
Il 17 febbraio 2026 è il primo giorno del Capodanno cinese, conosciuto in Cina come Chun Jié (春节 Festa di Primavera) o Capodanno lunare. A differenza del primo dell'anno occidentale, fissato al 1° gennaio, questa festa segue il calendario lunisolare (nónglì 农历) che si basa sulle fasi della luna. In sostanza, l'anno nuovo inizia con la luna nuova più vicina all'equinozio di primavera, motivo per cui cambia sempre la data delle celebrazioni. In questo contesto, il 17 febbraio segna quel passaggio, astronomico e culturale, che dà ufficialmente inizio a quindici giorni di celebrazioni, culminando il 3 marzo con la Festa delle Lanterne (oyuánxiāo jié -元宵节). Questa ricorrenza non è una mera festività da calendario, ma una celebrazione molto sentita che si intreccia con simbolismi antichi, riti, tradizioni, buon cibo e un vero galateo da seguire.
Il 2026 è l'anno del Cavallo di Fuoco: cosa significa
Ogni anno il calendario cinese è associato a uno dei dodici animali dello zodiaco e a uno dei cinque elementi (legno, fuoco, terra, metallo, acqua): la combinazione genera un ciclo di abbinamenti unici. Quest'anno è quello del Cavallo di Fuoco, un accostamento raro e simbolicamente potente che non si vedeva dal 1966, anno che fu di grandi cambiamenti per il Paese del Dragone. Il cavallo è da sempre una figura di energia, movimento, indipendenza e vitalità: nel simbolismo tradizionale è una rappresentazione che invita all'azione e al cambiamento. Il fuoco, invece, è un elemento che amplifica le qualità dell'animale aggiungendo passione, intensità e slancio creativo: le premesse per un anno "carico" di opportunità e dinamismo, ma anche di sfide e cambiamenti, ci sono tutte.

A differenza di quello occidentale, il Capodanno cinese non è un evento che dura solo una notte, ma un vero percorso rituale di almeno quindici giorni. I preparativi cominciano settimane prima con le famiglie che puliscono a fondo la casa per "eliminare la sfortuna" accumulata durante l'anno e aprirsi alla buona sorte. Una pratica che ha radici nelle tradizioni antiche di spazzare via il passato prima di un nuovo inizio. Il momento più atteso è la vigilia (Nián Yè Fàn -年夜饭) quando, durante la sera, tutta la famiglia si riunisce a tavola per condividere un pasto ricco di piatti simbolici. Tutta la casa è addobbata con lanterne e decorazioni rosse, questo colore infatti indica fortuna, felicità e protezione. Nel corso delle due settimane si susseguono visite a parenti e amici, spettacoli di danze dei draghi e dei leoni, sfilate, parate, incontri comunitari e rituali nei templi, fino a raggiungere il culmine con la Festa delle Lanterne.
Il Capodanno cinese a tavola: quali sono i piatti "fortunati"
Se la tradizione e i simboli sono il “corpo” culturale del Capodanno cinese, il cibo è il cuore simbolico e concreto della festa. Tra i piatti più iconici ci sono i mitici jiaozi, ovvero i ravioli cinesi la cui forma ricorda antiche monete d’oro: mangiarli significa augurarsi ricchezza e fortuna nel nuovo anno, un po' come il nostro cotechino e lenticchie di mezzanotte. Tra gli altri piatti c'è il pesce che viene servito intero come simbolo di abbondanza: in cinese le parole "pesce" e "abbondanza" risuonano quasi allo stesso modo. Mantenere testa e coda, inoltre, è un augurio di un anno completo e senza mancanze.

Come dimenticare poi i noodles della longevità: da servire lunghi e mai spezzarli perché rappresentano i desideri di una vita lunga e serena. Tra i dolci troviamo il nian gao, una torta di riso glutinoso il cui nome significa "anno più alto", un auspicio di crescita e miglioramento. Anche il tangyuan, ovvero palline di riso tipiche della Festa delle Lanterne, simbolo di unità familiare. Da non dimenticare anche i frutti come mandarini e pomelo che sono spesso presenti sulla tavola o utilizzati come decorazione: la loro forma e il colore richiamano concetti di prosperità e ricchezza.
Il galateo del Capodanno: cosa fare (e cosa evitare) a tavola
Per ogni cena tradizionale, c'è anche un galateo che si rispetti. La Cina è un paese ricco di storia, cultura e tradizioni millenarie e qui anche il modo in cui ti siedi a tavola conta. I posti non sono casuali: gli anziani e gli ospiti d'onore devono sedersi nelle posizioni centrali della tavola, mentre ai più giovani spettano i posti laterali. Inoltre, i rampolli della famiglia, non possono iniziare a mangiare perché sono proprio gli adulti e quindi i più "saggi" ad aprire le danze. Si tratta di una questione di rispetto gerarchico, ancora molto sentita.

Ci sono poi piccoli gesti da evitare: mai infilare le bacchette verticalmente nel riso, poiché ricordano quelle che si inseriscono nell'incenso usato nei riti funebri. Vietato girare il pesce dall'altro lato una volta servito, soprattutto nelle regioni costiere: questo gesto simboleggia il rovesciamento di una barca, quindi cattiva sorte. Accettare e offrire il cibo con entrambe le mani è obbligatorio, così come riempire il bicchiere degli altri prima del proprio.
Oggi il Capodanno cinese non è più una festa relegata solo nei confini del Paese del Dragone. Si celebra con entusiasmo in molte capitali del mondo: dalla Chinatown di New York, passando per quelle di Sydney e Tokyo fino a Londra e Roma. Ogni luogo aggiunge sfumature e usanze locali che si uniscono alle tradizioni che abbiamo appena descritto, ma il filo conduttore resta sempre lo stesso: famiglia, fortuna e cambiamento.