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21 Maggio 2026 15:00

Non solo tè, latte e tapioca: tutto quello che devi sapere sul bubble tea

La storia del bubble tea è complessa, tanto da sfociare in una causa legale. Negli anni la nota bevanda taiwanese ha conquistato il mondo, ma perché la Generazione Z non riesce a farne a meno?

A cura di lorenzonapolitano
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Bubble tea

Cosa lega un’icona sexy del cinema di Hong Kong, un imprenditore in cerca di riscatto e l'arte dei cocktail? La risposta è nella bevanda che sta spopolando in ogni angolo d'Italia (e del mondo): il bubble tea. Noto anche come "boba" per ragioni che spiegheremo tra un attimo, il bubble tea è un fenomeno globale di cui sono tutti innamorati: specialmente la generazione Z, che abbina il grande e colorato bicchiere a un altrettanto variopinto poke. Ma come siamo arrivati da una sala da tè di Taiwan a un prodotto che oggi vale miliardi di dollari?

La storia del bubble tea: da semplici esperimenti alla causa legale

A cavallo tra gli anni '80 e '90 l'imprenditore Tu Tsong He faceva surf tra onde di debiti: aveva bisogno di un miracolo, o quantomeno di un'idea che non fosse mai venuta in mente a nessuno dopo la chiusura del suo hot pot. Come ha raccontato lo stesso Tu, l'illuminazione è arrivata durante una passeggiata al mercato di Yamuliao a Tainan: "Ho visto i fenyuan (le palline di tapioca) e ho pensato di aggiungerli al mio tè verde. Il fenyuan bianco, quando viene infuso nel tè verde dorato, appare quasi traslucido con un centro bianco, proprio come la collana di perle di mia madre". Continuando a sperimentare, Tu ha trovato la formula perfetta, aggiungendo al latte delle palline di tapioca nere e più grandi, che sono proprio quelle presenti nel bubble milk tea che tutti conoscono oggi.

Come dicono i racconti locali, però, Lin Hsiu Hui nello stesso periodo versa delle palline di tapioca che si era portata da casa dentro il tè Assam, nel corso di una noiosa riunione lavorativa. Estasiata dal gusto e dal contrasto di colori, Lin decise che da quel semplice gesto sarebbe nato qualcosa di più grande. Fu così che, dall'altra parte dell'isola, ovvero a Taichung, nacque contestualmente un altro bubble tea. Negli anni seguenti Tu e Lin discussero molto sulla paternità del prodotto, sfociando addirittura in una causa legale durata 10 anni e conclusasi soltanto nel 2019. L'esito? Il bubble tea è una bevanda di tutti e può prepararla chiunque, rendendo così superfluo conoscere chi è stato il primo ad ottenerlo. "Siamo vecchi amici nel settore", ha commentato Tu. "La causa è una battaglia necessaria per la verità, ma non c'è niente di personale. Saranno le persone a giudicare", ha concluso.

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Perché il bubble tea viene chiamato anche "boba"

Se la paternità resta un mistero, l'origine del soprannome "boba" è decisamente più chiara. Il termine viene coniato in strada, precisamente da un venditore ambulante di Tainan. Volendo distinguere le nuove perle nere più grosse da quelle piccole tradizionali, il venditore ha cercato un paragone d'impatto e si è ispirato ad Amy Yip, l'esuberante star del cinema di Hong Kong nota con il soprannome "Boba" (che letteralmente si traduce in ‘campionessa di seni'). Nato per essere un goliardico soprannome, oggi è diventato un termine per definire una bevanda che ha conquistato il mondo un sorso alla volta.

Gen Z pazza del bubble tea: perché piace così tanto?

Per capire perché il bubble tea è diventato un fenomeno inarrestabile, bisogna guardare il mondo con gli occhi della Generazione Z. I nati tra il 1997 ed il 2012 consumano sempre meno alcool, hanno budget mirati e cercano "micro-esperienze" che spezzino la routine senza pesare troppo sul portafogli. In questo contesto si inserisce il bubble tea e la relativa impennata di popolarità, dovuta essenzialmente al gusto, all'accessibilità economica e alla crescente rivisitazione della ricetta base del tè. Il bubble tea, in pratica, riscuote successo anche perché può essere personalizzato con diverse basi di tè e guarnizioni come gelatine, pezzi di frutta, sciroppi e perle di tapioca. Non solo, da Taiwan agli Stati Uniti i locali che vendono bubble tea, nel tempo, si sono affermati come dei centri di aggregazione giovanile, all'interno di spazi esteticamente curati e "instagrammabili".

Ma nonostante l'aura "fresh", dal punto di vista nutrizionale il bubble tea è a tutti gli effetti un dessert liquido. Come riporta la rivista scientifica Food Science & Nutrition, queste preparazioni rientrano a pieno titolo nella categoria delle bevande zuccherate (sugar-sweetened beverages). Per questo motivo, nonostante alcuni benefici che può apportare, è sempre preferibile non farne abuso. I numeri in tal senso parlano chiaro: una porzione media da 470 ml può contenere tra i 20 e i 50 grammi di zucchero, arrivando a coprire (o superare) il fabbisogno giornaliero raccomandato in un colpo solo. Se aggiungiamo le calorie dell'amido della tapioca, il totale oscilla tra le 300 e le 500 calorie.

Il trend: poke e bubble tea, perché insieme?

L'associazione tra poke e bubble tea nelle nostre città non è affatto una coincidenza. Per quanto la tradizione hawaiana si discosti (e sia lontana geograficamente) da quella taiwanese, il segreto di questo binomio vincente risiede nel formato. Entrambi si fondano sulla massima personalizzazione. Se nella bowl scegli le basi, le proteine e le salse, nel bicchiere puoi optare per diverse basi di tè, tipologie di latte e topping. Questa "continuità psicologica" è la chiave: chi ama avere il controllo totale sul proprio pasto trova nel bubble tea il naturale completamento liquido della sua ciotola.

Ma c’è anche un lato pratico che fa gola agli imprenditori. Questo binomio parla la lingua dei social grazie a un’estetica vibrante, ma è nel "dietro le quinte" che avviene la magia: entrambi i prodotti non richiedono canne fumarie o cucine da grande ristorante. Si basano sull’assemblaggio rapido, una semplicità che si traduce in un servizio lampo, perfetto per il delivery e per incastrare due business in spazi ridotti, massimizzando ogni centimetro di bancone. Infine, l'etichetta "Pacific & Asian Fusion" ha fatto il resto, creando una bolla di consumo irresistibile. Il mercato europeo ha fuso questi due mondi lontani sotto l’idea di freschezza esotica, offrendo un viaggio autentico tra piatti idealmente lontani dalla nostra cultura.

L'esplosione del bubble tea racconta come le abitudini di consumo stiano cambiando: tra la ricerca di "benessere", il piacere di un dessert extra large e un'estetica impareggiabile, la boba si candida a essere tra le icone pop del ventunesimo secolo.

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