
Ormai non c’è cucina che non le utilizzi e, scommettiamo, anche tu ne hai almeno una in dispensa: pentole e padelle antiaderenti sono diventate uno strumento sempre più diffuso e apprezzato grazie al loro rivestimento speciale che permette di cucinare senza che gli alimenti si attacchino sul fondo. Proprio questa caratteristica, però, può diventare anche un punto debole. Le padelle antiaderenti, infatti, sono più delicate rispetto alle padelle classiche e, se le tratti nel modo sbagliato, il rischio di graffiare il fondo è molto alto. Il fondo, rivestito con un materiale che si chiama teflon, non solo diventa inutile se si rovina (i cibi finirebbero per attaccarsi come in qualsiasi padella normale) ma rischia anche di mettere a rischio la tua salute: le antiaderenti graffiate rilasciano dei frammenti e microparticelle, che non è certo consigliabile ingerire. Se una padella è particolarmente graffiata, quindi, è bene che la butti, ma prima di arrivare a questo punto segui i nostri consigli per mantenere padelle e pentole antiaderenti perfettamente funzionanti e sicure.
Perché le pentole antiaderenti richiedono una cura particolare?
Proprio come avviene nel caso delle pentole realizzate in ghisa, che richiedono un trattamento speciale proprio per via delle caratteristiche del materiale, anche padelle e pentole antiaderenti necessitano di una certa cura per evitare che si rovinino. Il rivestimento antiaderente superficiale, noto scientificamente come politetrafluoroetilene (PTFE) ma conosciuto generalmente come teflon, è un materiale al contempo resistente e delicato: facilita certamente la cottura, impedendo al cibo di aderire, ma può essere facilmente danneggiato da abrasioni meccaniche, sbalzi termici o detergenti troppo aggressivi.
Graffi e abrasioni vanno evitate il più possibile per due motivi principali: prima di tutto un rivestimento usurato non svolge il suo scopo e gli alimenti finiranno per attaccarsi al fono proprio come in qualsiasi altra pentola o padella, in secondo luogo è una questione di sicurezza. Se il teflon viene “rotto” da un graffio o un’abrasione è possibile che vengano rilasciate microplastiche e nanoplastiche nel cibo, con danni che aumentano proporzionalmente all'entità del graffio. Sebbene il teflon ingerito non sia considerato pericoloso, il rivestimento danneggiato può esporre materiali sottostanti e causare contaminazione. E poi, diciamocelo, non è comunque piacevole pensare di avere microplastiche, seppure innocue, nel nostro cibo. Per un'ulteriore sicurezza, accertati che la padella sia realizzata senza PFOA, un acido che veniva utilizzato in precedenza per produrre il teflon, ma che oggi ha subito forti restrizioni riguardo al suo impiego proprio perchè ritenuto pericoloso.

Ecco perché è fondamentale pulire e conservare con cura le tue pentole antiaderenti, oltre che trattarle nel modo giusto quando richiesto. Quando acquisti una nuova pentola o padella antiaderente la primissima cosa da fare è leggere bene le istruzioni del produttore perché, in alcuni casi, devi svolgere una procedura che serve a preparare il tegame al primo uso e a proteggerlo, in modo da performare meglio. Il procedimento si chiama “condizionamento della padella” e di solito si svolge in questo modo: si lava la padella con un sapone delicato, si asciuga, poi si fa scaldare sul fornello e si applica uno strato sottile di olio che poi andrai ad asciugare. Non tutte le padelle antiaderenti necessitano di questo passaggio (per esempio, quelle con il rivestimento ceramico non ne hanno bisogno), ma in quelle in cui è richiesto è utilissimo per preparare la superficie interna a un migliore utilizzo e per ottenere una maggiore durata dell'antiaderente.
Come pulire le pentole antiaderenti correttamente per non rovinarle
Qual è il metodo migliore per pulire pentole e padelle antiaderenti senza rovinarle? Il segreto è evitare tutto quello che può risultare aggressivo, dall’uso di strumenti non adatti al lavaggio ad alte temperature o che prevedono detergenti aggressivi e spugne abrasive. La primissima regola da seguire è lavare sempre le stoviglie antiaderenti a mano, mai in lavastoviglie, tranne nei casi in cui ci sia la dicitura "dishwasher safe": il calore elevato, i detergenti aggressivi e i getti d'acqua ad alta pressione deteriorano rapidamente il rivestimento. Una volta appurato che vanno lavate a mano, ricorda di usare saponi delicati, meglio ancora se naturali, e soprattutto spugne non abrasive e molto morbide, da usare con gentilezza e senza strofinare troppo. E se le incrostazioni più ostinate non si rimuovono in questo modo, meglio optare per un trattamento naturale, per esempio un mix di acqua e bicarbonato di sodio che, applicati come una pasta, andranno a sciogliere anche le incrostazioni più ostiche senza necessità di sfregamento.

Cosa evitare per non danneggiare il rivestimento antiaderente delle pentole
Per preservare l’integrità del rivestimento antiaderente è fondamentale evitare una serie di comportamenti che, anche se comuni, possono comprometterlo rapidamente. Una delle regole più importanti per mantenere intatte le padelle antiaderenti è usare gli utensili giusti: per mescolare, girare e cucinare in generale qualsiasi alimento al loro interno non usare mai utensili in acciaio o metallo e utensili taglienti come forchette e coltelli, perché questo tipo di utensili aumentano il rischio di graffiare il rivestimento antiaderente. A questi preferisci invece pinze, mestoli, palette e strumenti che siano in legno, bambù o silicone per alimenti: il loro tocco è molto delicato e, usandoli, non andrai a graffiare le tue padelle.
Allo stesso modo, è sconsigliato impiegare spugne abrasive o detergenti troppo aggressivi durante la pulizia, perché è facile che graffino la superficie favorendo nel tempo il distacco del rivestimento e compromettendone quindi l’efficacia; anche se usi panni e spugne morbide, ricorda di pulire con delicatezza la pentola e di non strofinare con eccessivo vigore. Infine, un altro fattore determinante da tenere in considerazione per non rovinare le stoviglie antiaderenti è lo shock termico: versare acqua fredda su una pentola ancora molto calda può contribuire nel tempo al deterioramento del rivestimento, ma anche il surriscaldamento a vuoto o a temperature troppo elevate può danneggiare la superficie.

Conservare le pentole antiaderenti: ecco come trattarle per mantenerle a lungo
Il lavaggio è sicuramente fondamentale per far sì che pentole e padelle conservino intatto a lungo il loro strato antiaderente, ma la corretta conservazione di queste stoviglie non finisce con il lavaggio: anche il modo in cui le riponi nei mobili potrebbe finire per rovinarne il rivestimento. Se non proteggi l’interno delle stoviglie antiaderenti, infatti, rischi che si graffino quando le impili una dentro l’altra nel mobile dove le tieni. La soluzione è semplice, devi solo mettere sul fondo di pentole e padelle antiaderenti un tovagliolo, un foglio di carta assorbente, un panno o un salvapadella, creando così uno strato protettivo tra una padella e l’altra che ne impedisca il danneggiamento.