Foto dalla pagina Facebook di Villa Adriana
in foto: Foto dalla pagina Facebook di Villa Adriana

Una scoperta incredibile al complesso architettonico di Villa Adriana, la meravigliosa residenza imperiale di Tivoli costruita nel II Secolo dall'imperatore Adriano. Gli studiosi hanno scovato un'isola che emerge, con l'effetto di galleggiare, su un'enorme piattaforma di marmo raggiungibile solo attraverso un sistema di passerelle meccaniche. A queste passerelle, come le scale di Hogwarts in Harry Potter, "piace cambiare" per amplificare lo spettacolo e la suggestione dell'isolotto imperiale. Qui Adriano e sua moglie Vibia Sabina facevano colazione con un sontuoso banchetto preparato dai servi dell'imperatore.

L'archeogastronomia sta vivendo un grande periodo. Non molto tempo fa è stata confermata l'esistenza della bottiglia d'olio più antica del mondo, ritrovata al Museo Archeologico di Napoli grazie ad Alberto Angela e risalente al tempo dell'eruzione del Vesuvio che ha seppellito Ercolano. A proposito di scavi campani, a inizio 2020 è stato scoperto anche un primordiale banchetto da street food. All’interno delle ciotole resti delle pietanze: dall’agnello alle lumache, fino a una sorta di "paella". Ritrovati anche resti di una bottiglia contenente del vino con delle fave messe a macerare.

Un'isola lussuosa in mezzo al silenzio

Villa Adriana è il covo di pace e tranquillità che l'imperatore romano ha cercato per tanto tempo. Ancora oggi, dopo anni di scavi, ci regala incredibili scoperte. L'ultima, l'isola "della colazione", è stata ritrovata da un'equipe tutta spagnola proveniente dall'Università di Siviglia, con a capo il professor Raphäel Hidalgo Prieto. Gli studiosi definiscono quest'isolotto come "il triclinio acquatico per la colazione".

Foto dalla pagina Facebook di Villa Adriana
in foto: Foto dalla pagina Facebook di Villa Adriana

Si legge dalla pagina Facebook di Villa Adriana che "la novità emersa è un triclinio in marmo, sul quale si poteva banchettare semisdraiati, secondo l’uso antico, ma a pelo d’acqua, poiché la struttura costituiva una vera e propria isola di marmo in una sorta di ninfeo. L’unicità, il lusso e l’esclusività del triclinio, inquadrato da fontane e prospettante su un’area sistemata a giardino, suggeriscono senza dubbio la frequentazione imperiale. Alla preziosità dell’ambiente dovevano associarsi le sonorità, i profumi, le declinazioni climatiche dei giardini e dell’acqua, creando uno spazio raffinato e sfarzoso, che doveva esaltare la sensorialità dei frequentatori". Un luogo magico che deve aver rappresentato un grandissimo vanto per Adriano e Vibia.

Il direttore del complesso archeologico, Andrea Bruciati, dice che "Villa Adriana è oggi più che mai un attivo cantiere di studi e una fucina di saperi e novità". L'elemento acquatico è fondamentale perché, alle spalle dell'isola, c'è un sistema di fontane che fanno sgorgare zampilli d'acqua, mentre al centro c'è una finestra per godersi la luce mattutina. L'archeologo, intervistato dal Messaggero, spiega che "dobbiamo immaginare l’imperatore posto sulla pedana marmorea che misurava circa quattro metri di lato, circondata a filo dall’acqua che riempiva il resto dell’ambiente. Alle spalle aveva le due fontane e la finestra da cui entrava la luce accentuando l’effetto delle figure imperiali in controluce. In questo modo Adriano poteva osservare tutto il resto della sua corte, amplificando la suggestione della sua presenza che poteva essere vista e non vista".