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18 Gennaio 2026 16:00

Quando bere la spremuta d’arancia: i consigli dell’esperto per fare un pieno di benessere

Rinfrescante e dissetante, la spremuta d'arancia è una bevanda ricca di vitamina C e di antiossitanti, un toccasana per la salute che ha anche il vantaggio di essere molto piacevole. Ecco come sfruttare al meglio tutti i suoi pregi.

A cura di Federica Palladini
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Intervista a Dott. Daniele Giacalone
Biologo nutrizionista
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Mangiare un’arancia fresca al giorno resta sempre la scelta migliore, perché fornisce (quasi) tutta la vitamina C necessaria e mantiene un’alta quantità di fibre, che si perdono con la spremitura, ma la spremuta d'arancia è un grande classico che "non tramonta mai", come la definisce il dottor Daniele Giacalone, biologo nutrizionista. Si tratta di una bevanda rinfrescante e ricca di proprietà, che specialmente durante la stagione fredda diventa un alleato naturale per il sistema immunitario. Vediamo come valorizzarla al meglio, per capire quando fa davvero bene e gli errori più comuni da evitare.

Quali sono i maggiori benefici della spremuta d’arancia?

La spremuta d'arancia è un vero e proprio concentrato di benessere. Il beneficio più noto è legato al rafforzamento del sistema immunitario, grazie all'elevata presenza di vitamina C, ma come sottolinea Giacalone “le sue proprietà vanno ben oltre”. Ecco quali sono le principali:

  • Antiossidante e antinfiammatoria: l’arancia contiene flavonoidi, carotenoidi e vitamina A che contrastano i radicali liberi e l'invecchiamento cellulare.
  • Salute cardiovascolare: gli antiossidanti esercitano anche un'azione protettiva sul cuore e aiutano a regolare la pressione arteriosa e, nell’insieme, il succo di arancia favorisce l’abbassamento del colesterolo nel sangue.
  • Supporto alla digestione: gli acidi naturali presenti nel succo possono aiutare i processi digestivi.
  • Idratazione: la spremuta fornisce una quota d'acqua significativa, utile per chi fatica a bere correttamente durante il giorno.

Quando bere la spremuta d’arancia e in che quantità?

Il periodo ideale per consumare la spremuta d’arancia e approfittare di tutti i suoi effetti positivi è l’inverno, ovvero quando gli agrumi sono di stagione, preferendo produzioni italiane, come quelle che arrivano dalla Sicilia. Per quanto riguarda le quantità, una singola arancia di grandi dimensioni (circa 200 gr) può già soddisfare il fabbisogno giornaliero di vitamina C in un adulto, che si aggira intorno agli 80 mg: generalmente, per un bicchiere di spremuta (circa 100-150 ml) si utilizzano dalle due alle tre arance, che all’interno di un'alimentazione varia sono più che sufficienti. E rispetto al momento della giornata? La spremuta d’arancia si lega spesso alla colazione, ma bisogna prestare attenzione: “Come nel caso del bicchiere di acqua e limone, anche questa bevanda è meglio evitarla a stomaco vuoto, o c’è il rischio di irritare il sistema digerente”, specifica l’esperto, “si può consumare di mattina, purché inserita in un pasto completo, durante lo spuntino pomeridiano, ed è da prendere in considerazione anche a pranzo, per un’integrazione di liquidi al posto dell’acqua”.

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Quali sono gli errori più comuni da evitare?

Nonostante bere una spremuta d’arancia sia altrettanto facile come il proverbiale bicchiere d’acqua, ci possono essere dei gesti e delle abitudini che ne abbassano l’efficacia: la bevanda resta sempre fresca e dissetante, certo, ma perde in parte il suo potere a livello salutistico. Secondo il dottor Giacalone, gli errori più comune sono i seguenti:

  • Filtrarla. Un succo liscio, senza residui, dà una sensazione più pulita in bocca ed è per questo che in molti lo preferiscono così. In questo modo, però, si elimina la fibra che resta dopo la spremitura (in particolare la pectina, già minore rispetto a quella reperibile nel frutto fresco) e che, invece, è importante per regolare il transito intestinale, tenere a bada la glicemia in quanto rallenta l’assimilazione degli zuccheri naturalmente presenti e contribuisce alla riduzione del colesterolo “cattivo”.
  • Non berla subito. Se pensavi che fosse solo una leggenda metropolitana ti sbagliavi.  Le sostanze bioattive e la vitamina C sono rapidamente ossidabili e tendono a denaturarsi in velocità se la spremuta viene esposta all'aria per troppo tempo. Il consiglio è quindi di berla appena è pronta.
  • Zuccherarla. La spremuta contiene naturalmente fruttosio, quindi non ha bisogno dell’aggiunta di zucchero (saccarosio) o di miele: gli zuccheri semplici si trovano in tantissimi alimenti e durante il giorno la quantità massima consigliata viene abbondantemente superata.

L'abbinamento spremuta, caffè (o cappuccino) e cornetto, sebbene sia un must have, non è in realtà l’opzione migliore per il nostro organismo. La caffeina, per esempio, inibisce l’assorbimento della vitamina C e la coppia caffè + spremuta risulta irritante per le mucose gastriche. A livello nutrizionale, dice Giacalone: “l’ideale è abbinarla a pane integrale con creme di frutta secca al 100% (di nocciole o mandorle) – al posto del triste velo di confettura che spesso viene suggerito – accompagnando con latte o yogurt”. Infine “la spremuta va consumata con estrema moderazione o eliminata dalla dieta da chi soffre di reflusso gastroesofageo, ernia iatale o gastriti acute, a causa del suo contenuto acido che può esacerbare questi disturbi”.

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