
Profumato, cremoso e pronto in pochissimi minuti: di cosa parliamo? Del pesto ovviamente: è uno dei condimenti italiani più iconici e amati in tutto il mondo. Nonostante la sua preparazione preveda pochi ingredienti e altrettanto pochi passaggi, sugli scaffali del supermercato troviamo una lunga lista di sughi già pronti da utilizzare.
Ma la domanda qui sorge spontanea: quanto sono davvero buoni questi pesti pronti che compriamo? E, soprattutto, quanto si avvicinano alla ricetta tradizionale fatta in casa? A quanto pare, non troppo. Secondo un recente test condotto da Altroconsumo, su 79 prodotti esaminati, nessuno è stato promosso a pieni voti: solo 3 pesti riescono a raggiungere una valutazione appena sufficiente, mentre tutti gli altri sono classificati come "scarsi" o "molto scarsi".
La classifica di Altroconsumo sul pesto alla genovese classico e varianti
Nel test 2026 sul pesto del supermercato, purtroppo, non arrivano buone notizie per i consumatori: le valutazioni partono già da punteggi piuttosto bassi. I tre prodotti migliori si fermano nella fascia "accettabile", con 42 punti per i primi due e 41 per il terzo. Subito dopo si scende nella categoria "scarso", a partire dai 39 punti del quarto classificato fino ad arrivare all'ultima posizione, dove il pesto è giudicato "molto scarso" con appena 18 punti.
Il motivo di queste valutazioni negative riguarda soprattutto la composizione dei prodotti: molti pesti industriali, infatti, presentano un elevato contenuto di grassi saturi, dovuti alla presenza combinata di olio, formaggi e frutta secca. A questo si aggiunge una quantità significativa di sale e, in diversi casi, anche l'utilizzo di ingredienti aggiuntivi che si discostano dalla ricetta tradizionale.

Le prime 15 posizioni
- Lettere dall'Italia (MD) – Pesto alla genovese: 42
- Lettere dall'Italia (MD) – Pesto alla genovese senza aglio: 42
- Vemondo (Lidl) – Pesto vegano al basilico: 41
- Alce Nero – Pesto alla genovese: 39
- Deluxe (Lidl) – Pesto basilico e rucola con anacardi: 38
- Barilla – Pesto basilico e limone: 32
- Terre d'Italia – Pesto della Liguria con basilico genovese Dop e olio extravergine di oliva (37%): 32
- Esselunga – Bio pesto con basilico genovese Dop senza aglio: 32
- Biffi – Pesto 100% vegetale senza formaggio: 32
- Lettere dall'Italia (MD) – Pesto alla genovese con "basilico genovese Dop" senza aglio: 31
- Lettere dall'Italia (MD) – Pesto alla genovese con "basilico genovese Dop" con aglio: 31
- Sapori e dintorni (Conad) – Pesto genovese con basilico genovese Dop: 31
- Pam – Pesto fresco con aglio: 30
- Pam – Pesto fresco senza aglio: 30
- Biffi – Pesto biologico: 30
A chiudere la classifica, con punteggi tra "scarso" e "molto scarso", sono:
- Tesori dell'arca (Pam & Panorama) – Pesto alla genovese senza aglio con "basilico genovese Dop": 20
- Venturino Bartolomeo – Pesto delicato senza aglio: 19
- Venturino Bartolomeo – Pesto alla genovese: 18
Come sono stati valutati i prodotti
Per stilare la classifica, Altroconsumo utilizza un sistema di valutazione indipendente basato esclusivamente sulle informazioni presenti in etichetta. In pratica, ogni prodotto viene analizzato tenendo conto dei valori nutrizionali e della lista degli ingredienti e il punteggio finale nasce da diversi fattori: il profilo nutrizionale pesa più della metà della valutazione e considera elementi come calorie, grassi saturi, zuccheri e sale (penalizzati), ma anche fibre e proteine (premiati). A questo si aggiungono altri aspetti come la presenza e la quantità di additivi, il grado di trasformazione industriale e l'eventuale utilizzo di edulcoranti. Incrociando tutti questi fattori, ogni prodotto può ottenere un punteggio da 0 a 100 che permette di collocarlo in una scala che va da "molto buono" a "molto scarso", offrendo così una panoramica completa su tutti gli alimenti in vendita nei supermercati e dando al consumatore uno strumento utile per orientarsi nella scelta.