Qualche giorno fa un'equipe di archeologi americani, guidati dagli egittologi Matthew Adams della New York University e Deborah Fishak della Princeton University, ha fatto una scoperta straordinaria in Egitto. Gli studiosi hanno trovato il birrificio più antico del mondo, risalente all'epoca del sovrano egizio Narmer, più o meno 5.000 anni fa. Il ritrovamento è stato fatto nella provincia di Sohaj, a nord di Abidos.

Scrive il Ministero del Turismo e delle Antichità egiziano che "si ritiene sia la fabbrica di birra più antica al mondo. Composta da otto grandi settori, ognuno dei quali conteneva 40 vasche di ceramica usate per riscaldare la miscela di cereali e acqua. Ogni vasca è supportata da accessori di fango, utilizzati per stabilizzare il recipiente. Secondo il dottor Adams la fabbrica produceva circa 22.400 litri di birra alla volta ed era stata costruita in questo luogo per rifornire le persone durante i lunghi rituali funebri messi in atto dai primi grandi re d'Egitto".

In Egitto si produceva birra, molta birra

Che la birra fosse nata in Egitto è storia nota. Anche il primo "spot" pubblicitario della storia riguarda proprio la birra ed è stato fatto grazie ai geroglifici. Questa scoperta sottolinea però la grande passione che gli egizi avevano per questa bevanda. In Egitto si produceva birra e anche in grandi quantità, almeno a giudicare dai ritrovamenti del team americano. Il virgolettato di  Adams sulla pagina del Ministero spiega che "state rinvenute prove che testimoniano la presenza della birra durante i rituali funebri". Il docente della New York University crede che la birra fosse offerta alle divinità come "sacrificio" durante il trapasso.

Le vasche per la birra, foto dalla pagina Facebook del Ministero del Turismo e delle Antichità
in foto: Le vasche per la birra, foto dalla pagina Facebook del Ministero del Turismo e delle Antichità

Che ad Abido ci fosse un birrificio, anche di grosse dimensioni, era in realtà noto fin dagli inizi del ’900, agli albori delle grandi scoperte archeologiche in Egitto. Fino al lavoro dei due professori americani, però, non c'era certezza che si trattasse davvero di un birrificio. I reperti in possesso delle autorità facevano pensare a una sorta di "fabbrica" per essiccare il grano, da cui l'uso dei forni primordiali. I "nuovi" reperti, secondo Abydos Archeology, il giornale dedicato alle missioni sul campo, spalancano una nuova porta sulla comprensione della cultura egizia.

L'archeogastronomia continua a essere protagonista della comunità scientifica mondiale: negli ultimi giorni oltre al birrificio più antico del mondo è stato recuperato anche il triclinio di Adriano, una costruzione monumentale rimasta nascosta a Villa Adriana in cui l'imperatore faceva colazione. Non molto tempo fa è stata confermata l'esistenza della bottiglia d'olio più antica del mondo, ritrovata al Museo Archeologico di Napoli grazie ad Alberto Angela e risalente al tempo dell'eruzione del Vesuvio che ha seppellito Ercolano. A proposito di scavi campani, alla fine del 2020 è stato scoperto anche un primordiale banchetto da street food. All’interno delle ciotole resti delle pietanze: dall’agnello alle lumache, fino a una sorta di "paella". Scoperti anche resti di una bottiglia contenente del vino con delle fave messe a macerare.