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18 Aprile 2024
15:00

Qual è la differenza tra vini aromatizzati e vini aromatici

Si tratta di due prodotti completamente diversi: i vini aromatici sono dei vini "classici" con un aroma naturale molto sviluppato; i vini aromatizzati sono invece dei prodotti arricchiti con l'aggiunta di spezie e altri aromi naturali.

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Spesso siamo confusi da due definizioni che hanno, effettivamente, delle parole molto simili tra loro: vini aromatici e vini aromatizzati. Non sono sinonimi e non possiamo sovrapporle perché si tratta di due categorie di prodotti ben distinte: il vino aromatico è un vino "classico" caratterizzato da una forte presenza di aromi naturali derivanti dalle uve stesse come possono essere il Muscat o il Gewürztraminer; il vino aromatizzato è invece un prodotto modificato aggiungendo aromi o ingredienti aromatizzanti durante il processo di produzione, come ad esempio il vermut.

La differenza tra vini aromatici e vini aromatizzati

Come puoi vedere la differenza è abissale: è la stessa che c'è tra un carpaccio e un hamburger. Entrambi vengono dallo stesso animale ma uno è "più lavorato" dell'altro e si usano in occasioni differenti, li scelgono consumatori diversi e hanno storie differenti.

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I vini aromatici sono infatti dei vini classici che hanno forti aromi naturali. Le uve aromatiche, come il Gewürztraminer, il Muscat, il Riesling e molti altri, producono vini dall'aroma intenso. Queste bevande possono avere profumi distinti di frutta, erbe o spezie, che ricordano fiori come rosa, gelsomino, acacia e fiori di sambuco e che emergono sia nel bouquet sia nel sapore. La caratteristica principale di questi vini è che gli aromi sono intrinseci alle uve e non sono aggiunti artificialmente. I più famosi vitigni aromatici sono il Moscato, da cui derivano l'Asti Moscato e il Moscato d'Alessandria; il Gewürztraminer; il Riesling; il Pinot grigio e il Torrontés, un vitigno argentino, che dà vita a vini profumati con aromi di fiori bianchi, agrumi e frutta esotica. Questo tipo di prodotto è perfetto da abbinare alla cucina estremo-orientale o indiana perché grazie alla loro freschezza e aromaticità si sposano benissimo con piatti piccanti e speziati.

I vini aromatizzati invece sono prodotti modificati aggiungendo aromi o ingredienti aromatizzanti durante il processo di produzione. Questi aromi possono provenire da una varietà di elementi differenti, tra cui erbe, spezie, frutta, fiori o altri ingredienti naturali. Il loro sapore non viene solo dal vitigno d'origine ma anche da questi artifizi che conferiscono al prodotto un profilo aromatico unico e distintivo, che può spaziare da note speziate e floreali a sentori di frutta secca, agrumi o erbe aromatiche. I più famosi vini aromatizzati sono il Vermouth, senza dubbio il vino aromatizzato più celebre del mondo, a base di vino bianco o moscato, arricchito con erbe aromatiche e spezie come artemisia, ginepro e scorza d'arancia; il Barolo chinato, ottenuto con l'aggiunta al Barolo Docg di zucchero, alcol etilico e diverse spezie tra cui la corteccia di china calisaia, radice di rabarbaro e di genziana, e seme di cardamomo; e il Retsina, un antichissimo vino aromatizzato greco ottenuto da Savatiano, Rhoditis, Assyrtiko o Athiri come vitigni principali. In realtà si può fare praticamente con tutto purché venga aromatizzato con una resina (da cui il nome).

Un'ultima differenza che è bene sottolineare perché su questa proprio non ci si può confondere è la gradazione: i vini aromatici hanno una gradazione alcolica "classica", come quella di tutti i vini, che si assesta dunque attorno all'11-13%. Rispetto ai vini comuni, i vini aromatizzati hanno spesso un grado alcolico più alto, che può variare da 15% a 22% circa.

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A cura di
Leonardo Ciccarelli
Nato giornalista sportivo, diventato giornalista gastronomico. Mi occupo in particolare di pizza e cocktail. Il mio obiettivo è causare attacchi inconsulti di fame.
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