
Comodi da usare, facili da pulire, belli da vedere e anche amici dell’ambiente: gli utensili e gli stampi in silicone sono dei validissimi alleati in cucina, sempre più diffusi proprio perché sono leggeri e flessibili, consentono di sformare più facilmente le preparazioni nel caso degli stampi, resistono molto bene alle alte temperature e possono essere riutilizzati tantissime volte prima che si rovinino, motivo per cui ti aiutano anche a ridurre gli sprechi (per esempio delle teglie usa-e-getta in alluminio). Tuttavia, per quanto comodo e utile, il silicone rimane una plastica e più di qualcuno ha sollevato dei dubbi riguardo alla sua sicurezza, in particolare riguardo alla possibilità che il materiale rilasci nel cibo sostanze indesiderate. Cosa c’è di vero? Il silicone alimentare è sicuro o usarlo comporta il rischio di contaminare gli alimenti? Ecco tutto quello che devi sapere su questo materiale, dalle normative che ne regolano la produzione al modo migliore per usarlo in sicurezza.
Che cos’è il silicone per alimenti e cosa deve avere per essere a norma
Il silicone per alimenti è una gomma elastica a base di silicio e ossigeno, con gruppi organici contenenti carbonio e idrogeno, un materiale artificiale a base di silicio, progettato per essere elastico, resistente e adatto al contatto con gli alimenti. Questa composizione lo rende un materiale davvero molto particolare, in grado di garantire alcune caratteristiche che si rivelano molto utili in cucina:
- ha un’ottima resistenza alle temperature sia alte sia basse: è il caso degli stampi per dolci che resistono fino a una temperatura di 230 °C e degli stampini per ghiaccio che possono essere utilizzati fino a -60 °C;
- permette un’eccellente distribuzione del calore;
- consente isolamento elettrico, antiaderenza e idrorepellenza;
- ha un’ottima elasticità e comprimibilità: dopo l'utilizzo gli utensili in silicone possono essere ripiegati su sé stessi e conservati in poco spazio;
- è molto resistente agli agenti chimici e al deterioramento, caratteristica che ti permette di conservare utensili e stampi in silicone a lungo.

Il silicone per alimenti sembra essere il materiale perfetto, eppure ciclicamente vengono ancora sollevati dubbi sulla sua sicurezza, tanto che sono diversi gli studi mirati a comprendere se e quante sostanze chimiche possono passare dal materiale all'impasto contenuto. Un recente studio, pubblicato sul Journal of Hazardous Materials, ha analizzato diversi stampi in silicone per capire se e come le sostanze di cui sono composti possono arrivare fino a noi: hanno effettivamente rilevato la presenza di silossani ciclici nel materiale dello stampo in una quantità variabile da 680 a circa 4.300 microgrammi, ma si tratta di misure che non rappresentano un pericolo immediato per la nostra salute. Non solo, è stato anche confermato che la percentuale si è abbassata di circa il 95% solo dopo tre cicli di cottura, continuando a diminuire dopo ogni utilizzo.
A supporto della sicurezza alimentare c’è anche un’analisi condotta da Altroconsumo nel 2022: sono stati condotti alcuni test per valutare la quantità di sostanze che migrano dagli stampi, prendendo in esame 44 stampi in silicone, acquistati in nove Paesi europei. Il risultato anche in questo caso è stato incoraggiante, soprattutto per i prodotti del nostro Paese, perché una buona percentuale è rimasta entro la soglia di migrazione accettabile. Anche secondo Altroconsumo le quantità riscontrate non rappresentano un pericolo immediato, tuttavia, dato che gli effetti di alcune sostanze non sono ancora completamente noti, è comunque opportuno prendere qualche precauzione quando si utilizza questa tipologia di stampo.

Proprio per questo motivo, anche se il silicone alimentare viene considerato generalmente sicuro, è comunque sottoposto a una serie di normative nazionali e internazionali che ne regolano la produzione, in modo che sia inerte, atossico e rispetti rigorosi limiti di migrazione. Le principali certificazioni includono:
- Regolamento UE (CE 1935/2004): garantisce che il materiale non trasferisca costituenti agli alimenti in quantità tale da mettere a rischio la salute umana.
- Regolamento (UE) 10/2011 – Materie plastiche a contatto con alimenti: anche se specifico per plastiche, è spesso usato come riferimento per criteri di migrazione e limiti nei materiali plastici; comprende parametri usati anche per valutazioni analoghe.
- FDA (Food and Drug Administration): stabilisce i requisiti per l’idoneità al contatto alimentare e quindi è la prova che il silicone non contiene sostanze chimiche nocive e che è sicuro per il contatto con il cibo.
- Dichiarazione di Conformità MOCA (rilasciata dal produttore ai sensi della normativa vigente): fondamentale per attestare che il prodotto (stampi, spatole, guarnizioni) è idoneo all'uso alimentare.
- LFGB (German Food and Consumer Goods Code): test e certificazione riconosciuti in tutta l’UE e spesso più severi del solo FDA.
Regole e consigli per usare al meglio il silicone per alimenti
Alla luce dei test effettuati e delle regole nazionali e internazionali, possiamo affermare che gli stampi e gli utensili in silicone possono essere utilizzati in cucina senza remore. È comunque importante fare attenzione e avere alcune semplici accortezze per non correre alcun rischio: la prima e più importante di tutte è scegliere sempre prodotti di qualità, acquistati da rivenditori sicuri e che, soprattutto, riportino sull’etichetta la normativa alla quale fanno riferimento, certificazione che ti assicura la sicurezza del prodotto che devi acquistare. La seconda buona abitudine è leggere le istruzioni riportate sulla confezione: qui vengono specificate le temperature massime e le modalità di lavaggio a cui può essere sottoposto, per evitare eventuali degradazioni del prodotto; controlla anche che ci sia sempre il simbolo della forchetta e del coltello che certifica l'idoneità al contatto con gli alimenti. Ricorda sempre, prima di usare utensili e stampi nuovi, di lavarli accuratamente prima del primo utilizzo, perché in questo modo residui di produzione e composti volatili possono migrare dal silicone agli alimenti, rischio che il lavaggio riduce drasticamente.

A questo punto non ti resta che iniziare a usare i tuoi stampi e i tuoi utensili in silicone. Anche in questo caso seguire qualche regola può aiutarti a ottimizzare l’utilizzo di questi oggetti e renderli ancora più sicuri:
- fai una cottura di prova, magari con un impasto che non hai intenzione di utilizzare, perché è un procedimento che può ridurre il passaggio di alcune sostanze dannose dallo stampo al nostro cibo (gli studi hanno evidenziato, come spiegato, che più cotture esegui e meno sostanze si trasferiscono dal silicone agli alimenti);
- controlla sempre l’integrità dello stampo o dell’oggetto in silicone e, se è danneggiato, evita di usarlo perché il rischio di contaminazione sarebbe più alto;
- ungi lo stampo con dell'olio o del burro, operazione essenziale soltanto prima del primo utilizzo per garantire la massima antiaderenza ma che non dovrai ripetere successivamente;
- gli stampi in silicone non devono mai entrare a contatto con il fuoco perché potrebbero rovinarsi e diventare inutilizzabili, mentre puoi usarli tranquillamente nel microonde e nel forno;
- gli stampi in silicone possono essere riposti in tutta serenità sia in freezer sia in frigorifero, con qualche piccolissima accortezza. Nel primo caso, spennella l'interno con dell'acqua, mentre nel secondo utilizza l'olio;
- non usare coltelli o oggetti appuntiti, l'uso di questi oggetti può graffiare e rovinare il tuo stampo;
- sì a lavastoviglie e lavaggio a mano, ma senza spugnette abrasive: come nel punto precedente, l'uso di spugnette può danneggiare la superficie degli stampi.