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24 Febbraio 2026
18:00

Non paga il conto e viene bandita dai ristoranti dell’intera provincia per un anno: è legale?

A Vigevano, una donna è stata denunciata per insolvenza fraudolenta: per lei è scattato anche il divieto di accesso in tutti i ristoranti della provincia di Pavia per un anno. Vediamo cosa prevede la legge e quando (e se) una misura del genere è legale.

A cura di Arianna Ramaglia
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Una storia vecchia come il mondo che, purtroppo, continua a ripetersi: una donna è uscita da un ristorante senza pagare la cena consumata. Oltre a una semplice e scontata denuncia, nei suoi confronti è stato disposto anche un divieto di entrare in tutti i ristoranti del Pavese per un anno, come una sorta di "daspo gastronomico". Un provvedimento singolare che solleva una domanda: è legale una misura del genere? Cosa prevede la legge?

Cosa è successo

La dinamica è piuttosto semplice: una donna di 40 anni, lo scorso dicembre, è entrata in un noto ristorante di Vigevano (Pavia), ha consumato il pasto ordinato ed è uscita senza pagare il conto, pari a circa 70 euro. Successivamente, sembra che i proprietari l'abbiano rincorsa e, una volta fermata, la donna ha dichiarato di essersi dimenticata il portafogli a casa, promettendo di tornare a saldare il conto. I due titolari, quindi, confidando nella sua buona fede, l'hanno lasciata andare, ma la donna non è più tornata.

Grazie alle telecamere di videosorveglianza e all'aiuto della polizia, la signora è stata identificata e denunciata con l'accusa di insolvenza fraudolenta. Ma non solo: a distanza di due mesi dall'accaduto, pare sia arrivato un nuovo provvedimento: il divieto di accesso in tutti i ristoranti dell'intera provincia di Pavia per un anno intero.

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Può essere vietato l'ingresso all'interno di tutti i ristoranti di una città?

Non è la prima volta che sentiamo una notizia del genere, ma è abbastanza curioso leggere di un divieto legato all'ingresso nei ristoranti. Solitamente, infatti, siamo abituati a un altro tipo di daspo, ossia quello sportivo, dove il divieto riguarda l'accesso a eventi e impianti sportivi per ragioni di ordine e sicurezza pubblica. Il divieto di accesso ai ristoranti, comunque, non è una sanzione inventata per l'occasione, ma può trovare fondamento nelle norme sulla sicurezza urbana. In particolare, il Decreto-Legge 20 febbraio 2017 n. 14, convertito in legge, permette al Questore di emanare un divieto di accesso a pubblici esercizi nei confronti di persone denunciate o condannate per determinati reati, quando si ritenga che la loro condotta possa mettere a rischio l'ordine pubblico o la sicurezza nei luoghi pubblici o aperti al pubblico.

Ed è proprio qui, però, che bisogna fare una piccola riflessione: la norma non si applica in modo automatico a qualsiasi reato. Il divieto può essere disposto in presenza di condotte che evidenzino una concreta pericolosità per l'ordine pubblico, all'interno di luoghi di aggregazione, come anche bar e ristoranti. In questo caso specifico, alla donna viene contestato il reato di insolvenza fraudolenta, cioè un reato che riguarda il mancato pagamento di un debito. Per capire se il divieto di entrare in tutti i ristoranti della provincia sia legittimo, bisognerebbe leggere le motivazioni del provvedimento adottato dalle autorità e capire se sono stati considerati altri elementi, come magari eventuali precedenti o il rischio che questo comportamento possa ripetersi o recare danno a qualcuno. In ogni caso, una misura di questo tipo deve, senza dubbio, essere adeguata e proporzionata rispetto ai fatti contestati e, in assenza di tutti gli elementi, non possiamo stabilire con certezza se, in questo caso, sia così oppure no.

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A cura di
Arianna Ramaglia
Laureata in Scienze della Comunicazione, ho frequentato il Master in Comunicazione Multimediale dell’Enogastronomia. Con una smisurata passione per la cucina, da piccola volevo fare la chef: sono cresciuta guardando la Prova del cuoco, preparando crocché con mia nonna e pizze con mia madre. Poi ho scoperto le gioie della scrittura e quindi, oggi, cucino per amore, scrivo felicemente per lavoro e mangio per passione.
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