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20 Aprile 2026 15:14

Vacche trascinate a terra e carne infetta: l’orribile realtà dei macelli svelata da Report

Una nuova indagine condotta da Giulia Innocenzi svela, tra molte difficoltà, cosa succede dietro i cancelli del macello Troni: animali agonizzanti e incapaci di muoversi, abbattuti e trascinati con le catene, e carne contaminata che finirebbe direttamente nei prodotti che consumiamo.

A cura di Arianna Ramaglia
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Siamo di nuovo qui a parlare di un argomento che riusciamo a trattare con fatica. Ad aprirci gli occhi è, ancora una volta, un'inchiesta di Report firmata da Giulia Innocenzi che è entrata nelle zone d'ombra del macello Mario Troni a Monzambano, in provincia di Mantova. Attraverso le testimonianze di un operaio e le immagini catturate, emerge una realtà sconcertante: vacche "a terra", malate o ferite, non più in grado di alzarsi, che vengono stordite e macellate nonostante i divieti, insieme a tagli di carne compromessi da sangue e infezioni. Una materia prima che sembra finisca direttamente negli hamburger che consumiamo.

La triste (e illegale) realtà delle "vacche a terra"

Il servizio, intitolato "Le rotte", si apre con una bastonata sulla telecamera del videomaker nel tentativo di impedire le riprese. Un inizio poco rassicurante che anticipa ciò che si nasconde dietro quei cancelli: bovini a terra, agonizzanti e incapaci di muoversi autonomamente. Si tratta delle cosiddette "vacche a terra" che, per legge, dovrebbero essere escluse dalla macellazione destinata al consumo umano, proprio per i rischi legati alle loro condizioni di salute. Come spiega il medico veterinario Dario Buffoli, consulente delle forze dell'ordine, un animale finisce "a terra" quando "ha una particolare patologia e non produce più una quantità di latte necessaria per un buon guadagno dell'azienda". In questo caso, le vacche, non riuscendo a reggersi più sulle proprie zampe, vanno uccise in allevamento e successivamente portate al macello per essere sezionate, seguendo rigidi protocolli. Ma, come mostrato dalle immagini, molte di loro vengono trascinate fuori dai camion senza le dovute precauzioni igieniche, come un sacchetto intorno alla testa necessario perché "la iugulazione – la recisione dei vasi sanguigni del collo, ndr – può essere una porta di ingresso per i batteri" spiega Buffoli.

Nel macello Troni si vedono arrivare addirittura vacche a terra ancora vive, con lesioni evidenti, che vengono abbattute sul posto con una pistola captiva, per poi essere trascinate con catene metalliche verso la macellazione, raccogliendo lungo il tragitto i batteri presenti sul suolo. Una situazione resa possibile, a quanto pare, anche dall'omissione di controllo da parte di un veterinario presente che, per legge, dovrebbe bloccare queste procedure. Una realtà smentita, nonostante le immagini, dalle dichiarazioni del titolare, Raoul Troni, che ai microfoni rassicura che la presenza di vacche a terra non riguarda il loro stabilimento e che ci sono "4-5 veterinari che controllano solo questo".

Carne infetta che finisce negli hamburger

"Non c'è mai fine al peggio" come si suol dire e questo caso non fa eccezione. Perché la situazione non migliora neanche nelle successive fasi del disosso e del sezionamento. Quello che viene mostrato non è molto diverso da ciò che è stato scoperto qualche mese fa negli stabilimenti della Bervini: attraverso gli occhi e le parole di un operaio che lavora all'interno del macello, si vedono pezzi di carne segnati da traumi e, in alcuni casi, da evidenti infezioni, con tanto di fuoriuscita di pus. Purtroppo, però, questi pezzi non vengono scartati, ma lavorati e venduti, seguendo un'unica direttiva: "Recuperare più carne possibile". Anche le parti più purulente, una volta rifilate alla meglio, vengono inviate alla lavorazione e vendute addirittura come tagli pregiati o, più spesso, macinate per la produzione di hamburger per i fast food. Di fronte a queste evidenze e alle domande della Innocenzi, Raoul Troni non ha risposto, invitandola ad andare via. Ed è proprio per evitare di mostrare tutto questo che, probabilmente, sono state prese a sprangate le videocamere, come sospetta la stessa giornalista.

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