere di quello che mangia, ogni volta accogliendolo come una festa. Un libro bello e disperato.

Sushi. Estetica e Tecnica di Jiro Ono, Gribaudo

Un libro semplice semplice su qualcosa di molto complicato come il sushi. Un'impresa non facile che, affidata a un maestro come Jiro Ono, riesce però ad andare a segno. È infatti attraverso la sua esperienza che ci muoviamo con cautela all'interno della cucina giapponese, partendo dagli ingredienti e dalla ricetta perfetta per il riso, per arrivare alle tecniche di arrotolamento dei maki e ai vari tagli del pesce. Molto dotta e importante è la parte dedicata alla terminologia e alla gamma di utensili necessari. Il tutto molto ben illustrato.

Il Metodo Cilento di Luciano Pignataro e Giancarlo Vecchio, Mondadori

La piacevolezza di questo libro sta nel mix ben riuscito di storie e fonti raccolte da un giornalista di lungo corso come Luciano Pignataro e le pagine scientifiche scritte da un oncologo di fama mondiale come Giancarlo Vecchio. Assieme non forniscono dogmi, ma di certo, a partire dalle loro esperienze personali, sono grandi sostenitori del Metodo Cilento, ovvero uno stile “slow life” fatto di cibi sani – vedi alla voce Dieta Mediterranea – ritmi più lenti, uso intelligente e parsimonioso dei mezzi tecnologici, riscoperta di una socialità reale. Tutte caratteristiche che hanno fatto di questo pezzo di Campania uno dei territori più studiati al mondo in tema di longevità e aspettativa di vita. Quindi non aspettatevi un vademecum ma una storia vera – avallata da narrazioni e dati scientifici – che può essere fonte di ispirazione.

Amber Revolution di Simon J. Woolf, Edizioni Ampelos

Non chiamateli macerati, peggio ancora “maceratoni” in segno di scherno. Vini d’ambra o ambrati suona indubbiamente meglio. Ed è ambrata la rivoluzione di cui parla Simon J. Woolf nel testo che ha ufficializzato la presenza di un genere enologico ben preciso. La traduzione in italiano, arrivata qualche tempo fa, era doverosa: l’Italia e in particolare il Friuli, con il Carso e la parte confinante della Slovenia, rappresentano il territorio di rinascita di vini che hanno la loro origine nell’area caucasica. Se siete appassionati del genere – ma anche se siete solo curiosi della storia dei vini – potrete conoscere ogni aspetto di questo lungo percorso storico che va ben aldilà di una moda passeggera. I vini macerati, pardon ambrati, sono qui per rimanere e per ritagliarsi il proprio spazio accanto ai grandi classici dell’enologia. Questo testo era ciò che serviva per dare “dignità letteraria” agli orange wine.

The World Atlas of Wine di Jancis Robinson e Hugh Johnson

Coppia vincente non si cambia. Il duo britannico Robinson-Johnson rappresenta una pietra miliare della divulgazione enologica e il loro atlante esiste dal 1971. Arrivato all’ottava edizione, questo testo rimane un punto di riferimento per gli appassionati di cartografia del vino. Piace agli studenti e ai winelover grazie a carte regionali molto dettagliate e a uno stile rigoroso, ma non freddo e compilativo. Per raccontare i cambiamenti della scena vinicola mondiale rispetto alla penultima edizione, la versione più recente è cresciuta in dimensione fino ad arrivare a 416 pagine con 22 nuove mappe, approfondendo regioni vitivinicole finora poco battute come Uruguay o Brasile. Molto interessante anche il primo capitolo che si intitola “Degustare e parlare di vino”, una sorta di lezione generale che fornisce gli strumenti base per affrontare al meglio il resto del volume.