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3 Ottobre 2026 15:00

Perché nei film i poliziotti americani hanno sempre una ciambella in mano?

C'è una scena che abbiamo imparato a riconoscere al primo sguardo: un poliziotto americano, una tazza di caffè e una scatola di ciambelle. Ma ti sei mai chiesto perché proprio le donuts siano diventate il suo spuntino per eccellenza?

A cura di Arianna Ramaglia
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Non è sempre immediato, quando pensiamo o vediamo un cliché, chiederci da dove arriva, perché è nato e soprattutto se è davvero così comune. E tra tutti quelli che ci vengono in mente, ce n'è uno che siamo sicuri tu abbia visto almeno una volta in vita tua: un poliziotto americano che mangia una ciambella. Una di quelle associazioni che sembrano quasi legate indissolubilmente, come se uno non esistesse senza l'altro. Ma da dove arriva questo curioso abbinamento?

La spiegazione è molto meno cinematografica di quanto si possa pensare. Per anni, infatti, le ciambelle sono state semplicemente uno degli alimenti più comodi da trovare durante i turni di lavoro, soprattutto nelle ore in cui la maggior parte dei locali era già chiusa. Poi è arrivata Hollywood, che ha trasformato una semplice abitudine in uno stereotipo riconoscibile in tutto il mondo.

Una ciambella può raccontare molto più di quanto sembra

Prima ancora di diventare un cliché da film, la ciambella era uno spuntino pratico. A partire dagli anni Cinquanta, con la nascita e la diffusione capillare delle prime grandi catene di ciambelle (come Dunkin' Donuts e Krispy Kreme), i laboratori iniziarono a sfornare donuts  a ciclo continuo durante la notte per farsi trovare pronti all'alba. Per chi lavorava mentre la città dormiva, quei locali rappresentavano quindi una delle poche possibilità per fermarsi a mangiare qualcosa e bere un caffè. E tra chi lavorava di notte c'erano le nuove pattuglie della polizia in automobile che, dovendo compilare i verbali di turno e fare una sosta rapida lungo le strade deserte, trovavano nei negozi di ciambelle l'unico punto d'appoggio illuminato con parcheggio.

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La ciambella aveva poi tutte le caratteristiche dello spuntino perfetto per una pausa veloce: era economica, non richiedeva posate e poteva essere mangiata rapidamente. Il caffè faceva il resto. In altre parole, all'origine di questa storia non c'è necessariamente una particolare passione dei poliziotti per le donuts, ma una semplice questione di disponibilità e comodità.

Quando la realtà diventa uno stereotipo

A trasformare questa consuetudine in un‘icona pop è stata la televisione tra gli anni Ottanta e Novanta, quando la satira – guidata da personaggi simbolo come il commissario Winchester de I Simpson – ha consacrato l'immagine del poliziotto con la ciambella come un classico stereotipo comico. Un dettaglio quotidiano è diventato così un vero e proprio codice visivo: bastano pochi secondi di una scena per capire immediatamente chi abbiamo davanti. Il meccanismo è simile a quello di tanti altri stereotipi cinematografici: non è necessario spiegare che il personaggio è in pausa durante un turno notturno, ma basta una ciambella appoggiata sul tavolo. E in tutto questo c'è anche una componente comica: la divisa e il distintivo evocano un'immagine seria e autorevole, mentre una ciambella glassata aggiunge qualcosa di molto più quotidiano e innocuo. Il contrasto funziona talmente bene che è stato riproposto in continuazione, soprattutto nelle commedie e nelle serie animate.

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Il rapporto tra polizia e i negozi di ciambelle

C'è però un particolare della storia che rende ancora più interessante questo legame: le donuts shop non erano soltanto posti dove gli agenti potevano fare uno spuntino. Con il passare del tempo, alcuni di questi locali divennero veri e propri punti di riferimento per chi lavorava durante la notte. Per un'attività commerciale avere una pattuglia che passava regolarmente poteva rappresentare anche una forma di sicurezza informale. Per gli agenti, invece, fermarsi nello stesso locale significava trovare un posto conosciuto, prendere un caffè e svolgere alcune attività del turno in un ambiente tranquillo. Il rapporto era quindi molto più concreto di quello raccontato dalla televisione. Proprio questa familiarità, però, contribuì a rafforzare l'associazione tra i due mondi: più gli agenti frequentavano questi locali, più la loro presenza diventava parte dell'immaginario legato ai negozi di ciambelle.

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E oggi è ancora così?

Se l'immagine del poliziotto americano con la ciambella è rimasta praticamente intatta, la realtà nel frattempo è cambiata parecchio. Oggi negli Stati Uniti esistono moltissimi luoghi aperti anche durante la notte e le possibilità di mangiare qualcosa durante un turno sono decisamente più numerose rispetto al passato. Non c'è quindi una ragione particolare per cui un agente dovrebbe scegliere proprio una ciambella. Il cliché, però, continua a funzionare: anzi, proprio perché ormai tutti lo conoscono, può essere utilizzato dagli sceneggiatori per ottenere immediatamente un effetto comico o per caratterizzare un personaggio senza dover aggiungere spiegazioni. La prossima volta che vedremo un poliziotto americano entrare in un negozio di ciambelle, quindi, possiamo guardare quella scena con occhi diversi. Dietro la classica scatola di ciambelle non c'è soltanto una gag da film: c'è una storia fatta di turni notturni, negozi aperti quando tutto il resto era chiuso e un'abitudine quotidiana che, con il tempo, è diventata uno degli stereotipi più riconoscibili dell'immaginario americano.

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