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25 Settembre 2026 18:36

Pasta in bianco a mensa ai figli di chi non paga la retta: il caso di Mortara, nel Pavese

Il menù ridotto scatta oltre i 150 euro di arretrati contratti dalle famiglie e divide giunta e opposizione.

A cura di Rossella Neiadin
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Per intere generazioni di italiani la pasta in bianco è sempre stato il piatto della convalescenza, quello che la mamma prepara quando il bimbo ha la febbre o lo stomaco in subbuglio. A Mortara, in provincia di Pavia, il Comune le ha trovato un nuovo scopo e da settembre la serve nella mensa scolastica ai bambini delle famiglie in arretrato con il pagamento della retta.

Il sindaco Fabio Farina, eletto a giugno, non nasconde le finalità della misura e alla stampa locale ha confessato che i piccoli notano la differenza con il piatto dei compagni e, una volta a casa, sono proprio loro a sollecitare i genitori perché saldino il conto. Scendendo nei particolati, il menù differenziato scatta quando il debito supera i 150 euro, un meccanismo che a detta del sindaco ha già convinto parecchie famiglie a versare le somme mancanti. Nella maggior parte dei casi, aggiunge Farina, i ritardi dipendevano da una semplice dimenticanza.

In cosa consiste il pasto in bianco della mensa di Mortara

Nella descrizione diffusa dal Comune il vassoio dei figli dei morosi comprende pasta o riso senza sugo, carne bianca o pesce, un contorno di verdure calde o fredde, pane e frutta. Sul contorno e sulla frutta il sindaco è apparso meno sicuro dei suoi addetti. A chi gli chiedeva se fossero previsti ha risposto infatti con un prudente "Mi sembra di sì, ci dovrebbero essere". A Mortara, capoluogo storico della Lomellina, la pianura fra Sesia, Po e Ticino che è tra le zone risicole più importanti d'Italia, il riso in bianco ha almeno il pregio della filiera corta.

Quando scatta il pasto in bianco per chi non paga la mensa

Il provvedimento nasce da una delibera di giunta del 10 settembre che ridefinisce le regole di iscrizione al servizio di refezione e le procedure per le posizioni in sospeso. Prima di ricorrere al menù differenziato gli uffici inviano un sollecito con l'importo dovuto e le modalità di pagamento e possono concordare con le famiglie in difficoltà una rateizzazione.

Il pasto in bianco non riguarda gli alunni delle famiglie in condizione di fragilità economica o familiare documentata e segnalata all'assistente sociale, che ottengono l'esenzione dal pagamento. Chi ha un Isee basso, cioè un valore contenuto dell'indicatore che misura le condizioni economiche del nucleo familiare, deve invece rivolgersi ai servizi sociali, che valutano ogni richiesta singolarmente. L'assessore ai Servizi scolastici Cinzia De Biase ha ricordato anche che le iscrizioni, chiuse ad agosto, sono state riaperte per tutto settembre a beneficio di chi si era dimenticato di presentarle.

Le critiche al pasto in bianco e le linee guida nazionali sulle mense

Il consigliere di opposizione Max Farrell, del gruppo Rifondazione-Pd-Avs, riassume la contrarietà della minoranza in una frase, "Un bambino non ha un debito né ha deciso di non pagare". A suo giudizio il rischio è che il piccolo di turno si senta escluso o in colpa davanti ai compagni. Per questo Farrell propone all'amministrazione di recuperare le somme rivolgendosi esclusivamente ai genitori, con i solleciti e le verifiche affidate ai servizi sociali.

Le linee di indirizzo nazionali per la ristorazione scolastica, approvate nel 2010 in Conferenza unificata, sono pubblicate dal Ministero della Salute. Il documento prevede sostituzioni al menù per esigenze cliniche e per motivi etico-religiosi o culturali. Per le diete speciali, quelle prescritte per allergie o patologie come la celiachia, le linee impongono che i piatti sostitutivi somiglino il più possibile a quelli del giorno e che sia tutelata la privacy del bambino.

Il precedente di Montevarchi, con pane e olio ai figli dei morosi

La vicenda lombarda ha un precedente toscano a Montevarchi, in provincia di Arezzo, dove dal 2017 un regolamento comunale sostituisce il pranzo dei figli dei morosi con pane e olio, la famosa "fettunta" toscana. A febbraio 2025, quando il regolamento è tornato sulle pagine dei giornali nazionali, la sindaca Silvia Chiassai Martini ha rivendicato una morosità scesa da 85.000 a 6.000 euro. Dopo le polemiche, la stessa amministrazione ha sospeso il provvedimento per un mese e ha convocato le famiglie ancora morose per capire le loro difficoltà.

Per ora l'amministrazione di Mortara difende la misura e ne rivendica i primi risultati, mentre l'opposizione chiede una soluzione che tuteli tutti gli alunni. Da generazioni la pasta in bianco si prescrive ai bambini contro il mal di pancia, e a Mortara si è convinti che, servita a mensa, curi anche i mali del portafoglio.

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