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3 Gennaio 2026 16:00

Piatti tipici dell’Epifania: cosa si mangia in Italia e all’estero

L’ultima grande festa del periodo natalizio è l’Epifania e anche in questo caso si festeggia ritrovandosi a tavola. Ma cosa si mangia, secondo la tradizione, per festeggiare il 6 gennaio? Ecco cosa i piatti più tipici, in Italia e all’estero, del giorno dell’Epifania.

A cura di Martina De Angelis
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La fine delle festività natalizie è segnata dall’Epifania, come afferma anche il celebre detto secondo cui "L'Epifania tutte le feste porta via": è l’ultima grande occasione per ritrovarsi a tavola con parenti e amici, per celebrare il 6 gennaio ricordandone l’aspetto pagano con l’arrivo della Befana e quello religioso legato ai Re Magi, due tradizioni strettamente legate una all’altra. Quali piatti si preparano per festeggiare l'Epifania sulle nostre tavole? E all'estero come vengono celebrati i Re Magi e la vecchietta che porta dolci e caramelle a cavallo di una scopa? Fugassa, Torta dei Magi e perfino brodo di polpo, ma anche torta dei rei e corona dei Magi: paese che vai, ricetta tradizionale che trovi. Parti con noi per un viaggio gastronomico nei piatti dell'Epifania, per scoprire come si celebra gastronomicamente il 6 gennaio in Italia e all’estero e conoscere le storie affascinanti che accompagnano ogni ricetta.

1. Cavallucci e befanini toscani

befanini

Iniziamo a scoprire i piatti dell’Epifania con due ricette dolci tipiche della toscana. La prima è quella dei cavallucci tipici della città di Siena, dei morbidi biscotti speziati a base di miele, anice, noci e canditi: dolcetti natalizi diffusi già al tempo di Lorenzo il Magnifico, chiamati Biriquocoli, da inzuppare rigorosamente nel Vin Santo o nel Marsala, come i più famosi cantucci. La seconda ricetta è quella dei befanini, frollini a base di agrumi e rhum realizzati con forme che ricordano i simboli del Natale e decorati con zuccherini colorati: sono tipici della zona del lucchese e di Viareggio e si preparano per farli trovare ai bambini nella calza la mattina del sei gennaio.

2. Fugassa d’la Befana

Focaccia della befana

Non esiste Epifania che si rispetti, in Piemonte, senza che venga preparata la fugassa d’la Befana, una soffice focaccia a base di pan brioche e canditi la cui forma ricorda quella di una margherita. Secondo la tradizione, nell'impasto si aggiungono una fava bianca e una fava nera: chi trova la prima dovrà offrire la focaccia a tutti i commensali, chi trova la seconda avrà il compito di elargire e offrire il vino. I piemontesi sostengono che la ricetta della fugassa sia perfino più antica di quella del panettone milanese: rivalità o leggenda? L'importante è che non manchi mai sulle tavole del 6 gennaio.

3. Cammelli di pasta sfoglia

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In Lombardia, nello specifico nel Varesotto, si preparano dei particolarissimi dolcetti che già dalla forma ricordano l’Epifania: sono i cammelli di pasta sfoglia, modellati proprio per ricordare l’animale che, per tradizione, venne cavalcato dai Re Magi quando giunsero a Betlemme nel giorno dell’Epifania e che inoltre simboleggia forza, pazienza e capacità di sopportazione. Si trovano in tutte le pasticcerie e forni locali per un periodo brevissimo, generalmente da inizio gennaio fino al 6, e sono caratterizzati da una superficie lucida perché glassata con acqua e zucchero prima della cottura; esistono in molto varianti, anche farciti con crema pasticcera, panna o confetture.

4. Pinsa de la Marantega

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La Befana e i Re Magi, in Veneto, si festeggia gustando la “pinsa” de la Marantega (parola che in dialetto veneto indica proprio la vecchietta in sella alla scopa). Attento, non farti ingannare, con la pinsa romana non c’entra niente: in questo caso pinsa è solo il termine dialettale per indicare la pizza, ma anche in questo caso si nasconde un tranello. Non stiamo parlando di una pizza ma di un dolce, nello specifico un rustico a base di base di farina di mais ripieno di frutta secca e con pochissimo zucchero: è infatti una ricetta povera di origine contadina e, all’epoca, lo zucchero era un ingrediente difficilmente reperibile. Tradizionalmente la pinsa veniva cotta nella cenere dei falò accesi proprio il giorno dell'Epifania.

5. Brodo di polpo napoletano

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Il o bror ‘e purp è più di una semplice ricetta, è l’origine di tutto lo sreet food napoletano e uno dei piatti di strada più antichi della storia partenopea: la ricetta sembra risalga al 1300, nata come piatto povero che serviva per ingannare la fame dei meno abbienti, come contraltare alla tavola dei ricchi dove invece si serviva il brodo di carne. Nel tempo “o bror ‘e purp” ha conquistato anche la mensa, tanto che perfino Boccaccio, conquistato dalla semplicità e dalla bontà di questa pietanza povera, ne raccontò in una lettera indirizzata a un suo amico. Eppure rimase sempre un piatto povero, da consumare  la notte del 6 gennaio per le vie della città: oggi non si trovano più come i pentoloni giganti che affollavano i vicoli di Napoli (soprattutto per una questione igienica), ma il brodo di polpo è ancora una tradizione fortemente radicata e da mantenere viva sulle tavole domestiche.

6. Pastiera campana

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Niente paura, non abbiamo confuso l'Epifania con la Pasqua, momento dell'anno in cui le tavole campane si riempiono di deliziose pastiere fatte in casa: la tradizione vuole che la prima pastiera dell’anno si prepari proprio per celebrare l'Epifania. Perché? Anche in questo caso c’entra la doppia anima religiosa e pagana della festività: secondo la tradizione campana l’Epifania è considerata la "prima Pasqua", in quanto segna l'arrivo dei Re Magi e il primo momento di manifestazione di Gesù, una "Pasqua" che precede quella di Resurrezione. Inoltre il dolce, con i suoi ingredienti simbolici come il grano e le uova, è un forte richiamo alla vita e alla promessa di rinascita, due significati legati alla celebrazione del risveglio prossimo della natura portato dalla primavera in arrivo.

6. Spagna: Roscon de Reyes

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Celebrare il giorno dell’Epifania con ricette speciali legate alla festività non è una tradizione solo italiana. Facciamo un salto in Spagna, dove per festeggiare il 6 gennaio si sforna la Roscon de Reyes, la torta dei re, in onore dei Magi. Molto simile, nella forma e nelle dimensioni, a un ciambellone, la torta dei re è un lievitato arricchite in superficie con frutta candita, mandorle, zuccherini e scorzette d'arancia. Nella tradizione spagnola, la torta dei re si mangia per colazione o per merenda e, se si vuole,si nasconde al suo interno una moneta come buono auspicio per l'anno appena iniziato.

7. Inghilterra: Twelfth night cake

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Come si celebra l'arrivo della Befana oltre manica? Il 6 gennaio è tradizione preparare la Twelfth Night Cake, un dolce molto simile al panettone, ripieno di canditi, uvetta e mandorle. Perché un nome così particolare? "Twelfth Night Cake" significa letteralmente "La torta della dodicesima notte" e indica la fine del periodo natalizio, ultimo giorno utile per concedersi un peccato di gola: la tradizione originale di epoca medievale, periodo in cui nasce la Twelfth Night Cake, voleva che all’interno della torta venisse sistemato un fagiolo secco (o una fava/moneta) e che chi lo trovasse divenisse il re o la regina della festa per una notte. Nata come un semplice ciambellone, in epoca vittoriana la torta si arricchì di un tripudio di decorazioni elaborate con glassa di zucchero bianca e rosa, fiori, ghirlande e corone.

8. Francia: galette des Rois

Galette des rois

I cugini francesi celebrano l'arrivo dei magi con un'apposita torta che, nemmeno a dirlo, si chiama galette des Rois, ovvero torta dei Re: un dolce a base di pasta sfoglia farcita con una deliziosa e dolcissima crema frangipane alle mandorle. La tradizione vuole che la galette venga servita o venduta assieme a una corona di cartone: all'interno della torta viene infatti nascosto un piccolo oggetto prezioso (un confetto o una mandorla) e, il fortunato che riuscirà a trovarla verrà proclamato "re per un giorno" e incoronato con la finta corona di carta.

9. Grecia: vasilopita

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Preparata per Capodanno e per la Befana, la vasilopita è un dolce greco a base di pan brioche con mandorle e semi di sesamo: anche in questo caso, all'interno dell'impasto viene "nascosto" un piccolo portafortuna, molto spesso una moneta. Il taglio della torta è un vero e proprio rito augurale di prosperità. La tradizione vuole che il capofamiglia disegni per ben tre volte una croce sulla torta con l’aiuto di un coltello, per poi proseguire il taglio delle prime tre porzioni che sono considerate intoccabili in quanto destinate simbolicamente a Gesù, la Vergine e San Basilio Magno (329 d.C.), vescovo di Cesarea, che secondo la leggenda ideò questo metodo per aiutare i suoi fedeli.

10. Svizzera: dreikönigskuchen

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Continuano le torte con sorpresa anche nella tradizione Svizzera: qui il dolce dell’Epifania è il dreikönigskuchen, la corona dei Re Magi. Si tratta di un soffice pan brioche di pasta lievitata a forma di fiore, modellato unendo 7 o 9 palline d’impasto intorno a una palla centrale più grande e arricchito dalla presenza dell'uvetta, che dona all'impasto un sapore delicato e gradevole. Al suo interno si nasconde una sorpresa – una mandorla, un legume secco o una moneta avvolta nella carta stagnola – che diventerà il talismano portafortuna di chi la troverà nella sua fetta.

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Quello che i piatti non dicono
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