Milano elimina la tassa sul suolo pubblico per bar e ristoranti. "Cominciate a pensare di quali spazi all’aperto avrete bisogno", ha annunciato il sindaco Beppe Sala tramite un video sui social: l’iniziativa rende il capoluogo lombardo la prima grande città italiana a ufficializzare questa mossa di sostegno alle imprese, anche se non dovrebbe restare l’unica. La sindaca di Roma, Virginia Raggi, ha promesso che anche dal Campidoglio ci saranno novità importanti, stesso discorso per De Magistris su Napoli. Inoltre in questi giorni l’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) sta chiedendo un contributo al governo per poter esentare bar e ristoranti dal pagamento della tassa sui rifiuti, o della tassa di occupazione suolo per il periodo in cui sono stati chiusi.

Cosa dice la delibera di Milano

Il testo approvato sarà in vigore fino al 31 ottobre ed esula tutti gli esercenti, sia quelli che hanno strutture mobili che quelli che hanno strutture permanenti all’esterno. Questi ultimi pagano un canone annuale, già prefissato, ma per i mesi di marzo, aprile e maggio sono esentati; la parte del canone relativa ai due mesi precedenti può essere pagata in 3 rate.

La delibera specifica che il comune deciderà se aumentare le zone pedonali per favorire la posa dei tavoli che per motivi logistici non sono sempre in prossimità dell’esercizio commerciale.

La normativa è molto permissiva: il professionista potrà decidere di eliminare posti auto, posizionare tavoli, sedie e ombrelloni, anche lateralmente alla propria attività; se gli altri commercianti saranno d’accordo, c’è la possibilità di usare aree verdi, porzioni di parchi o giardini. Il tutto dovrà essere eseguito seguendo le regole imposte dal governo Conte, nel pieno rispetto per la salute pubblica.

Come richiedere i tavolini all’aperto a Milano? Tutte le richieste potranno essere presentate in via telematica e saranno istruite ed autorizzate dall’amministrazione comunale entro 15 giorni. La giunta ha preparato un documento molto esaustivo con immagini ed esempi esplicativi per spiegare in maniera approfondita la questione.

Le altre città che hanno eliminato la Tosap

Già citata Roma con la promessa di Virginia Raggi di qualche settimana fa, stessa promessa fatta anche da Luigi De Magistris, sindaco di Napoli. Ad oggi i due comuni non si sono ancora espressi ufficialmente ma tante città italiane, più piccole, hanno tolto la tassa sul suolo pubblico.

Questo è il caso di Molfetta ad esempio, in Puglia che, come Milano, esonera i ristoratori dalla tassa fino a ottobre e concede la possibilità di ampliamento esterno del 100%. I moduli pubblicati sul sito ufficiale del comune sono molto chiari e spiegano oneri e onori a tutti quelli che vogliono partecipare.

Stesso discorso anche per Reggio Emilia, che ha emanato questo documento già ad aprile, rivolto a tutti i commercianti e non solo ai ristoratori; idem per la Regione Sicilia che proprio in questi giorni stilerà le linee guida per fare la richiesta.

Discorso leggermente diverso per Parma che nella delibera non parla di eliminazione della tassa ma di agevolazioni. Obiettivo della giunta comunale è semplificare la burocrazia, più che eliminare la tassa. La soluzione, esposta in questo documento, è stata raggiunta di comune accordo tra le forze politiche e le associazioni di categoria.