11 Giugno 2022 12:39

Prodotto da feci animali: costa 70 euro a tazzina il caffè più crudele e caro del mondo

È letteralmente prodotto dalle feci di un animale il caffè più costoso del mondo. Un chilo può costare circa 1000 dollari, ma le associazioni di animalisti insorgono. Che cos'è il Kopi Luwak.

A cura di Alessandro Creta
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Non è brasiliano, tantomeno colombiano o vietnamita (solo per citare i primi tre Paesi produttori al mondo): il caffè più caro e prezioso del pianeta nasce nel sud est asiatico, in particolar modo Indonesia, ma il suo metodo di produzione è piuttosto controverso e discusso.

La non invidiabile palma di caffè più crudele e allo stesso tempo più costoso del pianeta va al Kopi Luwak, una particolare tipologia realizzata in Oriente letteralmente frutto di deiezioni animali. I chicchi, infatti, sono nient’altro che escrementi di un piccolo mammifero che vive soprattutto in Indonesia e chiamato zibetto, il quale si nutre dei chicchi stessi pur non riuscendo a digerirli a dovere.

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Il Kopi Luwak è una tipologia di caffè molto ricercata, particolarmente dolce che ricorda un mix tra cioccolato e caramello. Un gusto, afferma chi l'ha assaggiato, insomma gradevole, apprezzato, peccato che per produrre questa varietà di caffè le industrie locali maltrattattino molti zibetti. Perciò il Kopi Luwak (letteralmente, caffè dello zibetto) nel corso degli ultimi anni è stato aspramente criticato da numerose associazioni di animalisti. Ma per quale motivo? Come nasce questo caffè?

Come si fa il Kopi Luwak

Per quale ragione questo caffè ha un sapore così dolce? Tutto, come detto, viene ottenuto dalle feci dello zibetto. Questo animale, chiamato anche civetta delle palme, mangia (o meglio, spesso viene costretto a mangiare) dei chicchi di caffè, non riuscendo tuttavia a metabolizzarne la parte interna.

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Per questo l’animale, di fatto, digerisce solamente l’esterno, amaro e maggiormente acido, del chicco, espellendo quindi la parte più dolce. Quella, in sostanza, raccolta tra le feci dopo tutto il processo digestivo e poi lavorata per produrre il caffè special.

Perché il caffè cagato non è etico

Il commercio del Kopi Luwak (anche per la produzione limitata di circa 50 tonnellate l'anno) è decisamente fruttuoso, basti pensare che appena un chilo arriva anche a toccare i 1000 dollari, mentre una tazzina può costarne 70. Se pensate, insomma, che 2 euro per un caffè siano troppi, ora in molti dovranno ricredersi.

Le aziende produttrici del Kopi Luwak si ritrovano quindi tra le mani un’autentica gallina dalle uova d’oro. Solo che al posto delle uova ci sono chicchi di caffè defecati, e invece della gallina c’è un povero zibetto sfruttato e maltrattato per la sua “capacità” di  espellere chicchi digeriti solo parzialmente e privati della loro parte amara.

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Gli animali vengono nutriti con bacche di caffè, sono fin troppo spesso tristemente detenuti all’interno di piccole gabbie e in condizioni igienico sanitarie drammatiche. Uno dei primi risultati dei numerosi movimenti di proteste animaliste ha portato il ritiro di questo prodotto dai magazzini Harrod’s, in Gran Bretagna, ma la lotta al caffè dello zibetto continua strenuamente. In Indonesia è stata approvata una legge che obbliga di rilasciare questi animali dopo 3 anni di allevamento, ma gli zibetti una volta tornati in cattività spesso non sopravvivono al ritorno nella natura selvaggia.

In tutto ciò qualche produttore ha iniziato, da alcuni anni, a raccogliere solamente le feci degli zibetti selvaggi, per permettere che questi vivano secondo natura senza essere sfruttati dall'uomo. Una produzione etica del caffè, comprensibilmente, ricade poi sul prezzo finale del Kopi Luwak realizzato in maniera sostenibile.

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