video suggerito
video suggerito
7 Gennaio 2026 11:24

Olio di oliva: la Tunisia sta per togliere all’Italia il secondo posto mondiale

La Tunisia, favorita da clima e prezzi, è pronta a superare l’Italia nella produzione di olio di oliva. Il sorpasso è storico, ma la sfida resta creare valore oltre ai volumi di produzione.

A cura di Enrico Esente
0
Immagine

Quando pensiamo all'olio di oliva, immaginiamo subito un prodotto d'eccellenza proveniente dal Mediterraneo europeo. Come risaputo, è da qualche tempo che gli orizzonti dell'olio si sono ampliati e, in questo contesto, c'è da menzionare la Tunisia che sta vivendo una fortissima stagione di espansione produttiva. Grande paese olivicolo del Nord Africa, secondo un articolo del Financial Times: Tunisi si proietta al centro della scena mondiale per quando riguarda la produzione dell'olio, scalzando proprio l'Italia. Se la Spagna è considerato il Paese che detiene il dominio indiscusso, proprio la Tunisia potrebbe "rubare" la medaglia d'argento al Belpaese.

Secondo il quotidiano economico, tra i più istituzionali della Gran Bretagna, le stime del raccolto tunisino raggiungono proiezioni fino a 500 mila tonnellate. Insomma, non si tratta solo di un cambio di classifica ma, come racconta il giornale, di un segnale più profondo: l'olio sta ridisegnando la propria geografia seguendo i cambiamenti climatici e un mercato globale sempre più sensibile ai prezzi.

Tutte le positività (e le negatività) dello storico "sorpasso" tunisino

Se la Tunisia ha superato l'Italia in classifica al secondo posto tra i produttori mondiali di olio d'oliva, ci sono delle motivazioni ben precise. Piogge favorevoli, prezzi internazionali elevati che hanno incentivato la produzione e principali concorrenti mediterranei che hanno pagato siccità e stress climatici durante le ultime campagne olearie. Il Financial Times ha ricordato che il Paese nordafricano ha sfruttato alla perfezione la sua chance e che adesso si "gode" questo nuovo successo. Il primato, però, non è un trofeo da difendere, ma un indicatore di come l’agricoltura globale stia cambiando pelle, stagione dopo stagione.

Immagine

La Tunisia vanta anche estese superfici olivicole: parliamo di circa 2 milioni di ettari e oltre 100 milioni di uliveti che le permettono di beneficiare appieno delle annate "cariche" tipiche di questi alberi. Sul fronte europeo, invece, la previsione della FAO conferma che la stagione 2025/26 potrebbe rappresentare un punto di svolta nei rapporti di forza del mercato globale. Tunisi sta facendo passi da gigante in fatto di produzione, l'Italia e altri produttori mediterranei stanno invece affrontando sfide climatiche e strutturali che riducono i loro raccolti.

Resta però un ultimo nodo: quello del valore. Gran parte dell'olio di oliva tunisino continua a lasciare il Paese sfuso, destinato a essere miscelato o re-etichettato sopratutto sui mercati europei. Secondo le stime, circa il 90% della produzione annua viene esportato e non imbottigliato poiché frenato da limiti di credito, carenze negli impianti di confezionamento e da una filiera troppo piccola. Il secondo posto mondiale è comunque un traguardo enorme per un'economia che guarda all'agroalimentare come fonte di valuta estera. Gli analisti avvertono che il vero banco di prova sarà la capacità di convertire i volumi record in maggiore redditività, puntando su imbottigliamento, marchi propri, logistica e adattamento al cambiamento climatico.

Immagine
Resta aggiornato

Ogni giorno nuove Ricette tutte da gustare

News
Immagine
Quello che i piatti non dicono
Segui i canali social di Cookist
api url views