
La gastronomia è fondamentale per la cultura italiana, talmente fondamentale che tantissimi modi di dire entrati a far parte del linguaggio comune arrivano proprio dal mondo del cibo. Hai mai usato espressioni come “sano come un pesce”, “buono come il pane”, “fare le nozze con i fichi secchi”? Non basterebbe un libro intero per elencare tutti i modi dire legati al mondo alimentare e che usiamo sempre, in qualsiasi occasione. Per alcune espressioni è abbastanza intuitivo capire il perché si usano in determinate circostanze, altri invece nascono da storie interessanti e usanze antiche. Molto singolare è la storia legata all’espressione “fare il provolone”, un detto molto diffuso a Roma, ma ormai conosciuto e usato in tutta Italia, riferito in particolare agli uomini corteggiatori.

Fa riferimento a uno dei formaggi più amati del nostro paese, il provolone, un formaggio a pasta filata prodotto che può essere più dolce o più piccante a seconda della zona di produzione; il provolone, infatti, ha origine nell'Italia meridionale come evoluzione della provola, ma si è sviluppato come eccellenza nella Valle Padana, dove è diventato una specialità e un prodotto Dop. Ma cosa hanno a che fare degli uomini un po’ troppo "dongiovanni" -altro modo di dire – con il famoso formaggio omonimo? Ecco la storia del celebre modo di dire.
Come nasce il modo di dire "fare il provolone”
Nel linguaggio colloquiale “fare il provolone” vuol dire corteggiare in modo piuttosto insistente una donna: il “provolone”, infatti, è un uomo particolarmente dedito all’arte del corteggiamento. Provolone è infatti colui che cerca di conquistare il gentil sesso con continue lusinghe, complimenti smodati e attenzioni spesso eccessive. Cosa c’entra questo atteggiamento da dongiovanni indesiderato con il delizioso formaggio? Per capire l’origine di questo simpatico modo di dire è sicuramente utile risalire all’etimologia della parola nel suo significato originario. Il nome del formaggio, “provolone”, deriva presumibilmente dalla parola prova o dal termine napoletano provatura, il caratteristico test di stiratura della pasta che veniva, e viene tutt’ora praticato, per saggiarne la disposizione a filare e ad essere messa in forma: il formaggio, in parole povere, viene provato per testarne la qualità e la corretta riuscita.

Il termine compare per la prima volta nel Vocabolario di agricoltura di Canevazzi-Mancini nel 1871 dove, con “provolone”, viene indicata una provola di grandi dimensioni. Provolone, quindi, sarebbe un accrescitivo di provola o provare, ed ecco che l’espressione assume un significato figurato: il “provolone” è colui che “ci prova” con qualsiasi donna, cercando di ottenere attenzione, e quindi fa molte “prove” di approccio, come si facevano le prove per saggiare la pasta del formaggio provolone.