
Tra lavoro, famiglia e vari impegni quotidiani, abbiamo sempre meno tempo da dedicare alla cucina e per questa ragione la tentazione di affidarsi a pasti pronti e soluzioni fast è fortissima. In questo scenario, zuppe pronte e minestroni surgelati appaiono un'ancora di salvezza a cui potersi aggrappare, soprattutto nelle serate più "difficili" e in cui siamo maggiormente stanchi. D'altra parte parliamo pur sempre di verdure, legumi e talvolta cereali, ingredienti salutari e che vanno inseriti all'interno di un'alimentazione varia ed equilibrata.
Tuttavia, non dobbiamo dimenticare che si tratta di prodotti industriali e che al loro interno possono contenere ingredienti che dovremmo limitare, o meglio ancora evitare, il più possibile: quantità elevate di sale, aromi, conservanti, addensanti, oli di scarsissima qualità e altre sostanze utilizzate per migliorarne il sapore e prolungarne la conservazione. Ma allora questi prodotti fanno male alla salute e andrebbero eliminati del tutto dalla nostra dieta? La risposta, come spesso accade in ambito nutrizionale, è: dipende.
Con l’aiuto del nostro esperto di fiducia, il biologo e nutrizionista Simone Gabrielli, cercheremo di capire come leggere l'etichetta di zuppe e minestroni, per capire cosa contengano davvero, quali sono i rischi di un consumo abituale e, soprattutto, come imparare a sceglierli con consapevolezza.
Zuppe pronte e minestroni surgelati: fanno bene o male?
La risposta breve e onesta è: dipende dal prodotto e da quanto spesso li consumiamo. "Non sono ‘cibo spazzatura' per definizione – ci spiega Gabrielli -. Possono essere una soluzione pratica quando non si ha tempo di cucinare e, in alcuni casi, sono nutrizionalmente più dignitosi di quanto si pensi. Ma non sono nemmeno equivalenti a una zuppa fatta in casa".
La differenza vera sta proprio negli ingredienti, nel loro grado di lavorazione e nel contenuto di sale. In linea generale, minestroni e zuppe pronti possono rappresentare una buona strategia per aumentare il consumo di fibre e di vegetali, laddove sono carenti, ma è necessario prestare attenzione a ciò che si sta acquistando e leggere attentamente lista degli ingredienti e tabella nutrizionale.
Molte zuppe pronte del banco frigo, ad esempio, subiscono processi di pastorizzazione che, se da un lato garantiscono che il prodotto sia sicuro dal punto di vista alimentare, dall'altro lo rendono più povero sotto il profilo nutritivo, riducendo la disponibilità di alcune vitamine termolabili, come la vitamina C. Inoltre, per rendere queste pietanze maggiormente palatabili, l'industria aggiunge spesso zuccheri, amidi modificati o grassi di scarsa qualità.
Dunque, non sono dannosi di per sé, ma un consumo esclusivo e poco consapevole di questi alimenti può contribuire a carenze nutritive e a un eccesso di sodio, e in prospettiva essere dannosi per la salute.

Zuppe pronte vs minestroni surgelati: cosa contengono davvero?
Apparentemente simili, zuppe pronte e minestroni surgelati sono due prodotti assai diversi, sia per ingredienti sia per qualità nutrizionale. Per questo va fatta una distinzione: i minestroni surgelati sono in genere composti da verdure, già mondate e tagliate, e talvolta legumi e cereali. Non contengono condimenti, grassi aggiunti o sale, fatta eccezione per quelle versioni già “condite”.
"Dal punto di vista nutrizionale, sono semplicemente verdure congelate e il surgelamento è un metodo di conservazione che mantiene abbastanza bene vitamine e minerali. Infatti ha poco senso chiedersi se siano meglio fresche o surgelate: la differenza la fa la lista degli ingredienti, non la temperatura di conservazione", spiega l'esperto.
Per quanto riguarda le zuppe pronte la composizione è decisamente più variabile e la lista degli ingredienti si allunga un bel po'. Queste possono contenere: verdure, legumi, cereali, ma anche oli vegetali, sale, aromi, conservanti e talvolta addensanti, stabilizzanti o amidi modificati. Il nodo cruciale è capire quanto sale contengano e verificare se sono stati aggiunti grassi – e nel caso in che quantità – e l'eventuale presenza di zuccheri o additivi.
"Il problema degli additivi non è che sono pericolosi di per sé, ma se ci sono vuol dire che devono correggere qualcosa, forse qualche ingrediente di scarsa qualità o il sapore", puntualizza il nutrizionista. Ovviamente, va anche detto che non tutte le zuppe pronte sono uguali: alcune hanno liste di ingredienti molto pulite, altre decisamente meno, per questo è importante imparare a leggere attentamente e con consapevolezza le etichette.
Quindi, chi vince il confronto? Il primo posto del podio se lo aggiudica un minestrone surgelato semplice, realizzato con solo verdure e nient'altro: si tratta di un’ottima soluzione, pratica e comoda per chi è sempre di corsa e ha poco tempo da dedicare alla cucina. Sale e olio extravergine di oliva vengono aggiunti solo in una fase successiva di cottura e quindi possono essere perfettamente dosati.
Una zuppa pronta confezionata con ingredienti semplici e poco sale può essere una scelta accettabile e che saltuariamente è possibile fare. Al contrario, una zuppa pronta molto sapida, ricca di oli e con ingredienti poco chiari non è un'opzione interessante dal punto di vista nutrizionale e andrebbe limitata, oppure evitata, il più possibile.
"Dipende tutto dalla frequenza di consumo – prosegue Gabrielli -; se capita una volta ogni tanto di mangiare una zuppa pronta con gli ingredienti non propriamente top, non succede nulla, ma se costantemente preferiamo queste a minestroni di solo verdura allora inizia a essere un problema".

Come scegliere zuppe pronte e minestroni surgelati: gli ingredienti
Per compiere una scelta davvero consapevole, l'unica soluzione è affidarsi a una lettura attenta della lista degli ingredienti, che deve essere innanzitutto corta e chiara. Diversi sono gli elementi a cui è necessario prestare attenzione.
- Ordine degli ingredienti: questi sono elencati in ordine decrescente di quantità e quindi un buon prodotto dovrebbe avere al primo posto sempre e solo le verdure (dovrebbero costituire almeno il 50-60 per cento del totale);
- il contenuto di sale: l'Organizzazione mondiale della sanità consiglia di non superare i 5 grammi di sale al giorno e alcune zuppe pronte ne contengono già metà della dose giornaliera in una singola porzione (orientiamoci su prodotti con meno dello 0,6-0,8 grammi di sale per 100 grammi);
- presenza di grassi: è preferibile che non ci fossero, ma, qualora non avessimo altra scelta, optiamo per prodotti realizzati con olio extravergine di oliva, ma in piccole quantità; evitiamo quelli che riportano diciture generiche come "oli vegetali" o che contengano panna e burro per conferire maggiore cremosità;
- additivi e zuccheri: aggiunti allo scopo di conservare e migliorare sapore, colore e consistenza del cibo, è bene evitarli del tutto; un buon prodotto, realizzato con ingredienti di qualità, non ha bisogno di zuccheri aggiunti o esaltatori di sapidità per essere gustosa.
Cosa deve comprendere una buona lista di ingredienti? "Idealmente deve contenere verdure, legumi, cereali, olio extravergine (in piccola quantità) e sale; meno ideale, è la presenza di aromi generici, addensanti inutili, zuccheri aggiunti e grassi vegetali non specificati".
Quando leggiamo, tra questi, il glutammato monosodico, rimettiamo il prodotto in questione sullo scaffale o nel banco frigo/surgelati: si tratta di un esaltatore di sapidità utilizzato per mascherare la scarsa qualità delle materie prime impiegate o la mancanza di gusto dei vegetali stessi; lo stesso dicasi per destrosio e sciroppo di glucosio, zuccheri sfruttati per rendere il prodotto ancora più appetibile, e amidi modificati, utili per dare una texture cremosa e vellutata anche quando la percentuale effettiva di verdure è bassa.
In conclusione, i minestroni surgelati semplici sono spesso una scelta pratica e nutrizionalmente valida, ottima per venire incontro ai nostri ritmi quotidiani, sempre molto frenetici. Per le zuppe pronte il discorso è un po' diverso: non sono il male assoluto e possono andare bene, ma vanno lette attentamente le etichette. "Non è il fatto che siano ‘pronte' a renderle buone o cattive, ma quanto sono lavorate, quanto sale contengono e quanto sono semplici gli ingredienti", conclude Gabrielli.
Come sempre: meglio un prodotto semplice e ben formulato che un’alternativa apparentemente “artigianale", ma ricca di sale e grassi nascosti.